ROBERTO BOLLE AND FRIENDS: Quando la danza classica incontra il contemporaneo

Mancavano pochi minuti all’inizio dello spettacolo. Alle 20.40 il palco buio del Teatro degli Arcimboldi, fino a pochi minuti prima anonimo, s’illumina e iniziano le danze: Roberto Bolle and Friends hanno acceso, nel vero senso della parola, la sala del teatro milanese con lo spettacolo On Dance, prodotto da ARTEDANZAsrl.

Ho avuto l’occasione di partecipare allo spettacolo del 14 Giugno e sono rimasta affascinata da questa danza, di cui a volte si sa troppo poco.
Quanto sia bravo e bello il giovane ballerino Roberto Bolle è chiaro a tutti: formatosi alla Scuola del Teatro della Scala, ha danzato in tutti i maggiori teatri del mondo e con le compagnie più prestigiose tra le quali l’American Ballet Theatre, Il Ballettto dell’Opèra di Parigi, il Royal Ballet e il Balletto del Bol’s’oj e del Mariinskij-Kirov.

Quello che, tuttavia, mi ha sorpresa è stata la capacità di Bolle e dei suoi amici ballerini (tra cui Adiarys Almeida, Timofej Andriajashenko e Maria Eichwald) di dar vita a coreografie sopra a musiche del tutto particolari. Mi spiego meglio; ero arrivata a poche ore dallo spettacolo con la convinzione di assistere, da lì a poco, ad un classico spettacolo di danza classica, diviso in due atti, coronato dai più famosi pezzi musicali di questa disciplina. Invece, accanto alle grandi coreografie classiche come Il lago dei Cigni, Don Chisciotte e il Corsaro, mi sono trovata ad ammirare ballerini che danzavano su musiche del tutto fuori dal contesto della danza classica. Bolle è riuscito a muoversi su quelli che ad alcuni possono sembrare semplici accostamenti di rumori, ma se ascoltati mentre si guardano i suoi movimenti, iniziano ad avere una melodia.

Oltre alle musiche non tradizionali, i protagonisti di questo spettacolo sono stati anche il buio e la luce. Molto particolare è stato il duetto Mono Lisa insieme a Maria Eichwald. In questa performance, i due ballerini si muovevano sotto fasci di luce e si nascondevano spesso nell’ombra, rendendo la performance dinamica e non noiosa a chi non fosse del tutto interessato alla danza classica.
Lo stesso gioco continuo fra luci e ombre è stato successivamente riproposto anche in “Two”, l’ultima performance di Bolle eseguita sotto la musica di Andy Cowton.

Un’ulteriore particolarità di questo spettacolo è stata la presenza attiva di uno schermo digitale, con cui Roberto interagiva durante alcune performance. Se nella maggior parte delle coreografie lo schermo serviva solo a introdurre il nome del balletto, la regia e i ballerini, in “Prototype Reloaded” ho potuto applaudire un Bolle che si incastrava perfettamente con la coreografia digitale alle sue spalle: creava linee fluorescenti con il movimento del suo corpo dando al pubblico l’illusione che lo schermo seguisse la sua danza.

“Ho sognato una grande festa di tutte le danze. Milano è il palcoscenico perfetto”. Così il Ballerino Etoile della Scala di Milano dal 2004 ha giustificato l’idea di questo progetto, che a mio parere da un lato esalta la perfezione della danza classica e dall’altro la mette in discussione, riproponendola sotto versioni più moderne e particolari.

Giulia Frassica

Annunci