APPELLO DI ARMANI ALLA MODA: RALLENTIAMO

Era il 23 febbraio scorso quando Giorgio Armani, a seguito dei primi episodi di Covid-19 confermati nel lodigiano, annunciava di far sfilare la collezione autunno-inverno 2020/2021 a porte chiuse.

Una decisione che ha suscitato non poco stupore, ma che è stata a grandi linee ignorata, quando la settimana successiva la Paris Fashion Week si è svolta interamente a porte aperte e senza alcuno show cancellato.

Alla fine di marzo, Armani si è mostrato solidale nell’aiutare un Paese che lentamente stava affondando, colpito da un nemico invisibile, decidendo di riconvertire i suoi stabilimenti di giacche per produrre camici monouso per gli ospedali.

Giorgio Armani avanza di nuovo nel flusso di notizie all’ordine del giorno per una lettera che recentemente ha mandato al magazine WWD (Women’s Wear Daily), autorevole testata specializzata nel fashion. L’appello è quello di rallentare, di riacquistare una dose di umanità e di discernimento per pensare al modo in cui si produce, a quello che si può fare per ristrutturare un sistema commerciale che da anni corre senza pause: “il declino del sistema moda per come lo conosciamo è iniziato quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion, carpendone il ciclo di consegna continua, nella speranza di vendere di più, ma dimenticando che il lusso richiede tempo, per essere realizzato e per essere apprezzato”, sostiene lo stilista.

Lavorare senza sosta, inseguendo trend volatili che il fashion system si è dato negli ultimi anni, è immorale secondo Armani: “Il lusso non può e non deve essere fast. Non ha senso che una mia giacca o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane prima di diventare obsoleti, sostituiti da merce nuova che non è poi troppo diversa. Io non lavoro così, e trovo immorale farlo. Ho sempre creduto in una idea di eleganza senza tempo, che non è solo un preciso credo estetico, ma anche un atteggiamento nella progettazione e realizzazione dei capi che suggerisce un modo di acquistarli: perché durino.”

Nel mondo che tutto divora insaziabile, in cui un’informazione non fa in tempo ad essere processata perché diventata già superflua, lo stilista riconosciuto per aver fatto dell’eleganza il suo tratto distintivo, scaglia una denuncia non solo al ritmo produttivo insostenibile, e vuoto, ma anche a un sistema sempre più teso verso la spettacolarizzazione di collezioni fondate su idee blande, che si rivelano “inappropriate, se non volgari”. Sulla falsariga dei suoi colleghi che negli ultimi anni hanno avuto un occhio di riguardo per l’ambiente, Giorgio Armani punta il dito anche contro i troppi viaggi compresi nel pacchetto moda, diventati imprenscindibili anche per un semplice shooting fotografico: “eventi speciali devono succedere per occasioni speciali, non come routine”, osserva il designer.

Lo stilista italiano chiede di allungare la vendita degli abiti estivi fino ad agosto, per poi esporre la collezione invernale, senza sovrapposizioni e senza che le persone siano costrette a comprare qualcosa che indosseranno dopo mesi.

Perché come ha sempre sostenuto: il vero lusso consiste nel togliere, e non nell’aggiungere. Il suo è un appello al silenzio, sotto una stratosfera che vocifera vanamente.

La lettera completa dello stilista è disponibile su Moda Corriere.

Martina Bissolo