VANITYFAIR INTRODUCE VANITYFAIRNEXT: SEMPRE PIU’ VICINI ALLA GEN Z

Su Instagram è arrivato Vanity Fair Next, il nuovo canale digitale di Vanity Fair dedicato alla Generazione Z. Si tratta di un nuovo progetto che si integra nell’ottica di trasformazione digitale di Condé Nast International data dal necessario passaggio di una comunicazione editoriale che diventa sempre più digitale.

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BE REAL, IL SOCIAL ANTI-INSTAGRAM CHE PROMUOVE L’ACCETTAZIONE DI SÉ

Con i social, in particolare Instagram, siamo abituati ad editare foto o video che ritraggono noi stessi, dal ritoccare un piccolo difetto a usare filtri che cambiano i connotati. E la cosa più grave è che quest’abitudine è diventata la normalità e non siamo più capaci di riconoscere e accettare la nostra immagine riflessa in uno specchio. BeReal va controcorrente, imponendo un nuovo tipo di social network mediante l’utilizzo di foto e video senza effetti.

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L’INFORMAZIONE SU INSTAGRAM: WILL_ITA

La quarta età della convergenza digitale ha portato cambiamenti in vari ambiti, e il mondo del giornalismo non è rimasto immune. Rupert Murdoch, una delle personalità più in vista nel mondo del giornalismo diversi anni fa disse che “le società o le compagnie che sperano che un glorioso passato le protegga dalle forze del cambiamento guidate dall’avanzante tecnologia falliranno e cadranno. Il potere si sta allontanando dalla vecchia élite della nostra industria. Una nuova generazione di consumatori dei media è davanti a noi e chiede di ricevere informazioni quando le vuole e come le vuole”. Murdoch aveva identificato la vera ragione della crisi dei giornali e allo stesso tempo aveva indicato una via per uscirne: “C’è un solo modo, utilizzare le nostre competenze per creare e distribuire un contenuto dinamico e brillante. Ma i giornali dovranno adattarsi, perché i loro lettori chiedono di ricevere notizie su una gran varietà di piattaforme”.

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@GIOVANNIARENA: IL MONDO ALLA PORTATA DI UN CLICK

Giovanni Arena è un travel blogger e content creator di 27 anni molto popolare su Instagram (quasi 350mila followers) e su TikTok (più di 1 milione di followers), dove realizza contenuti utili per gli amanti dei viaggi come lui (anche a prezzi molto bassi!). Il tutto è condito da incredibile vivacità e schiettezza.

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INSTAGRAM: IL RITORNO AL FEED IN ORDINE CRONOLOGICO A PARTIRE DAL 2022

Già da qualche anno gli utenti di Instagram chiedono il ritorno al feed in ordine cronologico: è forse giunto il momento tanto atteso? Adam Mosseri ha recentemente annunciato il cambiamento.

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GIULIA MENGOLINI: LA FORZA DELLA CONDIVISIONE

È un’esigenza sempre più diffusa quella di de-stigmatizzare alcune patologie, parlandone senza suscitare senso di colpa o vergogna. Questo è l’obiettivo che Giulia Mengolini sta portando avanti sulla sua pagina Instagram: il diabete non deve essere un tabù.

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Instagram e figli: istruzioni per l’uso

Dopo episodi tragici, casi mediatici, scandali e proteste, dopo il fallimento della proposta di Instagram Kids, altri scandali e altre proteste, Instagram ha finalmente annunciato l’implementazione di nuove funzionalità entro marzo, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la protezione degli adolescenti e fornire supporto ai genitori. Scopriamole insieme.

L’inserimento di una sorta di “parental control” sulla piattaforma più utilizzata del momento era una proposta da tempo auspicata, soprattutto dalle famiglie volenterose di tutelare i giovanissimi dalle mille insidie del Web.

Il sopracitato progetto di Instagram Kids era proprio stato pensato per affrontare una questione importante: i bambini stanno ottenendo il primo cellulare sempre più presto, dichiarando un’età falsa e scaricando applicazioni destinate invece a coloro che hanno 13 anni o più. Non potendo proibire ai ragazzi di essere online, era quindi desiderio della società permettere loro un’esperienza Instagram che fosse adatta e sicura, sulla falsa riga di quanto già fatto da Youtube e TikTok con le loro versioni per bambini. 

