ARTARCHIA FESTIVAL 2016: l’arte di promuovere l’arte sul territorio

78 giorni, 3 location, un solo obiettivo: promuovere l’arte a 360°. Questo è Artarchia Festival, una rassegna ideata e capitanata dal regista toscano Gabriele Paoli, che da Londra, dove vive da qualche anno per lavoro, riesce a portare avanti la direzione artistica coordinando un team di lavoro paragonabile ad una macchina sempre in movimento. A raccontare meglio Artarchia a noi di CIMO è proprio Gabriele, entusiasta e sorridente, fiero della manifestazione da lui creata che dopo il successo dello scorso anno, si ripresenta con una seconda edizione ricca di novità e sorprese.

Associazione Artarchia e Artarchia Festival: come nascono e qual è il loro obiettivo?

A nascere per primo è proprio Artarchia Festival e, solo successivamente, prende vita l’associazione culturale Artarchia. Il festival è nato casualmente, in una spiaggia inglese, dalla mia voglia di mantenere un legame con l’Italia e soprattutto con la Toscana, mia regione d’origine. Attualmente vivo a Londra per lavoro e mi sono reso conto che si riesce ad apprezzare molto di più la propria terra proprio quando si è lontani. Il tutto ovviamente, ha voluto fin dall’inizio essere legato al mondo artistico, di cui in qualche modo faccio parte, e dunque è nato l’Artarchia Festival, con l’obiettivo di promuovere l’arte in tutte le sue forme tramite esposizioni, spettacoli, incontri, concerti, workshop e dunque un susseguirsi di eventi culturali, tutti col medesimo fine.artarchia-festival-2016

Quest’anno gli eventi sono dislocati in 3 diversi comuni toscani: come mai questa scelta? Quali sono le differenze rispetto alla prima edizione?

La prima edizione del festival è stata un po’ una prova e quest’anno abbiamo deciso di fare le cose in grande, infatti il tema è proprio l’espansione, sia nello spazio che nel tempo. Nello spazio perché, a differenza dello scorso anno, le venues degli eventi esclusivi sono dislocate in tre comuni diversi: Buti (PI), Cascina (PI) e Lucca, avendo la possibilità quindi di arrivare a più persone. Nel tempo invece, dato che la rassegna si dilata per un periodo maggiore di quattro giorni (come accadeva lo scorso anno), partendo il 2 Ottobre e chiudendo i battenti il 18 Dicembre.

Direttore artistico e regista del festival, ma a distanza: come sei riuscito ad organizzare le due edizioni e a coordinare il team di lavoro toscano da Londra?

Lavorando come regista in Inghilterra utilizzo quotidianamente Skype soprattutto per fare le prove di spettacoli di mia produzione con attori lontani, in quanto qui è uno strumento ordinario anche per questo genere di attività. Ho introdotto quindi lo stesso metodo per coordinare il mio team in Italia, dove l’impiego di questo tool a tale scopo è considerato ancora innovativo. Oltre a Skype il coordinamento è possibile grazie ai vari gruppi Whatsapp e Facebook, che ci permettono di rimanere costantemente in contatto, oltre alle varie e-mail inviate per comunicazioni più istituzionali e aggiornamenti periodici. Skype, Whatsapp e Facebook sono dunque fondamentali per la nostra comunicazione interna in quanto offrono un servizio pazzesco abbattendo qualsiasi distanza geografica.

Secondo te quali sono i benefici che il festival può portare a livello locale? 

L’Artarchia Festival è promosso dalla Regione Toscana che crede molto in questo progetto. Sicuramente questa rassegna ha un’impronta diversa rispetto alle altre presenti sul territorio, in quanto l’organizzazione è molto “londinese” proprio perché estesa in Inghilterra con la mia supervisione. I nostri punti di forza infatti, sono la velocità e la super organizzazione, elementi tipicamente britannici rafforzati da un team meraviglioso che crede in me e nelle mie idee: tutto questo si riflette all’esterno, trasmettendo forza ed efficienza. Inoltre il nostro obiettivo è quello di creare un contatto diretto con gli artisti coinvolti nel progetto, cosa che solitamente, in un normale evento, non si verifica. Proprio per questo motivo vengono organizzati, oltre ad eventi e spettacoli più classici e tradizionali, anche workshop, come quello di quest’anno con Elisabetta Preziosa, ginnasta italiana, che permettono di fare esperienza passando dalla teoria alla pratica tramite il contatto con artisti professionisti.

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Gabriele Paoli, regista e direttore artistico di Artarchia Festival

Come viene gestita la promozione del festival? Quanto sono importanti i social network e quale uso ne viene fatto per promuovere gli eventi?

L’Associazione Artarchia è attiva prevalentemente su Facebook, con una pagina da circa 1500 fan raggiunti in meno di un anno senza alcun tipo di sponsorizzazione. Quello che ci piace fare è sicuramente crescere, ma lentamente, coinvolgendo il giusto pubblico e dunque chi è realmente interessato e chi ha davvero a che fare con il festival. I social sono in costante aggiornamento tramite locandine, materiale multimediale di ogni genere, informazioni sugli eventi e sul festival stesso, perché è importante informare chi ci segue su tutte le nostre attività e gli eventual lavori in corso.

Basandoti sulla tua esperienza all’interno di una realtà associativa, quali sono i tre consigli che daresti ai nostri lettori per la buona riuscita di un evento? 

  1. Pensare in grande: non bisogna mai accontentarsi perché tutto è possibile ed è importante impegnarsi al massimo per ottenere ciò che si vuole e raggiungere l’obiettivo finale;
  2. Non farsi scoraggiare dalle spese che inizialmente potrebbero presentarsi: è bene condividerle (per quel che si può) e non darsi per vinti quando sembra che qualcosa non si possa assolutamente ottenere, perché potrebbero esserci delle alternative per risolvere il problema. Il mio consiglio è di provare sempre, perché tentar non nuoce;
  3. Saper vendere al meglio ciò che si fa: è importante essere in grado di far valere il proprio progetto. A livello comunicativo credo che “l’abito faccia sempre il monaco” perché in un mondo così saturo di prodotti, spesso simili, è fondamentale essere capaci di far vedere che il proprio è non tanto il più bello, ma il più particolare. Il segreto sta nel comunicare che il proprio prodotto o, come in questo caso, la propria iniziativa, possiede un “perché” diverso, migliore e, soprattutto, che conferisce un cambiamento notevole rispetto a ciò che esiste già.

Insomma, dallo sport al teatro, dal web alla musica, dalla pittura alla fotografia… Ce n’è davvero per tutti i gusti! Una manifestazione nuova, che vuole portare in alto l’arte a livello territoriale con il supporto di enti quali comuni e Regione Toscana, che credono in un progetto giovane, fresco e genuino. Un grande in bocca al lupo a Gabriele e a tutto il team Artarchia per la fine della seconda edizione e arrivederci alla prossima!

Per collaborare con Artarchia: info@artarchia.it

Lisa Santillo

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