FASHION TODAY #1: GUCCI E LA NUOVA COMUNICAZIONE

Pacato, sicuro e modesto, Alessio Vannetti, Worldwide Communication Director di Gucci, cerca di incanalare l’attesa dell’aula gremita di persone dichiarandosi “la persona più schiva del mondo della moda.”

FASHION TODAY, è il nome del ciclo di tre incontri che hanno come protagonisti importanti figure del mondo della moda. Organizzato grazie alla cooperazione e collaborazione tra l’associazione studentesca Club Diplomatici Unicatt, il nostro corso di laurea magistrale CIMO e il centro di ricerca Unicatt ModaCult, si pone l’obiettivo l’incentivare la comunicazione tra studenti e docenti, perché vada oltre il semplice rapporto che si conclude con la verbalizzazione di nuovi cfu, osserva Emanuela Mora, direttore del centro ModaCult.

Ad aprire la tavola delle conversazioni che andranno in scena tra le mura della nostra università, è stato Alessio Vannetti che, il 13 marzo, grazie alla moderazione e ad alcuni interessanti spunti di Gianluca Cantaro, Editor-in-Chief di NowFashion, ripercorre i passi salienti della sua carriera, i periodi di crisi e, a suo dire, la grande fortuna che ha incontrato lungo il suo percorso.

Inizia a lavorare come giornalista per un supplemento di Repubblica che tratta di musica. Dopo la chiusura del supplemento, viene ingaggiato da un’amica, Caterina Pazzi, che cerca un assistente per il campo della comunicazione per Costume National. È a questo punto che Alessio, che nel mondo della moda vedeva uno snobismo e una superficialità che non gli appartenevano, comincia a capire le dinamiche e il vero portato culturale dell’industria del fashion.

Si interfaccia, nel suo breve e intenso praticantato in questo nuovo scenario, con personalità come Franca Sozzani e Anna Wintour, rispettivamente ex direttrice di Vogue Italia e direttrice di Vogue America. Successivamente passa da Prada, Ermenegildo Zegna e nel gennaio 2015 approda a Gucci.

Alessio elogia la società per la quale lavora, ma soprattutto il vero e proprio genio creativo che ha dato modo a Gucci di raddoppiare il suo fatturato in pochi anni: Alessandro Michele. Per descriverlo alla perfezione cita una critica di moda del New York Times, Vanessa Friedman, che ha osservato come Michele non fosse semplicemente un direttore creativo, ma un cultural leader. Infatti, già dalla sua prima collezione, Alessandro Michele mette in passerella tutto ciò di cui solitamente non si dovrebbe parlare: sesso, religione e politica.

Insomma, un’azienda che dialoga con il mondo esterno e che crea soprattutto per e con il mondo culturale e politico che la circonda, un esempio, forse il più eclatante, è l’esperimento portato avanti con Gucci Ghost.

Vannetti ricorda come le crisi nella comunicazione siano virali e assolutamente incontrollabili, tanto che, racconta: “ancora oggi su Google tra i primi risultati riguardo alla sfilata che volevamo fare al Partenone, risulta che avremmo offerto 55 milioni al governo greco, notizia assolutamente falsa che, nonostante le continue smentite, è stato impossibile arginare”.

È stata una conversazione intensa e appassionante, che ci ha permesso di capire come la moda, accantonato il fattore prezzo, abbia al suo interno un portato più profondo e vischioso, che riguarda la vita quotidiana e la società in cui viviamo.

Martina Bissolo

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