Egon Schiele: l’arte tra genio e provocazione

CIMERS conoscete Egon Schiele? L’artista provocatorio del 900 che ha scandalizzato la società del suo tempo, arriva al cinema in occasione del centenario della sua morte, in un’intensa storia che ripercorre le tappe principali della sua vita.

Presso lo spazio Oberdan, a Milano, dal 20 al 30 Novembre è stato proiettato il film di Dieter Berner Egon Schiele – La morte e la fanciulla.

L’artista, pupillo di Klimt, è stato tra i maggiori protagonisti della secessione viennese e oggi è ricordato come l’artista più provocatorio e controverso degli inizi del XX secolo. La sua arte, così fuori dai canoni accademici, era stata condannata e sull’artista gravava l’accusa di pornografia e di abuso di minore. Nonostante ciò, è stato universalmente riconosciuto come un grande artista e il suo lavoro è noto per l’intensità espressiva, l’introspezione psicologica e la comunicazione del disagio interiore attraverso i suoi numerosi ritratti. I suoi soggetti sono spesso uomini e donne che posano nudi, simbolo del suo rapporto particolare con il sesso femminile; corpi contorti, figure incomplete, ritratti e autoritratti, in cui l’eccessiva magrezza, la deformazione le pose artificiose sottolineano la sua visione del mondo e diventano denuncia del male psichico e sociale del suo tempo.

Il film è stato tratto dal romanzo “Tod und Mädchen: Egon Schiele und die Frauen” di Hilde Berger e si sviluppa con un flashback che presenta i primi anni della vita artistica del pittore, una vita fatta di sregolatezze, di conflitti con la legge, ma anche di amore e di passione per l’arte che è il bisogno primario di Schiele. Purtroppo il pittore morirà molto giovane, a causa della febbre spagnola, a soli 28 anni lasciando però un numero impressionante di dipinti a olio, di acquerelli e disegni.

Una vita breve, quella di Schiele, accompagnata però dalla presenza di tre figure femminili principali: la sorella Gerti con la quale aveva un rapporto controverso al limite del normale affetto fraterno, la modella Wally, unico vero amore dell’artista, e Edith Harms la donna borghese che lui sposerà decretando la fine della relazione con Wally che partirà per il fronte come crocerossina e dove poi morirà. Schiele probabilmente cercò questo allontanamento per fare del dolore la cifra stilistica della sua vita e quindi della sua arte.

Un film molto intenso, che coinvolge e affascina lo spettatore per la potenza del protagonista, un artista fuori dal comune, provocatorio e sregolato, ma che ha fatto dell’arte il fulcro essenziale della sua vita.

Federica Caroli e Simona Damanti 

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