CHIAMAMI COL TUO NOME: tra mille emozioni e tour promozionale a Crema

Vedere personaggi internazionali in una cittadina della campagna del Nord, d’inverno avvolta da una fitta nebbia e d’estate colma di granoturco, non è da tutti i giorni. Così Crema, lunedì 29 gennaio, si è trasformata in una piccolissima Hollywood e ha accolto con grande entusiasmo il regista Luca Guadagnino e gli attori Timothèe Chalamet e Armie Hammer.

Grazie a Sony Pictures Italia, Warner Bros, Centro Ricerca Galmozzi e il Multisala Portanova il tour promozionale del film “Chiamami col tuo nome” ha toccato anche Crema, città in cui attualmente risiede Guadagnino e dove alcune scene della sua pellicola sono state girate. Un evento così raro, forse il primo, che ha portato oltre 1300 biglietti venduti perché non si poteva assolutamente perdere una serata simile. Un’adesione così inaspettata tanto che da una sala, come all’inizio programmato, gli organizzatori hanno deciso di riservare anche le altre 4.

In un primo momento della serata si è svolta una breve intervista ai protagonisti durante la quale Guadagnino ha spiegato il motivo per cui ha scelto come location proprio la campagna cremasca: “Mi sono innamorato di questa città fin da subito per la sua tranquillità. Si può camminare per le strade in pace”. Gli occhi del pubblico in realtà sono stati tutti per i due attori: Timothèe Chalamet, candidato al premio Oscar come miglior protagonista, e Armie Hammer. Il primo, alla domanda di quale difficoltà ha incontrato nel recitare il suo ruolo, ha risposto: “Ho dovuto interpretare un ragazzo che suona il pianoforte, ma io non ero in grado di suonarlo. Questo è stato per me molto difficile. Però, grazie al compositore cremasco Roberto Solci, ho imparato”.

Successivamente è giunto il momento di interrompere qualsiasi chiacchierata per godersi a pieno la visione. “Chiamami col tuo nome” è un adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Andrè Aciman. È una storia d’amore tra Elio, un diciasettenne ancora inconsapevole della sua profonda identità, e Oliver, uno studente americano giunto in Italia per lavorare alla tesi di post dottorato. Un film che mette in primo piano l’amore: un sentimento  così bello, potente e raro. Non importa se tra uomo e donna o tra due persone dello stesso sesso. Quando lo si prova, ti sbalordisce e ti lascia senza fiato. L’importanza e il dovere di non giudicare una persona solamente per chi ama. E questo lo capisce soprattutto attraverso il ruolo dei genitori che comprendono i sentimenti dei due ragazzi e permettono a loro di trascorrere del tempo da soli senza essere d’ostacolo o antagonisti.

Il film non è eccellente solamente per ciò che viene narrato, ma per tanti altri motivi: per i bellissimi primi piani realizzati che permettono al spettatore di immedesimarsi e di comprendere fino in fondo i sentimenti di Elio, come quando piange in soffitta perché capisce di amare un ragazzo e pensa di essere inadeguato. Un’immedesimazione ottenuta anche dalla bravura di Chalamet a interpretare il ruolo; per i cambi scena, soprattutto quelli dei momenti clou, accompagnati dal fantastico e ipnotizzante suono del pianoforte in sottofondo; per i contrasti che si vengono a creare: nell’ultima scena si vede il protagonista seduto davanti al fuoco del camino a piangere e dietro, dalla finestra, si nota una candida neve che scende e imbianca la campagna. Una scena d’effetto e che starebbe quasi a sottolineare il caldo – l’amore – del sentimento che il ragazzo ha provato in passato e il freddo – la tristezza – che invece ora lo travolge.

Un film che si merita sicuramente le 4 nominations ricevute (miglior film, miglior protagonista, miglior adattamento e miglior canzone) perché in grado di trasmettere tante emozioni come pochi.

Francesca Rossetti

Annunci