GIROVAGANDO A TEMPO DI LIBRI. Come funzionano i festival?

L’incontro sull’ideazione e successiva messa in atto di festival letterari in giro per la penisola (e isole, ovvio), si svolge all’interno di una cornice tracciata da “Il Post” in collaborazione con il #FLA (Festival delle Letterature dell’Adriatico).

tempo di libri

Infatti due delle poltroncine bianche sul palchetto rialzato sono occupate da beneducati padroni di casa, rappresentati delle sopracitate istituzioni. Luca Sofri, direttore de “Il Post”, perfettamente a suo agio nel disquisire in pubblico, fa una veloce apparizione iniziale dove introduce gli oratori, pronti a tenere alta l’attenzione di una platea che alle 14.30 del pomeriggio ha scelto di rimandare caffè e pasticcini per sentire “cosa succede al libro tra il momento in cui viene scritto e il momento in cui viene letto”.

Con lui Vincenzo D’Aquino, ambasciatore del FLA, Festival di Pescara, prossimo al suo quindicesimo Novembre di vita.
Sofri, costretto a migrare verso nuovi lidi o meglio, contemporanei incontri, cede il microfono al vicedirettore de “Il Post” Francesco Costa che avrà il compito di dialogare con le altre due menti sul palco: Rosa Polacco, giornalista e capo (appellativo da lei ironicamente adottato) di “Libri Come”, Festa del libro e della cultura, promosso da Radio 3 e ospitato dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. E in ultimo Marcello Fois, scrittore e organizzatore del Festival “Isola delle Storie” di Gavoi, paesino adorabile dell’entroterra sardo caratterizzato da ciottoli sui sentieri e gerani alle finestre, che nel 2017 compie, orgogliosamente, quattordici anni.

L’oretta di incontro scorre rapida a colpi di suggestioni e differenze tra gli universi di cui gli attori si fanno portavoce. L’interesse verte in particolare sull’aspetto organizzativo di un festival letterario, dalle difficoltà logistiche, espresse da D’Aquino, balzate all’occhio nel momento in cui si decise di costituire un evento a Pescara, geograficamente centrale ma decisamente mal collegata. Alla consapevolezza di dover fidelizzare il fruitore dell’evento che ad esempio, in una location così pregnante e totalizzante come quella della Capitale romana, sceglie di prendere parte all’iniziativa dando fiducia al Festival che, ripresentandosi coerente con il proprio operato precedente, tende esso stesso a personificarsi e concretizzarsi in quel qualcuno da volere incontrare con piacere e attesa, ogni volta, ogni anno.

Viene inoltre evidenziata la struttura dei finanziamenti e il grande potere del risparmio. Ci si domanda come il Festival di Gavoi possa essere ottavo nel ranking dei festival letterari italiani e novecentosettantesimo per quanto concerne la disponibilità economica. Il bilancio del festival è pubblico, il totale delle spese annuali ammonta essenzialmente a 210.000 euro, nonostante – e Fois in questo è cristallino – ogni evento promosso durante i quattro giorni estivi sia completamente gratuito.

“Nei festival i libri diventano persone, e hanno il diritto di prendersi la libertà, anche economica”, conferma la Polacco.
Tutti coloro che sono rimasti affascinati da questo scorcio di mondo dietro le quinte possono assistere oggi, Sabato 22, all’evento “Come si fanno gli Editor” e domani al “Come si fanno le copertine”.

E se non riuscirete a fare un salto a Rho e farvi una vostra opinione sulla neonata Fiera dell’Editoria o se avete girovagato anche voi ma tenete caldamente alla nostra opinione, non temete. Durante la prossima settimana potrete gustarvi i nostri affondi su alcuni degli incontri proposti! (GIROVAGANDO A TEMPO DI LIBRI. Uomini giusti, prima che eroi; GIROVAGANDO A TEMPO DI LIBRI. MyVisto incontra la passione per la lettura)

 

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