LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE: WOODY ALLEN E LE TINTE DEL DRAMMA

Un’affollatissima spiaggia dai colori sgargianti sul cui sfondo svetta l’imponente Wonder Wheel che dà il titolo al film. Così si apre La ruota delle Meraviglie, scritto e diretto da Woody Allen che all’età di 82 anni ci regala ancora una proiezione di alto livello. In questa pellicola ritorna anche l’ambientazione newyorkese a cui il regista ci ha abituati nelle sue pellicole attraverso una ricerca quasi “secolare” delle sfaccettature della città nel corso degli anni.

Tra gelosia e tradimenti, il film mette in scena Justin Timberlake nei panni di un colto ed intellettuale sciupafemmine e Kate Winslet nel ruolo di una moglie intrappolata nel proprio matrimonio e col desiderio di evadere dalla quotidianità.
Con un utilizzo delle luci e dei colori curato nei minimi dettagli e grazie alla fotografia di Vittorio Storaro, che dopo Cafè Society collabora ancora una volta con il regista, “la suggestiva atmosfera della Coney Island degli anni cinquanta caratterizza l’intero film”.
Tra la passerella, la spiaggia, le giostre e la ruota panoramica, è ancora una volta la città, o meglio il quartiere, ad essere il vero protagonista del racconto e a caratterizzarne la trama e i personaggi.

Raccontata in prima persona da Mickey, bagnino ma aspirante drammaturgo, la storia si colloca in un’ambientazione di apparente allegria che cela invece un dramma di cui protagonista è Ginny; un tempo attrice e adesso cameriera oppressa da una vita coniugale un po’ complicata. La donna intraprende una relazione segreta con il giovane bagnino che però dovrà contendersi con la sua figlioccia adolescente appena sopraggiunta nella famiglia.
Come spesso accade nei film del regista, anche qui avviene la rottura della quarta parete: Mickey infatti nel raccontarci la storia si rivolge direttamente al pubblico, guardando in camera come a voler coinvolgere lo spettatore.

Fin dal principio, il film cerca di comunicare il dramma interiore della protagonista che, pur immersa nella gioiosa atmosfera del Luna Park, ci rivela quanto quella vita sia in realtà stressante e come al rumore di Coney Island non ci si abitui mai.
Una storia semplice di vita quotidiana rappresentata da un cast degno di nota tra cui, oltre ai sopracitati, compaiono Jim Belushi e Juno Temple nei panni di padre e figlia.

Un racconto contraddistinto da sentimenti drammatici e contrastanti sullo sfondo dell’allegro Luna Park, dove l’effetto drammatico delle scene viene amplificato dalle luci e dai colori della wonder wheel, che diventa il fulcro emotivo del film, quasi a rappresentare una ruota panoramica di sentimenti.

Insomma Woody Allen non finisce mai di creare dei veri e propri capolavori!

Giorgia Cestariolo

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