Lo storytelling è indubbiamente un metodo efficace per trasmettere emozioni e coinvolgere pubblici diversi grazie a percorsi nei quali essi riescono ad identificarsi. In un precedente articolo ho affrontato il tema dello storytelling e i social network, con un focus su TikTok; l’obiettivo adesso è descrivere a fondo le pratiche del visual storytelling e in che modo è usato dai brand nei social come Instagram.
Continua a leggereAutore: cimoreporter
BOOKTOK: TIKTOK E LA NUOVA SPINTA ALL’EDITORIA
Tiktok ha conquistato tutti gli ambiti della nostra vita e alcune volte ha aiutato a implementare e cambiare positivamente le nostre abitudini. Tiktok è stato spesso protagonista di campagne di sensibilizzazione che trattano di temi importanti, sempre più connessi alla Generazione Z. Questa volta TikTok ha dato una scossa all’editoria con l’hashtag #BookTok, che racconta di una sub-comunità presente che dà rilevanza a contenuti sui libri e sulla letteratura sull’app.
Continua a leggereVISUAL STORYTELLING: QUANDO UN’IMMAGINE VALE PIÙ DI MILLE PAROLE
Con l’espressione visual storytelling si indica l’atto di raccontare una storia utilizzando le immagini. In particolare, fare visual storytelling in marketing significa raccontare attraverso le immagini il prodotto e il contesto entro al quale il nostro prodotto viene usato, creato e distribuito.
Continua a leggereSTRANGER THINGS X DOMINO’S PIZZA: ORDINARE LA PIZZA CON LA MENTE ORA È POSSIBILE
La quarta stagione di Stranger Things è disponibile su Netflix e, come se non fosse già abbastanza attesa, la serie tv ha lanciato per l’occasione delle campagne di co-marketing con diversi brand, tra cui Domino’s Pizza.
Per lanciare l’uscita della quarta stagione di Stranger Things, Domino’s Pizza ha creato un video pubblicitario in collaborazione con Netflix. Lo spot riprende in tutto e per tutto lo stile della serie tv: l’ambientazione, il vintage, i protagonisti Dustin e Lucas, i poteri psichici di Undici e tutti gli elementi caratteristici del marketing nostalgia che la caratterizza.
Nel filmato vediamo una giovane cavia che si siede di fronte a una scatola di Domino’s Pizza, nel Hawkins National Laboratory, dove le viene richiesto di ordinare una pizza con la mente. Nello stesso momento i due protagonisti della serie, Dustin Henderson (Gaten Matarazzo) e Lucas Sinclair (Caleb McLaughlin) entrano in una pizzeria di Domino’s in stile anni ’80 (per richiamare le caratteristiche di Stranger Things) per ritirare la loro ordinazione. In quel momento le luci sfarfallano e un nuovo ordine appare sullo scontrino. Dustin si chiede se qualcuno stia ordinando la pizza con la mente, mentre Lucas, infastidito, vuole andare via.
A tutto ciò si aggiunge la partecipazione del consumatore: alla fine dello spot viene comunicato che il cliente sarà in grado di ordinare la pizza da un’applicazione che permetterà di scegliere cosa farsi portare a casa con la mente.
Il sistema innovativo dell’app, infatti, tramite il riconoscimento facciale e l’eye tracking che, in base a specifici movimenti degli occhi riesce a capire cosa desidera il consumatore, permetterà al cliente di ordinare la pizza con la sola forza del pensiero. Per poter usare questa funzione bisogna possedere un account già attivo sull’app, e bisogna avere attivata la funzione “easy order” che seleziona a priori alcune preferenze del consumatore sulla base degli ordini precedenti. L’app che bisogna scaricare non è quella tradizionale della pizzeria, ma sarà l’app “Domino’s Mind Ordering”; inoltre, negli Stati Uniti sarà disponibile una versione del cartone della pizza firmato Stranger Things.
Chi non ama la pizza? E chi non ama Stranger Things? Con l’unione di queste due realtà i brand hanno fatto centro nel cuore del cliente. Con questa idea, l’acquisto si trasforma in un gioco, una sfida. In questo caso la campagna coinvolge a 360 gradi il consumatore, riuscendo a farlo interagire col brand nel migliore dei modi.
Chiara Pilati
IL MULTIVERSO: TRA FOLLIA, AMORE E DOLORE
(Disclaimer: l’articolo contiene un’analisi del film, quindi spoiler e chiavi di lettura)
Il tanto atteso Dottor Strange 2 è arrivato nelle sale italiane, con il potenziale di essere una delle migliori produzioni del Marvel Cinematic Universe. Un mix vincente composto dall’altissima abilità attoriale di Benedict Cumberbatch ed Elizabeth Olsen, dall’intensità delle storie dei personaggi e da nuove sperimentazioni in termini di regia, musica e contaminazioni tra generi narrativi.
Continua a leggereTHE LUNCH DATE: A PRANZO CON IL PREGIUDIZIO
The Lunch Date è un cortometraggio americano del 1989 di Adam Davidson, girato interamente in bianco e nero. In soli dieci minuti il filmato riesce a trasmettere un messaggio importante: non avere pregiudizi. Si tratta, infatti, di un video sui rapporti tra le persone che troppo spesso cadono nell’errore di fermarsi di fronte le apparenze.
Continua a leggereDATA STORYTELLING: IL PROGRAMMA SOCIAL BULLETS
Il mondo è caos, e l’uomo lo categorizza attraverso il linguaggio. Negli ultimi anni si è affermata in modo univoco la dicitura data storytelling: un prodotto è definibile come “storia di dati” se è composto da una serie di rappresentazioni grafiche che supportano messaggi intenzionali e da testi che servono a veicolare meglio la storia.
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La salvaguardia dell’ambiente è ormai un tema all’ordine del giorno. Per tutte le aziende di oggi, dunque, è inevitabile fondare il proprio business su strategie volte a promuovere la sostenibilità, dalla primissima fase di produzione alla vendita.
Tra gli obiettivi di un’economia più eco-friendly vi è l’impegno a diffondere la cultura della circolarità. Ma, di cosa si tratta?
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Per chi è nato e cresciuto nei primi anni 2000, un articolo come questo ha bisogno di poche righe d’introduzione. Oggi spendo due parole per commemorare la fine dei Blue Sky Studios, la casa d’animazione responsabile di prodotti come Robots (2005), Rio (2011), Epic – Il mondo segreto (2013) e (soprattutto) la saga de L’Era Glaciale (2002-2016).
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