For decades, brands have appeared in our cities as temporary guests, renting billboards, displaying a message and disappearing a month later. But what happens when a brand decides to stay? When it stops acting like a visitor and starts behaving like a neighbour? From cleaning up hate speech to paying the rent for local bar shutters, drinks companies are moving from traditional advertising to a new model called Brand Urbanism.
Continua a leggereCategoria: Consigliati da CIMO
Qui troverete settimana per settimana tutti i consigli dei CIMOreporter in merito a eventi, podcast, riviste, film e tanto altro!
QUANDO IL DOLORE SI FA NARRAZIONE: INCONTRO CON LA SCRITTRICE BASSMA AL KHATIB
Ci sono fili che non servono a riparare indumenti, bensì a unire assieme passato, presente e futuro in un legame indissolubile e profondo.
Continua a leggereMY BRANDING MY STORYTELLING: LA MIA ESPERIENZA PRESSO IL DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE E DELLO SPETTACOLO
In questo articolo, vi presento i retroscena di un’attività di ricerca altamente formativa presso l’Università Cattolica, dove i dati diventano report e il confronto costante con il team trasforma il lavoro individuale in valore collettivo.
Continua a leggereTHE STORY BEHIND A SHOE: THE DASSLER BROTHERS
Adidas and Puma are widely known shoe brands that have operated in the market for a long period of time, creating fantastic collaborations with actors, influencers and both specialising in the sport sector, shaping beautiful and functional pairs of shoes, accommodating every customer’s need. But do you actually know that these two brands are brothers?
Continua a leggereDIETRO LE NOTIZIE: IL RUOLO STRATEGICO DELLE MEDIA RELATIONS IN A2A
Il Gruppo a2a è una delle principali realtà italiane nel settore dei servizi essenziali, ma si distingue per una visione che va oltre il tradizionale concetto di utility. Non si limita, infatti, alla fornitura di energia, acqua e servizi ambientali, bensì promuove un modello di sviluppo che pone al centro le persone, le comunità e gli ecosistemi, contribuendo concretamente alla qualità della vita nel presente e per il futuro.
Continua a leggereOLTRE IL VETRO DELL’ACQUARIO: RICOSTRUIRSI UN PEZZO ALLA VOLTA
C’è un limite fisico che per decenni è stato considerato un dogma: correre un miglio in meno di quattro minuti. Fino al 1954, la scienza e la medicina sostenevano che il cuore umano sarebbe esploso sotto tale sforzo. Poi arrivò Roger Bannister che non solo abbatté quel muro, ma l’anno successivo altri quattro atleti lo seguirono. Il motivo? Non era un limite del cuore, ma della mente. Questa stessa logica è il filo conduttore della storia di Matteo Noè: più che una testimonianza di resilienza, il suo racconto è un’analisi rigorosa del possibile. Non una narrazione del limite, bensì una vera lezione di meccanica del pensiero.
Continua a leggereMOLTO PIU’ DI UN AVATAR: LUMI LA MASCOTTE CHE SFIDA L’ODIO ONLINE
Oggi l’attenzione è la moneta più preziosa del web, ma è anche la più difficile da conquistare. Sebbene nell’immaginario comune siano spesso legate all’infanzia o al mondo sportivo, le mascotte – o brand characters – rappresentano uno degli strumenti più sofisticati del marketing sociale moderno.
Continua a leggereL’IMPERFEZIONE COME STRATEGIA: PERCHE’ IL MARKETING “VERO” FUNZIONA PIU’ DEL MARKETING PERFETTO
Per oltre due decenni la comunicazione di marca ha inseguito un ideale di perfezione estetica: immagini patinate, video ad alta definizione, montaggi impeccabili, volti stereotipati. Questo modello nasceva da una logica top-down, in cui il brand rappresentava un ideale aspirazionale distante dal quotidiano del consumatore. Oggi quello stesso ideale è diventato un limite.
Continua a leggereWHEN CITIES BREATHE AGAIN: THE RISE OF GREEN URBAN SPACES
As the people move to the big cities that characterise our millennium, society is rediscovering its connection with nature: green spaces are transforming urban life, creating more resilient cities.
Continua a leggereIMPARARE A DISIMPARARE: L’IMPEGNO DI FELTRINELLI CONTRO LE“RELAZIONI PERICOLOSE”
Quante volte sei caduto nella rete?
In ambito relazionale, ormai si sa, imbattersi in dinamiche tossiche è più comune di quanto si pensi. Ma la consapevolezza dell’esistenza di un fenomeno può bastare a combatterlo? Si tratta sicuramente di un elemento necessario, ma non sufficiente.
