THE POST. Una premiere da urlo!

Percorrere il “black and white” carpet non capita poi tutti i giorni, soprattutto quando sei circondata da centinaia di fan pronti a salutare il “trio delle meraviglie” formato da Steven Spielberg, Tom Hanks e Meryl Streep, sbarcato a Milano per la premiere italiana di “The Post”, al cinema dal primo febbraio. Noi #CIMERS? Presenti!

Grazie a 01 Distribution, alla prof.essa Piredda e al Master Mica – Management dell’Immagine, del Cinema e dell’Audiovisivo di Almed, lunedì 15 gennaio abbiamo incontrato il cast e assistito alla proiezione del film. Di fronte a noi, ben nove premi Oscar che hanno salutato il loro pubblico prima della proiezione

The Post è un film sul diritto alla libertà di stampa, alla pubblicazione, è il racconto del coraggio di una donna pronta a sfidare una nazione intera. “La stampa deve essere al servizio dei governati, no dei governanti”, una delle frasi più belle del film, a mio parere, che ne racchiude l’essenza: la redattrice del Washington Post è al telefono, con tutti i colleghi intorno, e riporta le parole di chi è all’altro capo del filo. È la sentenza della Suprema Corte americana che sancisce un momento cruciale per la libertà di stampa e per la storia negli Usa negli anni ’70.  Siamo già alla fine del film, e tutto quello che è successo prima non voglio assolutamente svelarvelo!

L’applauso alla fine della proiezione non poteva di certo mancare e ancora una volta Steven Spielberg stupisce il suo pubblico. Stupisce per come sia riuscito a far emergere fin da subito la figura dell’editrice, Katharine Kay Graham, prima donna a misurarsi in un ruolo così delicato in un mondo, quello giornalistico, completamente dominato dagli uomini. Fu lei a dare l’ordine “si stampa” quando a mezzanotte inoltrata le rotative erano già in azione e fu necessario che prendesse una decisione definitiva: pubblicare i Pentagon Papers, scontrandosi inevitabilmente con il Presidente Nixon e l’intera Casa Bianca. Un grande atto di forza e di coraggio, che solo la Streep poteva interpretare così bene. E cosa dire di Tom Hanks, nel ruolo di Ben Bradlee, il direttore del Washington Post? Un uomo competitivo, con una determinazione incredibile: non voleva che sul suo giornale ci fosse una storia, ma la storia.

Un film anche molto attuale, che accende i riflettori sullo scenario dell’informazione: oggi la stampa è davvero libera? Quanto dura è la lotta dei giornalisti e dei mass media contro le pressioni della politica? La donna è riuscita a trovare la propria voce?

Davvero un film da non perdere, complimenti Steven!

Elisa Santoni

 

 

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