FATTORE GIOVANI. Le 6 lezioni di produzione che mi ha insegnato

Il nostro CIMER  Valerio Moccia,  impegnato con la regia di Fattore Giovani, programma  in onda ogni domenica alle ore 20.30 sul canale 195 del digitale terrestre e prodotto dall’ Istituto Toniolo in collaborazione con Almed e CIMO,  ci racconta la sua esperienza e sei trucchi per sopravvivere alla vita da set!

Da un paio di mesi, insieme ad alcuni compagni di CIMO, mi sono imbarcato, in qualità di regista, nella produzione di Fattore Giovani, un nuovo programma televisivo registrato negli studi dell’Università Cattolica. Il programma è basato sul Rapporto Giovani 2016, la terza edizione dell’indagine demoscopica a cura di Unicatt e Istituto Toniolo sulle giovani generazioni.

L’esperienza, sicuramente molto complessa e stimolante, ci ha dato la possibilità di affrontare la dura realtà della produzione audiovisiva, provando a mettere in pratica alcune delle competenze apprese solo teoricamente durante i corsi.

In questo articolo vorrei parlarvi rapidamente di alcune delle cose che ho imparato negli ultimi due mesi provando a smontare, per quanto possibile, alcuni falsi miti acquisiti durante i miei anni di formazione universitaria.

Struttura produttiva

La prima scelta che sono stato chiamato a fare è stata l’impostazione generale della produzione. Solitamente siamo abituati a suddividere il lavoro della produzione audiovisiva nelle tre fasi classiche (pre-produzione, produzione e post-produzione) dando per scontata la necessaria esistenza di tutte e il rigido rispetto dell’ordine cronologico.

Non sempre questo è vero: infatti per questo progetto, avendo a disposizione un mixer video, ho deciso di percorrere la rischiosa strada della finta produzione live. I vantaggi principali sono ovviamente l’annullamento (quasi) dei tempi di post-produzione e un numero minore di modifiche richieste dal committente vista la difficoltà ad effettuare cambiamenti successivamente.

Lezione 1 – Cercate sempre di adattare i modelli che impari alle tue esigenze reali.

Lezione 2 – Se necessario, createvi da soli delle barriere, vi aiuteranno a commettere meno errori e a realizzare un lavoro più pulito.

Pre-produzione

Tutto quello di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente richiede ovviamente una meticolosità maniacale nella fase di pre-produzione. Per potersi permettere il lusso di uscire con un prodotto finito dallo studio televisivo, tutti i contributi esterni, dai servizi agli elementi grafici, devono essere pronti alla messa in onda prima della registrazione.

Diventa dunque cruciale organizzare bene il lavoro durante la pre-produzione

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Valerio Moccia assieme a due suoi colleghi. Foto di  Anna Simonati

assicurandosi che tutti siano sempre sul pezzo e condividendo le scelte più critiche con il committente in base a parametri definiti e stabili. L’esempio lampante di tutto ciò è stata la realizzazione della sigla del programma. L’errore principale che abbiamo commesso è stato quello di non definire inizialmente una tavolozza di colori precisa. Dopo due giorni di lavoro da parte del grafico e innumerevoli passaggi tra i vari stakeholder abbiamo ovviamente constatato come “verde” sia un termine facilmente interpretabile. La soluzione è stata quasi banale. Grazie a un tool gratuito chiamato Coolors abbiamo creato la paletta cromatica di Fattore Giovani e l’abbiamo condivisa con tutti. Da quel momento in poi la scelta era fatta e il lavoro è continuato senza intoppi.

Lezione 3 – La pre-produzione è il luogo in cui si decide tutto, un lavoro pressappochista e con errori porterà sempre e solo a un prodotto pressappochista e con errori.

Lezione 4“Parlare la stessa lingua” è indispensabile in situazioni complesse e dinamiche per evitare incomprensioni e lavoro non necessario.

Assets check and management

Dopo (ma anche durante) aver deciso gli “standard di produzione” bisogna fare i conti 

onestamente con le risorse e le competenze che si hanno a disposizione,

sia in termini di materiale che per la forza-lavoro. Moltissimi progetti pieni di buone intenzioni sono naufragati sugli scogli del primo giorno di produzione, quando i ritardi si accumulano e gli errori di pianificazione vengono a galla. Per nostro conto, avevamo a disposizione un sistema di 3 punti camera remotati dalla regia e un impianto luci con 10-12 lampade di varia potenza. Fortunatamente, avendo fatto numerose prove tecniche, ci siamo subito resi conto della necessità di fare nuovi acquisti (fra tutti un monitor di sala per verificare il flusso live dallo studio) e abbiamo provveduto per tempo.

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Valerio Moccia controlla audio. Foto di Anna Simonati

Cosa fare però se non si hanno risorse a disposizione? Il mio personale consiglio è: se avete almeno 3/4 del materiale a disposizione, inventate soluzioni creative e procedete con la fase successiva. In caso contrario fermate tutto: il tempo e le energie che sprechereste a produrre immediatamente qualcosa che poi si rivela a malapena sufficiente può essere investito per raccogliere risorse e trovare soluzioni che vi permettano di fare un buon lavoro senza dovervi accontentare.

Lezione 5 – Essere onesti nell’analizzare le proprie risorse e nel comunicare le proprie competenze evita di creare impicci appena la macchina produttiva si avvia.

Lezione 6 – Meglio un piccolo lavoro ben fatto e ben pianificato che un prodotto lungo, frettoloso e abbozzato.

Nel corso degli ultimi due mesi avrei voluto sicuramente avere la lucidità mentale per rispettare tutto quello che ho scritto ma non sempre questo è facile. Proprio per questo piccole e semplici regole, quasi dei mantra, che riassumono i do e i don’t della produzione mi sono sempre tornate utili.

Provate a seguire questi 6 consigli, e fidatevi: il vostro fegato vi ringrazierà!

 

Valerio Moccia – www.valeriomoccia.com

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