Tuttavia, come ha dichiarato il numero 1 di Instagram, Adam Mosseri, questa idea è stata momentaneamente messa in stand-by; in contropartita, una lunga lista di funzioni innovative volte a rendere la permanenza nell’app libera da rischi per i cosiddetti “tweens” (fino ai dodici anni). 

Tra queste, verrà richiesto il permesso dei genitori per iscriversi, non ci saranno pubblicità, i contenuti e le caratteristiche adeguate all’età. Inoltre, i genitori avranno la possibilità di supervisionare il tempo che i loro figli passano su Instagram e addirittura, attraverso l’opzione “take a break”, impostare un limite temporale di utilizzo.

Un altro importante passo avanti sarà per loro il poter sorvegliare chi può inviare messaggi, chi può seguirli e chi possono seguire. 

L’intento è senz’altro nobile, ma circondato da coincidenze curiose. L’annuncio è infatti arrivato poco prima della testimonianza di Mosseri in un’udienza del Congresso circa la protezione dei bambini online. Ne avevo parlato già qui: Instagram e la sua società madre, la neonata Meta Platforms Inc, dopo il caso Frances Haugen sono sotto esame per i modi in cui potrebbero causare problemi di salute mentale e sicurezza online verso gli utenti più giovani. Infatti, la piattaforma di social media è accusata di non aver apportato modifiche a Instagram dopo che una ricerca interna ha mostrato l’esistenza di danni in tal senso per gli adolescenti.

La testimonianza in questione è stata un calderone di opinioni contrastanti. Il dirigente di Instagram e i senatori degli Stati Uniti hanno presentato in aula punti di vista radicalmente diversi su come la piattaforma funziona nella società e sul suo impatto sui giovani utenti.

Le accuse sono state molteplici; tra queste, Instagram è stata recriminata di aver visto la perdita di utenti adolescenti come una minaccia esistenziale che l’ha spinto a correre ai ripari, mentre la vera minaccia esistenziale da tenere sotto controllo è la dipendenza dei ragazzi verso i servizi che Meta offre. Allo stesso modo, gli strumenti proposti e sopracitati non sono stati visti dai politici statunitensi come la giusta soluzione a tutto ciò che di pericoloso e tossico c’è su Instagram, soprattutto perché l’auto-politica basata sulla fiducia non è vista come davvero efficace.

In tutta risposta, Mosseri ha tentato di rassicurare tutti affermando di star agendo per il loro medesimo obiettivo, la sicurezza online degli adolescenti, che rappresenta una sfida per tutta l’industria. Basterà un aggiornamento dell’App Store per risolverla?

Lucia Bernabei

IL CASO LUSH: E’ POSSIBILE ABBANDONARE I SOCIAL NEL 2021?

Lush, famosa azienda inglese di prodotti per la cura personale, prodotti da bagno e cosmetici, annuncia il suo abbandono quasi totale delle piattaforme social di Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat in tutti i 48 paesi dove opera, a partire dal 26 novembre. L’annuncio, rilasciato in un comunicato il 16 novembre, riporta le motivazioni che hanno spinto l’azienda ad attuare questa scelta coraggiosa. 

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“A NATALE PUOI”: I CONSUMATORI DI BAULI DIVENTANO PROTAGONISTI DELLO SPOT

La celebre azienda veronese invita i suoi consumatori a divenire i protagonisti dello spot natalizio del 2021. L’iniziativa, inoltre, sosterrà la OnlusMake-A-Wish Italia nella realizzazione dei sogni di bambini affetti da gravi patologie.

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INSTAGRAM E ADAM MOSSERI SOTTO ACCUSA: POSSIBILI CONTENUTI DANNOSI PER I GIOVANI

Dopo mesi di esame da parte dei legislatori del Senato Americano su come Facebook e altri social del gruppo Meta influenzino negativamente la salute mentale dei minori, Adam Mosseri, CEO di Instagram., testimonia all’udienza del 8 dicembre dinnanzi al Congresso. 

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