foto di Andrea Bardi

Rockin’1000 un miracolo tutto italiano

Il miracolo di cui parliamo è il raduno di 1000 musicisti che a Cesena il 26 luglio 2015 hanno sfondato il muro del suono facendo vibrare l’aria all’unisono sulle note di “Learn to Fly” dei Foo Fighters, per invitare la rockband a suonare nella piccola città romagnola. Mai si era sentito fino ad oggi un invito più rumoroso e appassionato di questo. Claudia Spadoni, membro del team realizzatore di questo incredibile evento, ospite a CIMO nel corso di Progettazione e gestione degli eventi del professore Lucio Argano, ce lo ha raccontato.

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Claudia Spadoni a CIMO

Rockin’ 1000 è nato dalla volontà dal giovane e intraprendente Fabio Zaffagnini che, concepita l’ambiziosa idea, si è subito adoperato per creare un team di professionisti appassionati con i quali metterla in piedi. Gli obiettivi erano due, raccogliere soldi e trovare musicisti volontari, una cosa da niente insomma. Una volta definito il budget di 40mila euro il team ha lanciato a dicembre una campagna di crowdfunding sulla piattaforma locale Ginger e ha caricato un primo video online per raccontare il progetto e invitare tutti a supportarlo con le donazioni e con le candidature per fare parte del gruppo dei musicisti e del più ampio staff di volontari. Il mondo della musica si è animato in fretta e il neonato progetto ha cominciato a viaggiare sulla bocca di molti.

Come ha spiegato Claudia è stato fondamentale curare al massimo la comunicazione e tenere sempre viva l’attenzione degli utenti con continui aggiornamenti, in particolare sui social network ed è proprio in quest’ottica che nel mese di marzo il team ha lanciato un simpatico cartone animato in dialetto romagnolo e un teaser dell’evento, per creare aspettativa e soprattutto richiamare candidature. Pur essendo riusciti a raccogliere tutti i soldi, spostando la deadline della campagna di un mese (da maggio a giugno), a poche settimane dall’evento però ancora mancavano musicisti. In effetti, il reclutamento dei musicisti volontari ha rappresentato un fattore di lieve incertezza, alcuni si sono cancellati all’ultimo, altri al contrario si sono iscritti all’ultimo, ma alla fine l’obiettivo è stato pienamente raggiunto.

Tra le principali difficoltà incontrate, invece, c’è stata la gestione di tutti i volontari, il cui coordinamento è stato impegnativo, così come la gestione di un team di persone sparse per la penisola ognuna con la propria vita professionale da portare avanti, criticità che è stata superata adottando mezzi di comunicazione semplici e immediati come whatsapp e skype e con una buona organizzazione dei ruoli e delle priorità. Da ultimo, ma non per questo di minore importanza c’è stato il problema del posizionamento dei musicisti e degli strumenti di videoregistrazione, la cui piantina ha subito diverse variazioni prima di arrivare alla sua migliore definizione. I punti di forza non sono invece difficili da immaginare, primo fra tutti la passione e la determinazione così come l’appoggio pieno e concreto del Comune e della comunità locale. A questo riguardo la conferenza dei servizi è stata un buon esempio di collaborazione, un’occasione di scambio e confronto tra il team, le autorità e i rappresentanti dei servizi comunali, per mettere a punto la migliore strategia di gestione dello spazio e dei flussi che l’evento avrebbe comportato.

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Claudia Spadoni e il professore Lucio Argano

E così tra pro e contro, metodo e precisione organizzativa, ma anche improvvisazione e fiducia nella capacità delle cose di autoregolarsi, questo straordinario evento è riuscito alla grande: dopo poche prove tutti i musicisti, persino le batterie, erano sincronizzati e i cantanti carichi come mine per fare esplodere insieme il cielo, una vera e proprio catarsi. Il video di quella giornata è stato caricato online e nell’arco di poche ore le visualizzazioni erano già salite alle stelle, più di 10 milioni, tant’è che il leader della band Dave Grohl non ha aspettato molto a rispondere e il giorno dopo ha caricato un video di risposta in cui addirittura in italiano confermava che sarebbero arrivati presto a Cesena.

Il team ha in serbo nuove sfide, ancora più difficili e spettacolari e alla domanda “Non era forse meglio lasciare che questa conquista rimanesse un unicum?” Claudia ha risposto che quello che è successo il 26 luglio è irripetibile eppure la spinta che ha generato è stata tale che fermarsi qui sarebbe un peccato. Obiettivo: imparare dagli errori e creare qualcosa di ancor più disruptive.

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