Il giorno di San Valentino è alle porte e ogni anno mi viene in mente l’episodio dei Simpson in cui Lisa regala al piccolo Ralph un biglietto di San Valentino – lo storico Ciuff Ciuff Acciuffami noto a tutti i fan della famiglia più gialla d’America – perché non ne aveva ricevuto nessuno. Un gesto di gentilezza per un cuore spezzato. Continua a leggere
Categoria: CIMOreviews
CHIAMAMI COL TUO TUO NOME: il desiderio e la malinconia
L’Italia ha avuto, fin dall’istituzione nel 1957 del premio a miglior film straniero, un rapporto particolare con gli Oscar. Ad un primo quarantennio di successi con le pellicole di Fellini e De Sica, è seguito un lunghissimo vuoto interrotto da qualche sporadico riconoscimento, incluso il trionfo de La Grande Bellezza nel 2013. A cinque anni dalla vittoria del film di Sorrentino, l’Italia sembra essere tornata nelle grazie dell’Academy con Chiamami Col Tuo Nome, ultimo film del regista palermitano Luca Guadagnino e tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman, che si è aggiudicato 4 nomination, inclusa quella per miglior film (non film straniero, trattandosi infatti di una co-produzione italo-franco-americana). Continua a leggere
Come lasciare il segno. Tutte le fortune di Riccardo Taverna.
Io e Riccardo ci incrociamo nei corridoi dell’agenzia ogni giorno ed è quasi sempre accompagnato da Stepan. Di Riccardo so soltanto che è un collaboratore di Aida Partners, l’agenzia di Pubbliche Relazioni affiliata con Ogilvy and Mather in cui sto facendo il tirocinio, e che è su una sedia a rotelle. Continua a leggere
L’ORA PIÙ BUIA. La recensione
«Sangue, fatica, lacrime e sudore». Questo è tutto quello che Winston Churchill dichiara di poter offrire a una nazione che a poco più di un anno dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale è già in ginocchio e chiede a gran voce le dimissioni del suo predecessore Neville Chamberlain. Continua a leggere
CHIAMAMI COL TUO NOME: tra mille emozioni e tour promozionale a Crema
Vedere personaggi internazionali in una cittadina della campagna del Nord, d’inverno avvolta da una fitta nebbia e d’estate colma di granoturco, non è da tutti i giorni. Così Crema, lunedì 29 gennaio, si è trasformata in una piccolissima Hollywood e ha accolto con grande entusiasmo il regista Luca Guadagnino e gli attori Timothèe Chalamet e Armie Hammer. Continua a leggere
“TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI”: LA DENUNCIA DELL’INGIUSTIZIA
In una strada desolata, avvolta dalla nebbia, svettano tre grandi manifesti abbandonati. Sarà una donna, Mildred, a ridare vita a questi manifesti, utilizzandoli per gridare il suo dolore e il suo sconcerto per il caso irrisolto dell’omicidio di sua figlia.
Si apre così “Tre manifesti a Ebbing, Missouri“, film scritto e diretto da Martin McDonagh, presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura.
Questo film, proprio come i manifesti del titolo, è una grande denuncia verso uno dei temi più discussi quest’anno: la violenza sulle donne e l’importanza di denunciarla. Tema che ha afflitto in modo particolare il mondo di Hollywood, che si è mobilitato per fare luce su queste problematiche, con iniziative come #metoo e “time’s up”. Siccome la realizzazione di un film richiede parecchi mesi, non è facile per un autore riuscire a rispecchiare il proprio tempo; per cui McDonagh è stato davvero lungimirante nello scrivere questa sceneggiatura prima che il tema diventasse caldo nelle discussioni. Il film sta avendo un’accoglienza nettamente positiva da parte della critica. Ha vinto, tra gli altri, 4 Golden Globes e 3 SAG Awards. E molto probabilmente trionferà anche agli Academy Awards.
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Se da “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” vi aspettate un giallo, in cui si va alla ricerca del colpevole, vi state sbagliando. Non è un film che da’ risposte, ma piuttosto pone domande. E’ una pellicola che vuole denunciare temi controversi, ma soprattutto si focalizza sulle conseguenze della denuncia e sulle reazioni dei cittadini all’iniziativa della protagonista. Mostra come essi non siano in grado di concentrarsi sull’ingiustizia subita dalla donna, ma piuttosto si preoccupano del suo gesto e di come le parole da lei scritte sui manifesti possano urtare la sensibilità di chi li legge e, soprattutto, di chi viene chiamato in causa, ovvero la polizia che non ha risolto il caso. Ma cosa sono delle parole scritte su tre manifesti rispetto alla violenza subita dalla figlia?
La sceneggiatura è eccezionale; riesce a combinare il dramma a una buona dose di black humour, senza però fare umorismo sulle questioni più delicate. Ogni informazione viene sapientemente rilasciata allo spettatore al momento giusto, lasciandolo entrare a poco a poco in mondo assurdo ma al tempo stesso realistico.
Una menzione particolare va fatta all’intero cast del film. La protagonista è interpretata dall’attrice Premio Oscar Frances McDormand, che da’ un’interpretazione magistrale, riuscendo a dare vita a una donna forte e indipendente, ma allo stesso tempo addolorata e delusa dalla società. Formidabili anche le interpretazioni di Woody Harrelson, che crea una fortissima empatia, e di Sam Rockwell , il cui personaggio ha un’evoluzione complessa e inaspettata.
E’ un film davvero unico e sopra le righe, che tra cinismo, umorismo e violenza riesce a passare messaggi molto profondi e a far riflettere su temi importanti e scomodi. Il finale aperto lascia a noi il compito di chiederci cosa sia giusto e cosa no.
Egon Schiele: l’arte tra genio e provocazione
CIMERS conoscete Egon Schiele? L’artista provocatorio del 900 che ha scandalizzato la società del suo tempo, arriva al cinema in occasione del centenario della sua morte, in un’intensa storia che ripercorre le tappe principali della sua vita.
THE END OF THE F***ING WORLD: UNA STORIA D’AMORE ATIPICA
Tutti noi viviamo la “fine del mondo” in modo bizzarro. Può essere l’attimo in cui si concretizza la rottura di una famiglia, la morte del proprio animale domestico, la fine di una storia d’amore. Fine del mondo è però, prima di tutto: sconvolgimento, confusione, destabilizzazione, rottura. Ma non è una fine del mondo anche il passaggio dall’adolescenza all’età adulta? The End of the F***ing World , la nuova serie britannica di Netflix, vuole raccontarci lo sconvolgimento dei giovani adolescenti. Continua a leggere
LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE: WOODY ALLEN E LE TINTE DEL DRAMMA
Un’affollatissima spiaggia dai colori sgargianti sul cui sfondo svetta l’imponente Wonder Wheel che dà il titolo al film. Così si apre La ruota delle Meraviglie, scritto e diretto da Woody Allen che all’età di 82 anni ci regala ancora una proiezione di alto livello. In questa pellicola ritorna anche l’ambientazione newyorkese a cui il regista ci ha abituati nelle sue pellicole attraverso una ricerca quasi “secolare” delle sfaccettature della città nel corso degli anni. Continua a leggere
THE POST. Una premiere da urlo!
Percorrere il “black and white” carpet non capita poi tutti i giorni, soprattutto quando sei circondata da centinaia di fan pronti a salutare il “trio delle meraviglie” formato da Steven Spielberg, Tom Hanks e Meryl Streep, sbarcato a Milano per la premiere italiana di “The Post”, al cinema dal primo febbraio. Noi #CIMERS? Presenti! Continua a leggere
