MILAN GAMES WEEK 2016: Tra Innovazione e Nostalgia

Tirava un aria strana alla Milan Games Week. Se in un primo momento la visione delle novità tecnologiche prendeva  il sopravvento sulle emozioni, dopo qualche ora che si gironzolava tra gli stand si percepiva un senso di nostalgia, un desiderio dilagante di ritorno alle origini, ma in modo nuovo, venendo incontro alle esigenze e delle nuove generazioni di videogiocatori.

Si percepiva la necessità di un’esperienza fisica e concreta con l’oggetto tecnologico e del videogame. Esempio più eclatante di questo l’ho riscontrato nella lunga ammasso di persone in coda per giocare ai vecchi cabinati. Il responsabile dello stand, Alessandro Pedretti ha infatti dichiarato di aver riscontrato nei giovani che approcciavano questi progenitori delle nuove console, oltre a una sana curiosità in parte indotta dal genitore che a suo tempo passava le giornate davanti a Pac-Man, Tetris  flipper,  proprio il desiderio di entrare in contatto con un esperienza video ludica più concreta rispetto ai videogiochi più moderni.

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Paradossalmente anche i vari visori per la realtà aumentata, primo tra tutti quello prodotto per la ps4 si sono resi testimoni di questo desiderio dell’user ; è infatti un innovazione per ampliare l’esperienza video ludica anche nel mondo reale, come anche il fenomeno Pokemon Go, quindi è un tentativo di rendere corporale e fisico un’attività che fino a poco tempo fa si credeva solo empirica ,virtuale. Oltre a questo ritorno all’oggetto fisico ho riscontrato un desiderio del ritorno del già visto, sia nella forma del remake dei titoli più classici, sia in termini di ispirazione creativa. Moltissimi dei giochi indie presentati, infatti, durante il week end milanese traggono ispirazione da vecchi titoli innovandoli e attualizzandoli. È il caso ad esempio di ASGARD RIFT: BATTLE ARENA  della Mangard, gioco attualmente ancora in Beta, un gioco di strategia basato sul gioco degli scacchi e sulla collezione di card ma che trae origine dagli schemi di gioco di Final Fantasy, reso più veloce e ottimizzato per l’esperienza video ludica su  smartphone e tablet (sia versione IOS che android).  Gridd: Retroenhanced   di Antabstudio è invece un neon-arcade-shooter dai visual e dalle sonorità fortemente ispirate agli anni ‘80. Questo però non deve essere considerata come mancanza di inventiva o innovazione ma come semplice strategia per venire incontro alla richiesta dell’utente che trova giovamento nell’esperienza già visto, tuttavia adattato ai tempi.

Se analizziamo attentamente tutta questa atmosfera e questo amore per il “retrò”, si evince che  è probabilmente derivano anche da un’esigenza di immediatezza e semplicità da parte del user nell’approccio all’oggetto video ludico, cosa che negli anni con le innovazioni dal punto di vista tecnico e grafico si era andata perdendo; se qualche anno fa era infatti la grafica a farla da padrona, con delle vere e proprie gare tra le case più importanti su chi aveva la definizione migliore, quest’anno questo aspetto è venuto un po’ meno a vantaggio di quello più strettamente strategico. Se videogiochi come Minecraft hanno insegnato qualcosa, è che  non importa più insomma, l’aspetto ma il gioco in se.

In conclusione l’esperienza della Games Week si è rilevata interessante dal punto di vista dell’analisi dell’utente perché riscontriamo nel videogiocatore del 2016 sia la tendenza al nuovo sia quella a ricercare il già visto, sia la ricerca di un esperienza reale e concreta.

CIMOreporter – Gaia Caprani

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