LePerlediPinna: I FATTORI DI SUCCESSO DELL’INFLUENCER PIU’ CINICO DEL WEB

Classe 1986, Antonio Andrea Pinna è oggi uno dei blogger italiani più conosciuti, apprezzato soprattutto – ma non solo – per la sua irresistibile comicità. Da dove è cominciato il suo percorso verso la celebrità digitale e mediatica? Quali sono le best practice e i valori di Andrea che l’ecosistema del web ha premiato e che gli hanno garantito la stima di persone ed aziende?

Nel 2010 apre – per gioco, come lui stesso dichiara – la sua pagina Facebook LePerleDiPinna, dove pubblica aneddoti ed aforismi sulla vita fin da subito apprezzatissimi dalla sua base di follower, che da poche decine di persone si allarga esponenzialmente proprio grazie alle condivisioni delle sue “perle”. Nasce quindi come autore di contenuti, e la sua cinica saccenteria, che spesso diventa una critica pungente ad abitudini o a situazioni di vita, è la prima chiave del suo successo.

Il suo talento non passa inosservato agli occhi di alcuni brand, che decidono di inglobare le sue perle nei loro prodotti. Tra questi ci sono Tempo, che lancia una limited edition di fazzoletti, e Seletti, che molto più recentemente produce una capsule di piatti in porcellana. Queste aziende scelgono di collaborare con Pinna per ottenere una maggiore awareness e poter lanciare nuovi prodotti cavalcando l’onda del successo dell’influencer. Come ogni collaborazione ben pianificata, quelle sopra menzionate sono state fatte in un’ottica winwin per cui a guadagnarci è anche Andrea, che acquisisce ancor più seguito grazie alla visibilità data dai prodotti e da quei marchi.

Due importanti traguardi intermedi verso la strada dell’esordio come influencer sono stati la pubblicazione del suo libro “L’amore è eterno finché è duro”, raccolta di perle, e la sua partecipazione al programma televisivo Pechino Express, dal quale esce vincitore. Entrambi gli eventi hanno dato a Pinna una grande visibilità e hanno contribuito ad ampliare la sua rete di seguaci.

Da quando Instagram mette a disposizione le story, il racconto di sé stesso diventa un collante tra l’influencer e la sua community, e Andrea si dimostra un abile storyteller: sono proprio i racconti di episodi della vita di ogni giorno, del trasferimento a Milano e delle disavventure e gioie del presente e del passato ad intrattenere ed incuriosire i suoi follower. Parla dei genitori, degli adorati nipotini, e delle amicizie, dalle più recenti alle più durature, come quelle coi compagni del liceo. Racconta di come ha vissuto la sua omosessualità, del desiderio di aver concluso l’università, della sua passione per la moda e del suo primo lavoro da stagista in una boutique di Cagliari. Arriva a parlare persino del suo collaboratore domestico, l’asiatico Ermy, e delle sue sedute dall’analista, senza provare alcuna vergogna, semmai mostrandosi orgoglioso ed evidenziando la sua contrarietà al taboo delle visite psicologiche.

Degne di menzione sono le vicissitudini con i suoi ex fidanzati, che Andrea decide recentemente di condividere riscontrando un successo inaspettato, dal momento che, grazie anche alla sua abilità nell’uso di suspense e simpatici ricatti, sembra essere riuscito a creare un interesse talmente forte nei follower al punto che per alcuni di loro diventa dipendenza, come da lui stesso esplicitato.

Alterna sapientemente momenti di estrema serietà, durante i quali porta avanti importanti riflessioni e critiche all’attualità oppure riflessioni personali, a momenti di forte ilarità dove denigra le disavventure di amici, primo fra tutti il simpatico Tont, o la sua vita di “mai una gioia”. Alimenta giorno dopo giorno la curiosità dei suoi follower perché riesce a porsi ad un livello di “pari”, aprendosi e parlando loro proprio come a degli amici. Il rapporto è reso saldo dal fatto che Pinna fa della sua schiettezza la sua arma più potente.

Il racconto delle sue abitudini, dei suoi problemi e delle sue passioni offre alle aziende l’opportunità di inserire i loro prodotti nello scenario della vita quotidiana di Andrea. Ecco che nascono una serie di partnership con brand importanti come ad esempio Dyson, che capitalizza l’abitudine dell’influencer di addormentarsi col phon acceso e crea una sorta di product placement nel film della sua vita regalandogli una limited edition di un loro asciugacapelli. Questi brand scelgono proprio la figura di Pinna per sponsorizzare i propri prodotti o servizi perché ben si presta come ambassador: la corporate identity, infatti, è perfettamente in linea con il suo tono di voce e con la sua personalità. Si tratta di marche riconosciute – e desiderose di essere riconosciute – come giovani, innovative, “con una marcia in più”. Pinna menziona regolarmente questi brand nel suo quotidiano senza risultare invasivo o costruito, bensì orgoglioso di essere un endorser di questi marchi e mostrandosi onorato di poter partecipare ai loro eventi. I contenuti alle volte molto critici, cinici o espliciti di Andrea non spaventano i brand manager dei marchi sopra citati, che sostengono, proprio come lui, che la naturalezza e la spontaneità siano dei valori condivisibili, così come la libertà di pensiero, soprattutto se critico, informato ed etico come quello di Pinna.

La maggior parte dei brand che cerca di acquisire visibilità e di far leva sul social media marketing grazie ad Andrea adotta la strategia dell’omaggio consegnato a casa. Marchi noti di ogni settore, dall’abbigliamento al beauty, dall’arredamento della casa al food and beverage fanno a gara per riuscire ad apparire nelle story dell’influencer, il quale esibisce, mostrandosi grato, solamente quelli che realmente apprezza e stima.

Dallo scorso anno, forte del suo successo sui social, Andrea desidera conoscere la sua community anche off line e stringere legami più forti con coloro che hanno contribuito e contribuiscono alla sua notorietà. Nascono a questo scopo i Viaggi di Pinna, brevi gite turistiche in città italiane o europee, e i Party di Pinna, aperitivi o serate organizzate prevalentemente a Milano, ma non solo. Andrea ha così l’occasione di potersi relazionare con delle persone in carne ed ossa, e di poter ammirare i volti di chi lo stima. Il beneficio è di doppia natura: da un lato la fanbase percepisce una prossimità maggiore, e di conseguenza aumenta l’engagement con l’influencer, e dall’altro Pinna riceve un feedback umano e concreto – non più digitale ed astratto – che aumenta la sua soddisfazione e idea di realizzazione personale.

In conclusione schiettezza, sincerità, autoironia, oggettività, umanità, emozioni e storytelling fanno di Pinna uno degli influencer più credibili del panorama italiano. Sono proprio questi i fattori ricercati in tale figura sia dagli utenti, sia dalle aziende. Se sarà capace di mantenere la sua reputation intatta e di non perdere le caratteristiche autentiche appena menzionate, il suo futuro sulla strada dell’influenza del web non potrà che essere brillante.

Fabio Zandomeneghi

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