OLTRE LE PERSONE: I SOCIAL BOT

Non tutti i profili su una piattaforma appartengono a delle persone vere, esistono delle altre figure, chiamate social bot, che sono programmi automatizzati in grado di commentare, ritwittare, mettere like e addirittura coinvolgere gli altri utenti in discussioni. Ad un primo sguardo sembrano esseri umani, ma non è così.

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Instagram e figli: istruzioni per l’uso

Dopo episodi tragici, casi mediatici, scandali e proteste, dopo il fallimento della proposta di Instagram Kids, altri scandali e altre proteste, Instagram ha finalmente annunciato l’implementazione di nuove funzionalità entro marzo, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la protezione degli adolescenti e fornire supporto ai genitori. Scopriamole insieme.

L’inserimento di una sorta di “parental control” sulla piattaforma più utilizzata del momento era una proposta da tempo auspicata, soprattutto dalle famiglie volenterose di tutelare i giovanissimi dalle mille insidie del Web.

Il sopracitato progetto di Instagram Kids era proprio stato pensato per affrontare una questione importante: i bambini stanno ottenendo il primo cellulare sempre più presto, dichiarando un’età falsa e scaricando applicazioni destinate invece a coloro che hanno 13 anni o più. Non potendo proibire ai ragazzi di essere online, era quindi desiderio della società permettere loro un’esperienza Instagram che fosse adatta e sicura, sulla falsa riga di quanto già fatto da Youtube e TikTok con le loro versioni per bambini. 

Tuttavia, come ha dichiarato il numero 1 di Instagram, Adam Mosseri, questa idea è stata momentaneamente messa in stand-by; in contropartita, una lunga lista di funzioni innovative volte a rendere la permanenza nell’app libera da rischi per i cosiddetti “tweens” (fino ai dodici anni). 

Tra queste, verrà richiesto il permesso dei genitori per iscriversi, non ci saranno pubblicità, i contenuti e le caratteristiche adeguate all’età. Inoltre, i genitori avranno la possibilità di supervisionare il tempo che i loro figli passano su Instagram e addirittura, attraverso l’opzione “take a break”, impostare un limite temporale di utilizzo.

Un altro importante passo avanti sarà per loro il poter sorvegliare chi può inviare messaggi, chi può seguirli e chi possono seguire. 

L’intento è senz’altro nobile, ma circondato da coincidenze curiose. L’annuncio è infatti arrivato poco prima della testimonianza di Mosseri in un’udienza del Congresso circa la protezione dei bambini online. Ne avevo parlato già qui: Instagram e la sua società madre, la neonata Meta Platforms Inc, dopo il caso Frances Haugen sono sotto esame per i modi in cui potrebbero causare problemi di salute mentale e sicurezza online verso gli utenti più giovani. Infatti, la piattaforma di social media è accusata di non aver apportato modifiche a Instagram dopo che una ricerca interna ha mostrato l’esistenza di danni in tal senso per gli adolescenti.

La testimonianza in questione è stata un calderone di opinioni contrastanti. Il dirigente di Instagram e i senatori degli Stati Uniti hanno presentato in aula punti di vista radicalmente diversi su come la piattaforma funziona nella società e sul suo impatto sui giovani utenti.

Le accuse sono state molteplici; tra queste, Instagram è stata recriminata di aver visto la perdita di utenti adolescenti come una minaccia esistenziale che l’ha spinto a correre ai ripari, mentre la vera minaccia esistenziale da tenere sotto controllo è la dipendenza dei ragazzi verso i servizi che Meta offre. Allo stesso modo, gli strumenti proposti e sopracitati non sono stati visti dai politici statunitensi come la giusta soluzione a tutto ciò che di pericoloso e tossico c’è su Instagram, soprattutto perché l’auto-politica basata sulla fiducia non è vista come davvero efficace.

In tutta risposta, Mosseri ha tentato di rassicurare tutti affermando di star agendo per il loro medesimo obiettivo, la sicurezza online degli adolescenti, che rappresenta una sfida per tutta l’industria. Basterà un aggiornamento dell’App Store per risolverla?

Lucia Bernabei

IL CASO LUSH: E’ POSSIBILE ABBANDONARE I SOCIAL NEL 2021?

Lush, famosa azienda inglese di prodotti per la cura personale, prodotti da bagno e cosmetici, annuncia il suo abbandono quasi totale delle piattaforme social di Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat in tutti i 48 paesi dove opera, a partire dal 26 novembre. L’annuncio, rilasciato in un comunicato il 16 novembre, riporta le motivazioni che hanno spinto l’azienda ad attuare questa scelta coraggiosa. 

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I SOCIAL E LA SALITA AL POTERE DEI TALEBANI

Afghanistan 2021: i talebani riprendono il potere dopo la ventennale occupazione statunitense sul territorio… e lo fanno anche grazie ai social media

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“A NATALE PUOI”: I CONSUMATORI DI BAULI DIVENTANO PROTAGONISTI DELLO SPOT

La celebre azienda veronese invita i suoi consumatori a divenire i protagonisti dello spot natalizio del 2021. L’iniziativa, inoltre, sosterrà la OnlusMake-A-Wish Italia nella realizzazione dei sogni di bambini affetti da gravi patologie.

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GOOGLE EAT: PERCHÉ È IMPORTANTE E COSA SIGNIFICA PER I SITI WEB

EAT è un acronimo che è stato scelto da Google per sintetizzare le tre qualità indispensabili che ogni contenuto online dovrebbe avere: Expertise (competenza), Authoritativeness (autorevolezza) e Trustworthiness (affidabilità).

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IL POTERE DELLA MUSICA È ANCHE DIGITAL: ADELE E LO SHUFFLE DI SPOTIFY

Ancora non è stato provato scientificamente se il batter d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas, tuttavia possiamo senza dubbio affermare che un semplice tweet di Adele riesce a scatenare una piccola rivoluzione musicale.

Come direbbero dalle sue parti, “long story short”: la famosa cantautrice britannica ha attraversato un divorzio, ha scritto un intero album a riguardo, e vorrebbe che le sue canzoni – manifesti su scala mondiale del dolore e della sofferenza – fossero suonate nell’ordine corretto; Spotify alla fine si è dimostrato d’accordo con lei. 

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QUANDO GLI INFLUENCER FANNO POLITICA: IL CASO DISUMANO DI FEDEZ

Grande scalpore ha suscitato la “scesa in campo” da parte del rapper ed influencer Fedez per il lancio del suo nuovo disco Disumano, uscito il 26 novembre scorso. Fedez ha deciso di impostare la campagna di marketing per la sponsorizzazione del disco come una reale campagna elettorale con l’utilizzo di slogan politici e l’affissione di manifesti per le strade. Inoltre ha anche registrato un dominio internet ad hoc fedezelezioni2023.it per dare ancora più credibilità al messaggio. Come poi affermato dallo stesso rapper, la campagna elettorale era finta, una semplice mossa promozionale, ma dai più è stata interpretata come una vera e propria discesa in politica. 

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INFLUENCER MARKETING E IL CASO THE JACKAL

Il fenomeno dell’influencer marketing sta assumendo sempre più rilevanza nel panorama attuale. 

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INSTAGRAM E ADAM MOSSERI SOTTO ACCUSA: POSSIBILI CONTENUTI DANNOSI PER I GIOVANI

Dopo mesi di esame da parte dei legislatori del Senato Americano su come Facebook e altri social del gruppo Meta influenzino negativamente la salute mentale dei minori, Adam Mosseri, CEO di Instagram., testimonia all’udienza del 8 dicembre dinnanzi al Congresso. 

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