MUSEI: FINALMENTE SI RITORNA ALLA VITA

Le ultime due settimane sono state scandite da due date importanti per i musei italiani: il 26 aprile, giorno in cui cinema, teatri e musei hanno potuto riaprire le loro sale al pubblico, e il 13 maggio, Giornata Internazionale dei Musei.

Dopo tanti mesi di lontananza si comincia a respirare una parvenza di ritorno alla normalità, ma se da una parte il pubblico desidera tornare nelle sale, dall’altra, per far superare la paura e l’iniziale reticenza, i musei si sono dovuti ingegnare per trovare nuove soluzioni per attrarre visitatori nelle loro sale.

Il settore culturale ha sofferto particolarmente in quanto è stato il primo a dover sospendere le sue attività. In Europa, fino al 2019 le industrie culturali occupavano 7,6 milioni di persone, creando il 4,4% del PIL europeo nel fatturato complessivo, mentre nel 2020 nella stessa zona di influenza si è registrato un crollo dei ricavi pari al 31,2%.

La comunicazione, che negli ultimi mesi ha permesso di mantenersi in contatto con le proprie communities attraverso attività, talk con i direttori e tour virtuali, adesso si deve riorganizzare per attrarre i visitatori. Tuttavia, un recente sondaggio ha registrato che fino al 46% degli intervistati non si sentirebbe a proprio agio ad un concerto e il 21% ha confermato disagio per i prossimi anni, motivo per cui il nuovo obiettivo sarà far superare i timori di contagio agli spettatori.

Ma volendo considerare alcune delle idee portate avanti dai musei italiani, ne prendiamo in analisi alcuni.

Nel rispetto della doppia missione della Pinacoteca di Brera di Milano – «Brera nel cuore della città, l’utente al centro di Brera» – è stato cambiato il rapporto con il visitatore, per cui da spettatore occasionale delle opere del museo diventa socio della comunità braidense. Al biglietto semplice si sostituisce infatti una tessera uninominale acquistabile online, la Brera Card, che associata alla Temporary Card degli amici di Brera permette l’accesso gratuito per i tre mesi successivi all’emissione e l’accesso a contenuti inediti sulla piattaforma BreraPlus.

Durante il primo lockdown il Museo Egizio di Torino, per restare vicino ai suoi spettatori, aveva creato le “passeggiate con il direttore” che venivano trasmesse sui social e che, assieme alla digitalizzazione del patrimonio del museo, rendevano accessibile la collezione anche da casa. Per mantenere la stessa vicinanza, Christan Greco, il direttore, continuerà questa tradizione anche in presenza per gruppi ristretti di partecipanti.

Sebbene nell’anno di chiusura tutto sia andato avanti nelle sale del museo Palazzo Abatellis di Palermo, con restauri, prestiti di opere e lavori di tesi, ciò che è mancato è stato il pubblico. Nei mesi di chiusura è stata offerta la possibilità alle scuole e agli inseganti di storia dell’arte di condurre lezioni in streaming dal museo così che gli studenti potessero vedere le opere da casa.

Tra le proposte della riapertura ci saranno le aperture serali, anche infrasettimanali, e, la maggiore novità, la possibilità di visitare ogni sala da soli per cinque minuti, per riottenere quel rapporto diretto con l’arte che tanto ci è mancato negli ultimi 15 mesi di pandemia.

Sebbene le porte del museo MarTA di Taranto siano rimaste chiuse più a lungo rispetto a quelle di altri, a causa delle restrizioni della zona arancione, la direttrice Eva Degl’Innocenti ha continuato a lavorare per migliorare il più possibile l’esperienza di fruizione degli spettatori. Durante i mesi di chiusura il museo ha lavorato alla digitalizzazione dei reperti per renderli visibili da casa, sugli spazi espositivi per renderli a norma con le vigenti norme sanitarie, ha operato sul piano dell’efficientamento energetico e ha realizzato una caffetteria.

Il MarTa inoltre è già da anni molto attivo sui social e aveva già lavorato sul digitale al punto che qualche anno fa aveva realizzato un videogioco per incuriosire i più piccoli sulla storia che c’è dietro alle opere esposte. Nel corso degli ultimi 12 mesi, sulla scia del museo degli Uffizi di Firenze ha creato il suo profilo TikTok che in collaborazione con il Politecnico di Bari mette in scena video scherzosi con le sculture protagoniste e realizza riproduzioni in 3D della collezione.

Anche Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze ha lavorato alacremente per rendere il museo più grande e ricco. Sono state aperte quattordici nuove sale e oltre 2000 mq si sono aggiunti al preesistente percorso museale. Inoltre, gli spazi principali come l’entrata e lo spazio che era adibito a biglietteria (ora i biglietti sono acquistabili sono online) sono stati riorganizzati per accogliere i visitatori in sicurezza. Tra le novità ci sono anche i nuovi sistemi di sicurezza attivati direttamente sui vetri di protezione delle opere che permettono al visitatore di vedere i quadri da vicino, senza riflessi o allarmi.

Possiamo quindi dire che i musei dietro le porte chiuse hanno continuato a vivere per prepararsi ad accoglierci, quindi ora non ci resta che tornare a visitarli.

Eugenia Maria Montresor