LA PROVA COSTUME SECONDO ME

L’estate è quel periodo dell’anno in cui notoriamente le persone rifioriscono, ritrovano quella forza di interagire con il prossimo che il letargico inverno ci aveva sottratto. È anche il periodo in cui ci si rende conto che forse nel grigiore dei mesi precedenti, in cui non si vedeva la luce in fondo al tunnel, si è ignorato un punto a cui disperatamente si cerca di porre rimedio, più o meno tutta l’umanità all’unisono, a partire dai primi di giugno: la forma fisica. Io dico no a tutto questo.

Tra le varie attività da accompagnare a una dieta equilibrata, “bevi tanta acqua e evita di esporti ai raggi solari nelle ore più calde della giornata” io propongo (e sono da anni ferma sostenitrice) di una pratica che prevede l’abbuffarsi. L’abbuffarsi di serie tv. Sì, perché se l’estate cerca di allontanarci dalla costanza in materia di binge watching, io credo che 2 serie da 3 (capito il riferimento con la palestra? Io no!) possano davvero essere un toccasana per rimettersi in pari con tutto quello di cui le sessioni di esami invernali ci hanno privato, ovvero una sana cultura olistica di serie tv.

Senza esagerare, per i principianti inizierei presentando 4 “must have” della stagione, che hanno caratteristiche diverse ma che comunque possono essere funzionali a seconda di cosa si sta cercando.

  1. Easy: come dice il titolo Easy è davvero una serie “easy”. La consiglio sempre perché è leggera, ben fatta, in una puntata c’è Orlando Bloom (elemento che nomino più volte quando la consiglio) e soprattutto, se non si ha la costanza di seguire una serie in binge watching non è la fine del mondo perché ogni puntata tratta una tematica a sè stante. La struttura ricorda un po’ quella di Black Mirror ma il tono, i temi, il mood non hanno nulla a che vedere con il distopico capolavoro di Charlie Brooker. Si parla di relazioni, di come nascono, cambiano in mille modi, e finiscono. Mi è piaciuta perché nella sua estrema leggerezza mi ha fatto pensare, e a volte, anche cambiare il mio punto di vista su alcuni temi davvero controversi.
  2. Bojack The Horseman: i due punti centrali di questo elenco saranno occupati da cartoni animati. Se non siete fan di questo genere, il politicamente scorrettissimo Bojack potrebbe farvi cambiare idea. Con me l’ha fatto. Non c’è un modo unico per descrivere questa serie perché non è assolutamente quello che sembra. Sembra un cartone per bambini e non lo è, sembra una serie comica e non lo è. La storia del protagonista fa spesso, anzi sempre sorridere (o spesso anche scompisciarsi dalle risate) per il sarcasmo tagliente che attraversa una trama. Quello che non ci si aspetta è la capacità con cui si toccano temi delicati e si scava nella sfera psicologica travagliata del protagonista il cui livello intellettivo, spesso espresso con digressioni introspettive profondamente ciniche, lo rende ammirevole. Si esatto, a volte vi troverete ad ammirare il disegno di un cavallo per le sue riflessioni.
  3. Disenchantment: ovviamente non l’ho vista. Dico ovviamente perché uscirà quest’estate (17 agosto) su Netflix. Mi sento di nominarla perché io la guarderò dal momento che l’ideatore dei Simpson e di Futurama merita sempre un’opportunità. Matt Groening ha allargato la sua paternità con l’ideazione di questa nuova serie fantascientifica che tratta delle avventure di una principessa alcolizzata accompagnata dal suo Elfo e dal suo demone personale. Sulla pagina twitter della serie le prime immagini sono state commentate con “A princess, an elf, and a demon walk into a bar…”. Non so voi, ma per quanto mi riguarda non c’è una parola che non mi intrighi.
  4. Shameless: per onestà intellettuale devo nominarla. Tra le challenge estive che vi ho proposto questa è sicuramente la più impegnativa perché ha all’attivo 8 stagioni, stanno attualmente girando il 100° episodio e se non ne avete mai sentito parlare, c’è molto da recuperate. La nota positiva è che avete almeno 3 mesi per mettervi in pari. La prima produzione della serie è inglese, ma la versione a cui sono particolarmente affezionata è quella del remake americano in onda su ShowTime. La famiglia Gallagher, composta da 6 fratelli e dal loro mitico padre alcolizzato e tossicodipendente Frank, conquista dal primo secondo. La trama e le storie dei personaggi sono entusiasmanti (soprattutto nelle prime stagioni, ahimè, come sempre) e l’approfondimento psicologico sui personaggi permette di affezionarsi sinceramente ma la cosa che più mi ha fatto appassionare alla serie è il tentativo di definire una situazione di vita reale. Una situazione, ci si augura, lontana dalla quotidianità delle persone comuni, ma nelle risposte emotive e psicologiche dei personaggi credo che chiunque si possa immedesimare.

Sostanzialmente quindi, non ho idea se questo allenamento sia utile ad ottenere un corpo perfetto, ma sicuramente garantisce senza versare una goccia di sudore un appagamento che può essere paragonabile solo a quello procurato da un doppio cheeseburger. E senza kcal.

Francesca Poletti

 

 

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