CAT BURGLAR – FURTO AL MUSEO: IL NUOVO ESPERIMENTO INTERATTIVO DI NETFLIX

Cosa potrebbe succedere se il creatore di Black Mirror decidesse di produrre un cartone animato? La risposta a questa domanda è Cat Burglar – Furto al museo: il nuovo speciale interattivo originale Netflix rilasciato sulla piattaforma il 22 febbraio 2022. L’episodio è stato infatti ideato da Charlie Brooker con l’intento di offrire allo spettatore un’esperienza coinvolgente.

Il gatto Rowdy vuole rubare alcuni quadri di valore all’interno di un museo custodito da Peanut, il cane sorvegliante della struttura, ma per farlo ha bisogno dell’aiuto dello spettatore. Sin dall’inizio, infatti, all’utente viene chiesta una partecipazione attiva: non si può limitare a guardare l’episodio, ma deve intervenire durante la storia risolvendo alcuni facili quiz per consentire a Rowdy di raggiungere il suo scopo.

La particolarità di questo singolo episodio è che, dal momento che segue una logica di tipo ludico, può essere giocato più volte e ogni volta che lo spettatore ricomincia la storia sblocca delle sequenze inedite. Il tempo calcolato per riuscire a portare a termine una singola missione si aggira attorno ai quindici minuti. Se lo spettatore però desidera esplorare tutte le sequenze del cartone l’esperienza durerà circa un’ora e un quarto.

La trama del cartone è molto semplice, quello che rende questo esperimento interessante è proprio la dinamica ludica che si instaura con l’utente, che abbandona il ruolo di semplice spettatore per abbracciare sempre più quello di giocatore. Questo aspetto è ciò che maggiormente differenzia questo prodotto dagli altri esperimenti Netflix ad esso precedenti. Lo spettatore di Cat Burglar infatti, con le sue risposte, non influisce sulle conseguenze di quello che il protagonista farà nella storia ma piuttosto controlla se il personaggio riuscirà a superare l’ostacolo e a “raggiungere il livello successivo” oppure fallirà nel portare a termine la sua missione. La scelta del giocatore quindi non determina un andamento diverso della narrazione ma solamente un successo o un fallimento.

Ciò che si adatta perfettamente a questo tipo di logica e che, di conseguenza la rende possibile, è il fatto che sia stata utilizzata dagli autori la credenza comune delle molteplici vite dei gatti: nell’episodio Rowdy ne possiede tre e il giocatore lo deve aiutare a non perderle tutte rispondendo correttamente ai quesiti che gli vengono posti. Quello che potrebbe però ridurre il divertimento dello spettatore è il fatto che i quiz sono veramente molto semplici, cosa che, di conseguenza, può portare ad abbandonare il gioco preventivamente e a non esplorare tutte le altre scene disponibili.

In conclusione, Cat Burglar offre allo spettatore un’esperienza limitata rispetto a quella di un vero e proprio videogioco, ma deve essere inteso più come un’esperienza di animazione. Questo speciale si aggiunge all’universo di contenuti che Netflix sta pian piano creando in una prospettiva di ampliamento e integrazione tra storytelling ed esperienza ludica. Tramite la creazione di contenuti sempre più interattivi e, perciò, sempre più capaci di intrattenere gli utenti, la piattaforma OTT sta infatti esplorando nuove frontiere di engagement.

Chiara Giaculli