TESTIMONIANZA ILLY. Curiosità e informazioni sul mondo del caffè.

Moreno Farina, presidente dell’Università del Caffè Illy riporta i dati ufficiali del consumo: «2,6 miliardi di tazzine, 1 trilione di caffè all’anno, non si tratta di indipendenza».

Milano, 4 aprile. Presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Moreno Farina spiega il fenomeno della fruizione del caffè e di tutti i suoi attributi. Il caffè è ritenuto un prodotto sociale, un’occasione per un appuntamento di lavoro, un momento di relax e non solo. Partendo da queste concezioni, il logo della Fondazione Ernesto Illy riporta due tazzine con i manici intersecati, immagine che rimanda al legame che ci crea quando due persone si incontrano per un caffè.

Una delle domande che ci poniamo curiosamente è: perché beviamo caffè? Le motivazione di base sono per garantirci un’usanza, una specie di prassi di rito della gestualità.                               Un gruppo di ricercatori ha cercato di capire, a livello inconscio, cosa spinge la gente a scegliere il caffè. Primo motivo, fra tutti, è il colore del caffè; il nostro cervello, infatti vedendo il nero ci invita a schiarire le nostre idee; il caffè passa per il fuoco: la modalità con cui tutte le mattine prendiamo la moca e la mettiamo sui fornelli ci permette di goderci i lati positivi delle abitudini collegate al piacere dell’attesa e infine il motivo per cui prendiamo due o tre caffè al giorno è perché ormai ogni consumatore ha la sua quota che durante la giornata deve soddisfare.

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Gli studenti CIMO

LENFA – Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare – ha dichiarato che 400mg di caffeina è il consumo che non crea problemi in coloro che assumono, anche se non è mai stato dichiarato un limite effettivo.                                                                                                                                                             Il caffè migliora la vita attraverso la virtù del piacere, l’aspetto di salute e di storicità (durante l’Illuminismo  tanti artisti hanno legato le loro veglie all’assunzione di caffeina).Per ottenere il contenuto di una tazzina (7gr), ci vogliono 50 chicchi. Il processo di trasformazione è complesso e richiede diversi passaggi: ogni chicco infatti viene raccolto, fatto essiccare, raffinato e infine tostato. Molti paesi che producono il caffè, primo fra tutti il Brasile, distinguono il caffè in due tipologie: arabica e canephora (meglio nota come robusta).

Per gustare la bevanda dal giusto corpo, con buon aroma e gusto, è necessario miscelare due tipi di caffè, anche la crema bianca in superficie può garantire il massimo della componente aromatica. Tracce di caffeina le possiamo trovare anche nelle foglie di tè, nelle fave di cacao, nelle noci di Cola, nelle foglie di Mate e nei semi di Guaranà. Dal punto di vista salutare, il caffè, è l’elemento stimolante blando più diffuso al mondo e fonte di elementi antiossidanti.

Illy ha classificato la storicità del caffè in tre grandi ondate. Nella prima fase, in particolare nell’Ottocento, si produceva caffè ma non si conosceva il potenziale del prodotto lavorato, non c’era differenziazione tra un caffè e l’altro e quindi veniva sottovalutato; nella second wave che risale agli anni Ottanta arrivano i caffè specialty che si caratterizzano secondo l’origine, cominciano a nascere delle vere e proprie strutture dedicate alla lavorazione del caffè; sempre negli stessi anni arriva la tecnica dell’emulsione del latte, chiamata milk revolution e nasce così l’accostamento tra le due bevande. Nella terza e ultima ondata l’obbiettivo di Illy è quello di arricchire l’esperienza del consumatore attraverso lo storytelling, idee innovative legate al prodotto e la promozione di un progetto di sostenibilità.

Tutti questi input hanno permesso ai nostri CIMERS di conoscere alcuni dettagli sul caffè che ora rimarranno impressi nella memoria. Il made in Italy è una garanzie e questa è la dimostrazione che ricerca e eccellenza sono il successo per un’azienda importante come Illy.

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