«Negli Stati Uniti vive il 5% della popolazione mondiale, ma anche il 25% dei detenuti del mondo».
Continua a leggereLA POSTDEMOCRAZIA? NIENTE PAURA, È SOLO UN BUON ANALGESICO…
Filosofo tedesco di origini sudcoreane, Byung-chul Han da tempo si è imposto nel panorama filosofico internazionale come un attento osservatore della società neoliberista e delle sue patologie. Han ha pubblicato nel 2020, in piena pandemia, un breve saggio dal titolo La società senza dolore. Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite (Einaudi 2021), un’acuta riflessione, senz’altro stimolata dalla diffusione su scala mondiale del coronavirus, sull’algofobia, cioè sulla paura generalizzata del dolore e su come questo abbia conseguenze sulla nostra vita democratica.
Continua a leggereSPYCE, IL ROBO-CHEF – REALTÀ O FANTASCIENZA?
Per anni film, libri e racconti sono stati nutriti da un medesimo immaginario: un universo in cui uomini e robot convivono. Fantascienza sì, ma non troppo. È in tempi recenti, infatti, che la robotica ha fatto il suo ingresso nella nostra vita, venendo in nostro aiuto e svolgendo i compiti più disparati. Tra le ultime novità compare Spyce, il primo ristorante dove gli chef sono dei robot.
Continua a leggereSTORIEGIOVANI: COME REGIONE LOMBARDIA COMUNICA CON LA GENZ E I MILLENNIALS
Lo scorso febbraio Regione Lombardia ha lanciato il progetto StorieGiovani, uno spazio sull’account Instagram @regionelombardia.official con lo scopo di comunicare in maniera fresca e ingaggiante con la generazione Z e i Millennials.
Continua a leggereIL NOSTRO ANNO DI RIPOSO E OBLIO
Immaginate di iniziare a leggere un libro e trovare come protagonista una ragazza che in modo del tutto spontaneo e volontario si barrica in casa perché non ha altro desiderio se non isolarsi da tutto ciò che la circonda. Qualcuno potrebbe pensare ad un’analogia poco elegante con la quarantena che tutti abbiamo vissuto. Ma così non è. Si tratta de Il mio anno di riposo e oblio, il libro di Ottessa Moshfegh uscito nel 2018 – a scanso di equivoci.
Continua a leggereALGORITHMIC BIAS: QUANDO GLI ALGORITMI DISCRIMINANO
La tecnologia è stata definita da molti come democratica in quanto ci permette di superare confini sia fisici che immateriali, e per questo si è portati a credere che sia priva di preconcetti. Gli algoritmi, tuttavia, sono creati dagli esseri umani e di conseguenza possono essere portatori di idee e spesso di pregiudizi.
Continua a leggereQUELLO CHE NON TI ASPETTI: UNA CAMPAGNA MARKETING CINESE FATTA DI DRONI E QR CODE
In una società dove il tempo è sempre più frammentato, lo smartphone diventa uno strumento primario nella vita quotidiana. Grazie ad una connessione Internet siamo in grado di chattare, ascoltare musica, guardare video, giocare e tutto in un piccolo strumento portatile. Cambiano così le esigenze e le abitudini dei consumatori, come le strategie di coinvolgimento degli utenti da parte delle aziende. Non basta più offrire prodotti e servizi, ma è necessario rafforzare la relazione con i clienti. Un caso emblematico riguarda Cybergames, che il 17 aprile 2021, per celebrare l’anniversario in Cina del videogioco Princess Connect Re: Dive, ha realizzato uno spettacolo unico con 1500 droni danzanti nel cielo di Shangai.
Continua a leggereIL POTERE MAGICO DELLA PAROLA
Così diceva Buddha: “Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo”.
Continua a leggereINQUINAMENTO IT: LE EMISSIONI CHE NON TI ASPETTI
Un recente studio rilasciato dalla compagnia elettronica inglese OVO ha dimostrato che gli inglesi mandano più di 64 milioni di mail non necessarie al giorno. Se ognuno mandasse una mail in meno si potrebbero ridurre di 16,433 tonnellate le emissioni di CO2 all’anno, pari a 81,152 voli da Londra a Madrid, o alla rimozione dalla circolazione di 3,334 automobili diesel.
Continua a leggereVINTED: LA MODA “SECOND HAND” APPRODA IN ITALIA
Come diceva una nota scrittrice statunitense «Le mie idee non mi arrivano solitamente alla scrivania mentre scrivo, ma mentre sto vivendo». Ed è proprio all’interno di un frame di vita quotidiana che ha preso piede Vinted, la ormai celebre app di moda, nata da un bisogno e da una spinta dal basso, lontana – almeno inizialmente – da logiche produttive top-down.
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