CINEMA E SPORT: UN DUALISMO CHE TROVA NELL’INTERDIPENDENZA UN PUNTO DI FORZA

Due realtà in apparenza separate: da un lato le sale di un cinema e il silenzio degli spettatori che guardano un film, dall’altro gli stadi pieni e i cori dei tifosi. Si tratta però in entrambi i casi di persone, che in quanto tali hanno bisogno di essere coinvolte e nutrite di emozioni.

Hermann Bauer, noto come Bèla Balàzas, è stato uno scrittore, regista e sceneggiatore ungherese. In un’opera del 1924, Visible Man, descrisse con la seguente affermazione il legame fra sport e mondo del cinema: «… e ci si è dati allo sport con sacro furore». Il cinema è un potente strumento di storytelling: i film raccontano storie in cui il singolo può immedesimarsi, legandosi ai personaggi, sviluppando antipatie verso di loro. Prendendo invece in considerazione lo sport, i brand che sono protagonisti di questo mondo vendono innanzitutto emozioni, un senso di appartenenza e di identità, prima che un prodotto o un servizio: vogliono appassionare e coinvolgere, non convincere.

Il binomio cinema e sport funziona perché, raccontando attraverso i film storie in cui il mondo dello sport è parte del mondo del protagonista, l’effetto che si ottiene è proprio quello di suscitare emozioni e creare un ingaggio emotivo. Ci sono diversi nomi di film famosi che esemplificano la forza di tale legame, fra i quali Million Dollar Baby, L’arte di vincere, Rocky. Ce ne sono anche altri più recenti, e forse per questo meno conosciuti, ma ugualmente degni di essere menzionati. Tre casi esemplificativi vengono presentati a continuazione, e sono tutti visibili su Netflix.

Il primo è Walk, Ride, Rodeo. Film del 2019 diretto da Conor Allyn, presenta la storia vera di una ragazza diciannovenne dello Utah, Amberley Snyder. Campionessa nazionale di rodeo, che a causa di un incidente stradale si ritroverà paraplegica. Dovrà imparare a vivere in una nuova normalità, costruendo nuove abitudini e implementando nuove strategie per poter tornare a fare ciò che amava.

Il secondo esempio è Bruised: lottare per vivere. Realizzato nel 2021 e diretto da Halle Berry, lo sport protagonista è la box. Jacki Justice è una campionessa che durante un incontro soffre di un attacco di panico. La sconfitta ha conseguenze negative che ricadono sulla sua vita privata: una vita al margine, in periferia, una parentesi di rabbia e delusione da cui cercherà di liberarsi inseguendo una rivincita sia professionale, per tornare a vincere, sia personale, attraverso l’ottenimento della custodia del figlio.

Infine Skater girl, film del 2021 diretto da Manjari Makijany. Prerna è una giovane ragazza del villaggio di Rajasthan, in India, che scopre il mondo dello skateboarding e conosce una nuova forma di libertà, quella che, come lei afferma, «le salverà la vita». La sua sfida è quella di cercare di vivere questa libertà in un contesto in cui sono ancora presenti barriere culturali rispetto al rapporto che una donna dovrebbe avere con il mondo dello sport.

Il cinema dunque ci racconta storie attraverso i film proiettati nelle sale: quando queste pellicole ci mostrano il mondo dello sport e le dinamiche di chi ne è parte, si stabilisce un legame emotivo ancora più forte, e lo storytelling diventa uno strumento ancora più efficace.

Giulia Origgi