THE WORST PERSON IN THE WORLD: L’INCERTEZZA DI NON SENTIRSI REALIZZATI

Almeno una volta nella vita ognuno di noi ha sentito il bisogno di evadere dalla propria realtà, o si è interrogato su quale fosse il percorso più giusto da intraprendere: a quasi trent’anni Julie si sente “spettatrice della sua stessa vita” e decide così di lasciarsi tutto alle spalle e ripartire da zero. Con la sua terza opera, Joachim Trier continua il suo “Ciclo di Oslo” con un film che guarda dritto alla generazione del presente, mettendo a nudo tutte le incertezze e instabilità di chi si trova nel decennio che intercorre tra i venti ed i trent’anni.

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UPLOAD: E SE CI FOSSE VITA DOPO LA MORTE?

Avete mai pensato alla vita dopo la morte? E se vi venisse offerta la possibilità di sopravvivere in una realtà virtuale, anche dopo la morte, la accettereste? È questa l’idea alla base della serie tv comedy sci-fi Upload, disponibile su Amazon Prime Video e ideata da Greg Daniels, che ha lavorato anche a The Office e Parks and Recreation.

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CAT BURGLAR – FURTO AL MUSEO: IL NUOVO ESPERIMENTO INTERATTIVO DI NETFLIX

Cosa potrebbe succedere se il creatore di Black Mirror decidesse di produrre un cartone animato? La risposta a questa domanda è Cat Burglar – Furto al museo: il nuovo speciale interattivo originale Netflix rilasciato sulla piattaforma il 22 febbraio 2022. L’episodio è stato infatti ideato da Charlie Brooker con l’intento di offrire allo spettatore un’esperienza coinvolgente.

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FORMULA 1 – DRIVE TO SURVIVE: UNO SGUARDO DALLA PIT LANE

La prima cosa a cui i non appassionati pensano quando si nomina la Formula 1 sono le interminabili gare della domenica pomeriggio. La docu-serie di Netflix si è posta l’obiettivo di ribaltare questa prospettiva fornendo una visione sui retroscena di questo mondo e offrendo quindi uno sguardo inedito su quello che succede prima, durante e dopo la gara.

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ARCANE: QUANDO DA UN VIDEOGIOCO NASCE UNA SERIE TV

Miglior produzione televisione d’animazione generale, miglior regia in una produzione televisiva d’animazione, miglior storyboarding in una produzione televisiva d’animazione, miglior sceneggiatura in una produzione televisiva d’animazione: questi sono solo quattro dei nove Annie Awards vinti qualche giorno fa da Arcane, serie animata tratta dal videogioco League of Legends.

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NOI E LA STORIA DI UN AMORE POCO ITALIANO

Noi, prodotta da Cattleya, è la trasposizione televisiva italiana dell’originale americano This Is Us, della 20th Century Fox Television, che dal 6 marzo è approdato in Rai, dividendo i sostenitori più affezionati.

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PILLOLA ROSSA O PILLOLA BLU; ESSERE SÉ STESSI O NON ESSERLO. MATRIX, UNA METAFORA TRANSGENDER.

Matrix è stata un po’ la rivoluzione del XX° secolo: un tipo di fantascienza tutta nuova, con effetti speciali mozzafiato che ci hanno completamente abbagliato, cambiando l’idea stessa di fantascienza; ma, sapevate che, tra le righe, si cela una metafora transgender?

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RED: IL PANDA ROSSO CHE È IN OGNUNA DI NOI

Dall’11 marzo è disponibile sulla piattaforma streaming Disney + il nuovo film Disney Pixar Red, una storia che sa divertire, emozionare e far riflettere su tematiche sempre più inclusive e innovative per il mondo del cinema, soprattutto per quello dell’animazione.

