Quarant’anni di moda: lo stile e l’arte di Armani

Una selezione di abiti Armani dal 1980, che si sviluppa su quattro piani suddivisi per suggestioni tematiche. È la mostra permanente che si può visitare all’Armani Silos in via Bergognone a Milano: un’esposizione che non segue un’ordine cronologico ma tematico, utilizzando quei temi che hanno ispirato – e tutt’ora ispirano – la creazione e lo stile di Giorgio Armani.

Un percorso tematico

600 vestiti e 200 accessori distribuiti sui quattro piani dell’edificio, attraverso i quali si snodano le quattro macro-aree tematiche (daywear, esotismi, cromatismi e luce) che ci accompagnano in un percorso curioso e tutt’altro che banale. Un percorso che ci permette di vedere tutte le sfaccettature che Giorgio ha dato alla sua linea stilistica di stagione in stagione, di anno in anno, per 40 anni.

Emerge innanzitutto la femminilità, un concetto che Armani ha rivoluzionato e reinterpretato a modo suo: nel corso di questi 40 anni di lavoro è riuscito a dare agli abiti femminili tutte le sfaccettature che si possono ritrovare nelle donne. Oltre a creare linee di abbigliamento femminile con con giacche e completi di taglio maschile – tipico degli anni Ottanta – ha creato anche molte linee che esaltano tratti tipici della femminilità, con forme sinuose, sottili trasparenze e delicati tocchi floreali. Donando al mondo femminile lo smoking, abito maschile per eccellenza, Armani è riuscito a creare abiti che comunicano un senso di parità dei generi e allo stesso tempo riescono a mantenere e sottolineare la sensualità femminile.

Si nota poi la forte influenza che hanno avuto le culture non-occidentali sullo stile di alcuni abiti e linee stilistiche, ispirate a colori accesi tipici di Paesi caldi come l’Africa e il Medio-oriente: pigiami e gonne indiane, caffettani africani, tuniche pakistane

Ma lo stile di Armani è anche noto per l’utilizzo del nero, a volte totale a volte accostato a colori primari, ma sempre un nero che non è mai assenza di colore bensì materia viva e colorata. Questa nota cromatica viene resa attraverso un utilizzo mai banale del colore nero: a volte liscio, a volte lucido, a volte opaco… E il principio di un utilizzo cromatico del nero si ritrova poi anche per altri colori, come il rosso e il blu. Questo stile ricorda la pittura monocroma: sembra voler far parlare i colori presi singolarmente e districati in varie tonalità e gradi di luminosità.

Degno di nota è anche l’ultimo piano dell’esposizione, ispirato al tema della luce. Come si può evocare la luce negli abiti? Armani lo fa utilizzando tessuti delicati come tulle e chiffon e tinte tenui, morbide, trasparenti ma mai volgari, che anzi vogliono restituire agli abiti una delicatezza quasi impalpabile. Entrando in questa sala sembra di essere in una dimensione eterea, con questa predominanza di bianco perla, rosato, platino e argento che sembra dare un’idea di impalpabilità agli abiti e a tutta l’atmosfera che li circonda.

Anche la moda è un’arte

La moda, come l’arte, si serve di forme e colori per comunicare pensieri e sensazioni.

Ho voluto dedicare un articolo di #CIMOstra alla moda, per riflettere sul fatto che anche la moda è un’arte perché l’azione di vestirsi, nata da un’esigenza primaria dell’uomo che era quella di coprire il proprio corpo nudo, non è più soltanto funzionale ma si è trasformata in un’arte: il modo di vestirsi ci rispecchia, ci identifica e ci rappresenta agli occhi degli altri. I vestiti che indossiamo sono un medium.

Come l’artista mette la sua personalità, la sua ricerca e il suo estro artistico nelle opere che realizza, così fa lo stilista nell’ideare un abito. Entrambi vogliono comunicare qualcosa che sentono, vedono, pensano, osservano, creano.

Piccolo consiglio: questa esposizione permanente rientra tra le iniziative museali gratuite la prima domenica del mese. Approfittatene!

Valeria Sali

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