ASSOLOMBARDA#1. La contrattualizzazione: come non farsi prendere alla sprovvista nel mondo del lavoro

Lo sapevate che, almeno in linea teorica, uno stagista non dovrebbe prestare lavoro all’azienda ma solo intraprendere un percorso di formazione al suo interno per capire cosa vuole effettivamente fare nella vita?

Io personalmente no, almeno non prima di partecipare all’incontro con Martina Bianco, funzionario dell’Area Lavoro e Previdenza di Assolombarda – Confindustria Milano Monza e Brianza, che è stata ospite dell’Università Cattolica del Sacro Cuore martedì 7 novembre.

Il tema affrontato è stato quello della contrattualizzazione, con particolare riferimento alle tipologie di contratto esistenti sia in ambito di lavoro subordinato che di quello autonomo. Il Jobs Act, a tal proposito, ha recentemente apportato dei cambiamenti sostanziali che valgono la pena di essere discussi con la dovuta attenzione. Contratti a breve termine, somministrazione del lavoro, partita IVA, lavoro intermittente e molto altro. Insomma: un bel mucchio di informazioni sicuramente fondamentali per chiunque si appresti a entrare nel mondo del lavoro e di cui spesso non si è opportuna-mente a conoscenza. Ma il nostro ospite ci tiene a sottolineare quanto sia importante avere familiarità con questi termini, soprattutto se non si vuole rischiare di essere raggirati e sfruttati da datori di lavoro che spesso fanno i “furbi”.

Le aziende associate con Assolombarda, in particolare, negli ultimi anni stanno facendo del loro meglio per contrattualizzare studenti e lavoratori nel modo più efficace possibile, soprattutto nell’ambito della metalmeccanica, della farmaceutica e della chimica. Ancora debole da questo punto di vista è il settore della comunicazione, in cui si fa prevalentemente affidamento su contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Martina Bianco ci saluta dando un consiglio molto importante a giovani studenti come noi, più prossimi a essere stagisti che lavoratori a tutti gli effetti: è necessario far conoscere alle aziende le proprie capacità ma soprattutto essere delle “spugne” o, ancor meglio, dei «ladri» di competenze altrui. Bisogna assorbire tutto ciò che può essere utile alla propria formazione professionale e personale, per non essere colti di sorpresa in un mondo del lavoro dove l’imprevisto è all’ordine del giorno

Alessandra Gennaro

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