#FOODIES: INSTAGRAM FOOD TRA SVAGO ED EVASIONE

Come sta cambiando la modalità di fruizione artistica all’epoca del Cov-19? La cultura, si sa, è un elemento imprescindibile per forgiare la personalità umana ma viene reputata indispensabile anche in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo?

Una possibile risposta a questi interrogativi si dipana nel momento in cui apriamo i nostri profili social: Instagram, Facebook, TikTok sembrano essere stati invasi da svariate forme artistiche che, nella nostra quotidianità, spesso non abbiamo il tempo di approfondire. Tra queste un ruolo predominante viene giocato dal Food Trend che ha acquisito negli ultimi mesi sempre maggior spazio all’interno delle nostre giornate, talvolta per colmare una profonda mancanza ma altre volte anche come terapia contro il malumore.

In cosa consiste?

Si tratta di una tendenza che si è consolidata negli anni al fine di condividere le proprie performance culinarie ma è anche una modalità di convivialità socialmente costruita al fine di attrarre l’attenzione degli altri stimolando l’interazione, la connessione e riducendo le distanze tra gli individui. Per queste caratteristiche peculiari non è difficile credere che questa tipologia di contenuti si sia diffusa in un periodo come questo, soprattutto grazie ad Instagram: il fondamento basico del social network è infatti quello di stimolare la condivisione tramite immagini e questa caratteristica è diventata di vitale importanza in un momento di reclusione forzata come quello che stiamo vivendo.

Si sono così sviluppate numerose challenges nell’ottica del food sharing al fine di lenire quel senso di solitudine dilaniante che ci sta logorando negli ultimi mesi: si tratta di sfide all’ultimo fornello in cui si stanno dilettando professionisti e dilettanti in ogni parte del globo promuovendo anche, forse inconsapevolmente, una vera e propria diffusione della cultura culinaria mondiale tramite pochi e semplici gesti.

Sembra che Instagram, proprio durante questo periodo gravoso, abbia saputo esprimere la natura instrinseca dei social network tramite la condivisione di esperienze, di culture diverse, promuovendo l’accettazione velata dell’altro, del “diverso” in un mondo da sempre restio a questo tipo di apertura: il Cov-19 potrebbe aver quindi portato a qualche conseguenza positiva, nonostante esistessero varie modalità di fruizione artistica online già molto prima dell’esplosione dell’emergenza.

La tendenza generale, almeno apparentemente, sembra quindi consistere in un’esigenza irrefrenabile di bellezza, di novità, di riscoperta: aprendo le home page dei vari social network ci si immerge in un oceano di arte, cultura, bellezza, creatività, concetti dimenticati fino a poco tempo fa ma che, forse anche grazie ad una reclusione forzata all’interno delle mura domestiche, stiamo lentamente riscoprendo.

Ma tutto ciò sarà sufficiente per salvare l’umanità da una quotidianità sempre più logora e superficiale? Solo il tempo potrà illuminarci su questo fronte ma, nel frattempo, crogioliamoci nell’illusione.

Martina Allegri