Vicky Gitto: a lezione di creatività da un grande professionista

Tutti dicono che il passo più difficile sia scegliere cosa vogliamo fare da grandi. Una volta capito, il resto viene da sé. Io non credo. Forse per altri settori, altre carriere ma per chi come noi studia Comunicazione, la parte difficile deve ancora arrivare.

Il percorso non è battuto, le possibilità percorribili sono numerose, per non parlare di quelle ancora tutte da inventare. Quello che vorremmo è una luce da seguire, un mentore che ci colpisca, che rimanga colpito da noi e che abbia voglia di insegnarci tutto ciò che c’è da sapere per diventare gente in gamba, che sa fare il proprio lavoro in modo eccellente. vicky-gitto-taglioNon so se Vicky Gitto, quando è passato a trovarci durante una lezione di Metodologie Creative per la Comunicazione del Prof. Ghidotti, sia rimasto colpito da noi, anzi non penso ne abbia avuto modo, ma so per certo che lui ci ha colpiti con una ventata di consapevolezza. Presidente e Direttore Creativo Esecutivo di Young & Rubicam, uno dei creativi più premiati a livello internazionale e attuale presidente dell’Art Director Club Italiano, sin dal suo ingresso in aula si percepisce il peso delle “cariche” che ricopre, ma più che altro e più di tutto, si percepisce il peso di quel che sa e che con fare schietto sembra deciso a trasmetterci in un’ora densa ma rivelatrice. “È cambiato tutto nel mondo della comunicazione?”, questa la provocazione con cui dà il via al suo intervento, da lì un susseguirsi apparentemente randomico dei migliori spot e video pubblicitari degli ultimi anni. Inizialmente non capiamo dove voglia andare a parare ma alla fine della prima serie di video ci viene spiegato cosa questi abbiano in comune. Solo alla fine della seconda serie capiamo il pattern della spiegazione di Vicky: nel mondo della comunicazione sono cambiati i media e i linguaggi di composizione di un messaggio, ma i meccanismi creativi e i tool per raggiungere il risultato sono sempre gli stessi. Non importa che si tratti di Coca Cola e del suo distributore appositamente creato per il Friends Day piuttosto che del finto cambio di packaging messo in atto da un brand di cioccolato rumeno si tratta in entrambi in casi di attivazione, di operazioni che scatenano la partecipazione attiva dell’audience nonostante i modi e i risultati diversi. Non importa se lo spot di Dare vi faccia passare la voglia del solito caffè oppure se Perrier vi faccia venir sete soltanto attraverso una semplice fotografia,

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Copyright: Nestlé Waters M.T.

entrambe le forme di comunicazione utilizzano lo strumento dell’inversione trasformando il prodotto in un vero e proprio salvagente per situazioni impossibili da risolvere senza. E così via. L’intervento di Gitto è arrivato a conclusione di un già ricco corso dove oltre a casi, esempi e linee guida per noi futuri professionisti della comunicazione, va ad aggiungersi un elenco di modelli (riconosciuti dal Festival della creatività di Cannes) che ci spiegano esattamente how to: come creare messaggi pubblicitari creativi ed efficaci, come toccare i tasti giusti per rendere un contenuto comunicativo al 100%. Tutto questo basta? Certamente no ma è un ottimo punto di partenza per iniziare a creare con cognizione di causa e non attraverso tentativi a casaccio, perchè contrariamente a ciò che si pensa, la creatività non è soltanto frutto di improvvisazione talentuosa ma un procedimento strutturato con regole ben precise. IMG_3904Prima di salutarci Vicky ci ha raccontato cosa succede “fuori”, nel mondo lavorativo e quali sono le dinamiche su cui farsi trovare preparati quando sarà il nostro turno: il modello relazionale tra agenzia e cliente sempre più all’insegna dello scambio reciproco per ottenere un’alta client intimacy, la differenza di approccio del creativo che lavora in agenzia (un “marine”) e del creativo che lavora in azienda (più strutturata e “lenta”). Quando gli pongo l’ultima domanda, “quale consiglio daresti a uno studente come noi?”, Vicky Gitto si ferma un attimo a pensare e dà a tutta la classe una risposta dritta e tagliente, come lo è stata la sua lezione: “l’improvvisazione a tentoni è ciò che ha ammazzato questo lavoro, c’è differenza tra essere un professionista e un peracottaro”. A noi la scelta su chi dei due diventare.

 

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