Alla scoperta di “YOU”, la mostra che racconta la #DigitalFashionRevolution

Era il 2006 quando il Time annunciò che la persona dell’anno non sarebbe stata nessun personaggio di fama mondiale, bensì “TU”, il singolo individuo. Il tributo era rivolto in particolare a tutti i navigatori del web, coloro che sfruttando le potenzialità della rete avevano contribuito a costruire una nuova democrazia digitale. Dieci anni dopo, il panorama di Internet appare profondamente cambiato: oggi il mezzo più utilizzato per navigare è lo smartphone, che ha portato la rete a espandere le sue opportunità, facendone della portabilità e della navigazione multipiattaforma un modo per rimanere sempre connessi con il mondo. Eppure, oggi come allora, il protagonista dell’universo digitale è sempre lui: l’uomo. E la sua esigenza, oggi amplificata dalla miriade di social network a disposizione, di raccontare e condividere gli istanti della propria vita con altri utenti, secondo il principio del Cluetrain Manifesto per cui “i mercati sono conversazioni”.

E c’è chi ha fatto della condivisione degli scatti della propria vita una professione, arrivando a guadagnare milioni e a essere riconosciuti in tutto il mondo: sono i digital influencer, i millennials che hanno conquistato il web raccontando le loro storie attraverso il loro blog. È a loro che Grazia.it ha dedicato la mostra “YOU, Digital Fashion Revolution”, iniziata il 7 ottobre e conclusasi il 13 ottobre scorso alla Triennale di Milano. Un evento inedito, realizzato in collaborazione proprio con la blogger più influente del mondo Chiara Ferragni (che oggi conta ben 6 milioni e 800 mila follower su Instagram) e il suo team di The Blonde Salad. La mostra, con lo scopo di raccontare l’evoluzione del fashion system e dei suoi linguaggi, è stata concepita per offrire un’esperienza interattiva e multimediale, così da rendere il visitatore il vero e unico protagonista: non solo fotografie di stili e personaggi che hanno fatto la storia, ma anche video-interviste, pannelli touchscreen e persino una mirror box in cui scatenarsi per dieci secondi a ritmo di musica e realizzare il proprio video personale. Un modo concreto per parlare del virtuale: come afferma la stessa Silvia Grilli, direttrice di Grazia, il reale e il virtuale non sono mondi separati, ma anzi devono “essere combinati per creare qualcosa di unico”.

img_8255Ma guai a chiamarle semplicemente blogger: le influencer preferiscono oggi definirsi delle vere e proprie digital entrepreneur. E infatti, la maggior parte di loro hanno ormai superato i tempi in cui si limitavano a postare outfit sui loro blog, sfruttando la popolarità per diventare imprenditrici di se stesse. Oltre a Chiara Ferragni, che ha creato la sua linea di scarpe e lanciato il suo sito di e-commerce tanto da attirare l’attenzione della prestigiosa Harvard, anche le altre influencer hanno dimostrato uno spirito imprenditoriale che le ha portate a disegnare la propria linea di abiti o addirittura incidere il proprio disco, come nel caso di Kristina Bazan, influencer di origine svizzera seguita da ben 2,4 milioni di persone in tutto il mondo. Queste ragazze, con il loro entusiasmo e la loro audacia, sono riuscite a capovolgere le regole di un mondo senza più gerarchie, creando modelli sociali e culturali democratici e interpretando la moda in chiave partecipativa.

Quali sono le premesse di questo fenomeno? La mostra parte dalle prime forme di linguaggio che hanno rivoluzionato il modo di pensare la moda: nel 1978 nasce a New York la street photography, inaugurata dal visionario Bill Cunningham con il suo scatto a Greta Garbo per il New York Times. Da quel momento, le strade diventarono vere e proprie passerelle, dando inizio a quel processo di democratizzazione della moda che avrà il suo culmine con le stesse blogger molti anni dopo. Oltre alla fotografia, uimg_8269n altro linguaggio ha influenzato il modo di comunicare sul web: è il diario di sé, consacrato da Bridget Jones prima e Carry Bradshow, star di Sex and the City, dopo. Due donne che sono entrate nell’immaginario collettivo come simbolo di una generazione alla ricerca spasmodica della propria dimensione, e di cui le digital influencer sono oggi depositarie.

Ma la mostra guarda anche al presente e ai nuovi linguaggi del digitale. Instagram, con il suo modo di comunicare efficace e istantaneo, ha avuto un impatto importante sul mondo delle influencer, che oggi possono mostrarsi ai propri follower in modo più spontaneo e genuino. Il social network, il terzo più usato a livello mondiale, ha inaugurato la “mobile era”, fatta di hashtag, communities, emoji e selfie, eletto parola dell’anno nel 2013 dall’Oxford Dictionary. L’uso dei filtri, poi, ha permesso all’utente di personalizzare i propri scatti, inaugurando l’era della “mobile photography”.

A noi CIMERS, futuri esperti di comunicazione, non resta che aspettare di vedere quale sarà l’evoluzione del linguaggio digitale dei prossimi anni e, perché no, magari anticiparlo!

Chiara Fontana

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