LA RIVOLUZIONE DI AIRBNB: IMPATTO ECONOMICO E TECNICHE DI MARKETING

Airbnb, la società americana che opera sul mercato online, permette di affittare, per un breve periodo, un immobile di persone sconosciute. Questo sito web ha modificato radicalmente le abitudini dei viaggiatori e lo ha fatto nella maniera più efficace.

Il sito Airbedandbreakfast.com è stato creato ufficialmente nell’agosto 2008, a San Francisco. Inizialmente l’offerta si riduceva a spazi condivisi e materassi gonfiabili, ma già l’anno successivo all’apertura, il sito aveva raggiunto la quota di 10.000 utenti e le proposte si erano ampliate notevolmente includendo tipologie differenti di immobili, come, ad esempio, castelli, barche, case sull’albero ed isole private.

Ad oggi la società gestisce 5 milioni di alloggi in 81.000 città e 191 Stati, con un numero complessivo di prenotazioni pari a 300 milioni all’anno.

L’impatto di Airbnb è stato tale che, nel 2016, la Federal Trade Commission ha multato la società per violazione delle leggi locali in tema di locazioni immobiliari. Molti Paesi, inoltre, sono stati costretti a prendere provvedimenti difensivi sugli affitti brevi, come ad esempio la “Tassa Airbnb 2018” in Italia.

Qual è il reale impatto di questo nuovo portale online sull’economia?

Da un lato potrebbe apparire che Airbnb sottragga clienti ai servizi alberghieri più tradizionali, con un impatto negativo sul PIL, ma, in realtà, grazie ai suoi bassi prezzi e alla sua vasta scelta il sito si rivolge ad un’ampia gamma di utenti, comprendendo soggetti di qualsiasi fascia economica. In altri termini, esso stimola il turismo e l’economia, indirizzandosi verso soggetti che altrimenti non avrebbero acquistato nessun altro servizio turistico-ricettivo.

Quali sono le strategie di marketing che hanno portato al successo di Airbnb?

Prima di tutto è importante sottolineare che la percezione del servizio fornito, inizialmente, è stata influenzata da un forte sentimento di diffidenza ed incertezza, in quanto l’affitto viene sostanzialmente proposto da soggetti sconosciuti. Il brand è riuscito, però, a ribaltare la situazione puntando sul coinvolgimento diretto degli utenti e facendoli sentire parte di una community.

La tecnica principalmente utilizzata da Airbnb è quella del content marketing che punta proprio sull’acquisizione e sull’instaurazione di una relazione stabile e duratura con i clienti, attraverso la creazione e la condivisione di contenuti multimediali.

Sui social media è possibile condividere foto e video e confrontarsi con altri utenti raccontando la propria esperienza e le proprie preferenze riguardo agli eventi e ai luoghi visitati. In questo caso vengono utilizzate tecniche di storytelling e visual content marketing.

Attraverso delle info-grafiche, invece, è possibile vedere quante persone stanno soggiornando, in quale città, per quanto tempo e altre informazioni di interesse statistico che aumentano la percezione del soggetto di sentirsi parte di una grande comunità.

Un ulteriore servizio fornito è la “guida dei quartieri” che trasmette l’importanza per il brand di rendere l’esperienza di ogni singolo utente personalizzata, unica ed indimenticabile.

Airbnb dà, inoltre, la possibilità di selezionare un appartamento in base ai soggiorni dei propri amici su Facebook, in questo  modo, oltre a semplificare notevolmente la scelta, si sfrutta la tecnica del passaparola che al giorno d’oggi è uno degli strumenti più efficaci.

In conclusione penso sia evidente che Airbnb abbia rivoluzionato le dinamiche del settore turistico e che l’utilizzo delle giuste tecniche di marketing abbia permesso al brand di differenziarsi dai competitors, consolidare la propria immagine e far crescere la propria reputazione ad una velocità esponenziale.

Anna Ferrera

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