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MAID: LA STORIA COMMOVENTE DI UNA MADRE CHE LOTTA PER LA FIGLIA

MAID è una serie tv di Netflix andata in onda dal 1° Ottobre 2021 ed ideata da Molly Smith Metzler, ispirandosi all’autobiografia Hard Work, Low Pay, and a Mother’s Will to Survive di Stephanie Land.
Una storia che mette in luce le difficoltà di una giovane madre che cerca di garantire un futuro alla figlia e a sé stessa.

La miniserie si sviluppa attorno a dieci episodi da circa un’ora, in cui si racconta la storia di Alex (Margaret Qualley), una giovane madre single e aspirante scrittrice che vive a Port Hampstead. Alex lavora come donna delle pulizie presso l’impresa Value Maids, dopo essere scappata, insieme alla figlia, da Sean (Nick Robinson), il suo fidanzato alcolizzato e violento, nonché padre della piccola Maddy.

La serie ha un carattere notevolmente drammatico, in quanto mostra come Alex, dopo essere fuggita dall’ex fidanzato, faccia di tutto per non rimanere senza casa, senza lavoro, nella speranza di assicurare alla figlia Maddy una vita migliore della sua, nonostante il duro lavoro e la paga bassa.

Purtroppo, non potrà che contare unicamente sulle sue forze, senza ricevere alcun supporto, in quanto proveniente da un nucleo famigliare inaffidabile e disfunzionale, composto dalla madre Paula (Andie MacDowell), una sedicente artista con un disturbo bipolare non diagnosticato che le creerà preoccupazioni ulteriori, e dal padre, assente e con un passato violento.

Nonostante le premesse appena fatte, l’ultimo episodio si conclude in una maniera più che positiva; Alex riesce ad ottenere la completa custodia della figlia e dopo essere stata ammessa all’università di scrittura, decide di trasferirsi in Montana, per ricominciare una nuova vita con Maddy. Il lieto fine di Maid vuole promuovere il talento, che è impossibilitato a fuoriuscire in un ambiente senza opportunità.

La figura di Alex vuole essere un’esplorazione diretta, cruda e motivante della resilienza che può dimostrare una madre, pur di garantire un futuro sano alla figlia. Una donna disperata, ma determinata, che ha potuto contare solo su sé stessa e sulle proprie forze, anche economiche.

Ciononostante, questa serie vuole rivelare anche i background della vita professionale e privata delle collaboratrici domestiche, pagate pochissimo per un lavoro durissimo.

Palese è il richiamo ai temi attuali della violenza di genere e della povertà, della vita da ragazza-madre, dei disturbi psichiatrici e dell’abuso di potere. Maid è una serie che mette davanti a una realtà che ci sforziamo di non riconoscere, come la tendenza della società odierna di radicare nelle vittime il dubbio sulle violenze subite, fino a fargliele rinnegare, impedendone la denuncia. Alex, infatti, non è in grado di chiamare ciò che ha subito con il proprio nome, ovvero violenza, tant’è che tentenna parecchie volte, prima di allontanarsi dal suo abusatore.

Una storia drammatica e reale, che vuole essere una vera e propria denuncia sociale, verso le ingiustizie e le violenze nei confronti di chi apparentemente è più debole e svantaggiato.

Isabella Migliora

POSE: LA SERIE NETFLIX CHE OFFRE UNO SGUARDO QUEER AGLI OCCHI CIS

Oggi più che mai, le serie televisive e i loro personaggi costituiscono un’occasione preziosa per riflettere sulla natura umana e sulla società in generale: le piattaforme di streaming, che ormai dominano l’industria dell’intrattenimento, hanno senz’altro colto l’importanza della rappresentazione di storie autentiche. Euphoria, Sex Education, Grace&Frankie sono solo alcuni dei tanti esempi riusciti di esplorazione di tematiche chiave come la sessualità, l’età, le dipendenze. Eppure, l’industria globale dell’intrattenimento continua a soffrire di una terribile mancanza di una buona rappresentazione delle comunità emarginate. Pose è un’eccezione.

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