CimoTopTalents #3. Break on the road con gli Stadio o spuntino coi Negrita? Lucrezia Savino, studentessa Cimo, una storia di stelle e spartiti

Al diavolo i consigli degli altri, al diavolo il posto sicuro e ben pagato (se ne esistono ancora), al diavolo chi si accontenta. Lucrezia Savino, un cuore che batte a suon di jazz, racconta come la musica le ha cambiato la vita. Dalla passione per il sax contralto, all’incontro con il superbo Ennio Morricone, da un impiego alla Universal alle cene con i Subsonica e i Negrita a colpi di (qualche) gaffe.

A sentire, la storia sembra quella di “Vivo per lei“, il senso per lo meno, è quello. Una vita per la musica, un’amante che non tradirà mai. Ma non è tutto qui. Questa volta c’è anche qualche spruzzata di successo professionale.  A 9 anni, mentre gli altri bambini iniziano a fissare estasiati chitarre e pianoforti, Lucrezia si innamora del sassofono. <<Avevo fatto il giro delle aule della mia prima scuola di musica per assistere alle lezioni di pianoforte, violino, batteria e chitarra. Poi andai a seguirne una di sassofono e niente, fu un colpo di fulmine. -ricorda la musicista- Insolito per una donna. Uscii dall’aula un po’ confusa e felice per dirla alla Carmen Consoli, ma sapevo di aver trovato il mio nuovo compagno di vita: il sax contralto>>.  Lucrezia studia al Conservatorio Niccolò Piccinini di Bari, arriva anche qualche composizione per pianoforte, ma questo, con un po’ di gelosia, preferisce tenerlo per sè.

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Lucrezia Savino con Ennio Morricone nella sua casa di Roma nel 2014

E poi giunge il momento, uno di quelli che cambiano il corso di un’esistenza,  quelli che segnano un prima e un dopo. <<Ennio Morricone mi ha cambiato la vita, tutto qui. -spiega la sassofonista- Avevo semplicemente deciso di scrivere una tesi in storia della musica. C’era una cosa che da sempre mi aveva affascinato ed era la colonna sonora e così ho iniziato a interessarmi di sound studies, un po’ per caso come quasi tutte le cose che ho intrapreso nella mia vita. Mi ero messa in testa di dimostrare al mondo che la musica dava un quid in più al film>>. “Dove non arriva l’immagine, c’è la musica”, questo è un po’ il motto della musicista reso perfettamente anche da un articolo da lei stessa scritto intitolato “Vedere la musica”. <<Ho analizzato i lavori del maestro Ennio Morricone, padre della colonna sonora e per me il più grande compositore di musica applicata del Novecento. -spiega Lucrezia- Non c’è un solo pezzo che lui abbia composto che non faccia venire i brividi. La sua musica entra dentro ed è così ben strutturata che riesce a camminare anche da sola: i concerti di Morricone durano 3 ore e non viene proiettata neanche un’immagine>>. Anzi secondo Savino è il film che, alla fine dei conti, ha disperato bisogno di quello che lei chiama “tocco morriconiano, un po’ come un corpo, che senza anima, è solo carne e sangue.

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Da gennaio inizia per la musicista e, a tratti, compositrice, l’avventura alla Universal Music Group, una delle tre più grandi etichette discografiche al mondo. <<Prima lavoravo per la Peermusic. Come ci sono entrata? “Alla vecchia maniera” direbbe mia nonna: ho inviato il mio curriculum cartaceo per posta. -racconta Lucrezia- Nessuna spinta, nessuna raccomandazione. Solamente io, la mia faccia e quello per cui ho studiato e investito il mio tempo per anni, con tutti i sacrifici che ha comportato>>. Alla Universal Savino si occupa della promozione in radio e in TV degli artisti, cerca di far passare i loro pezzi, organizza interviste e instore. A 20 anni, circa, Lucrezia è stata a cena con tanti dei più amati artisti italiani e con qualcuno c’è scappata anche qualche piccola gaffe. Lorenzo Jovanotti, Franco Battiato, Zucchero, Emma Marrone, Max Gazzè, Clementino, Guè Pequeno. <<Accompagno gli artisti tutte le volte che devono promuovere i pezzi. Ci sono tantissimi pro come il fatto di essere a stretto contatto con i cantanti. Si diventa amici, s’impara tantissimo da loro e dalla loro esperienza. -spiega Savino- In furgone, per esempio, quando accompagnavo gli Stadio, vincitori di Sanremo, a Radio Italia, Gaetano Curreri, il cantante, mi raccontava della sua amicizia con Lucio Dalla>>.

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Lucrezia Savino con Gaetano Curreri, cantante degli Stadio, a Radio Italia lo scorso febbraio

Tre mesi di incontri straordinari che hanno suggellato un amore per la musica che già aveva riempito una vita e forse ha dato ancor più senso a tutta la fatica. <<Qualche aneddoto? Ce ne sarebbero tanti. Come quando a “Quelli che il calcio” ho sbagliato camerino e al posto di entrare in quello di Dolcenera, sono entrata in quello di Rocco Hunt, che è un artista Sony, con tutto l’imbarazzo che la cosa ha creato. – ricorda con un sorriso Lucrezia- O come quando a cena con i Negrita e i Subsonica, ero l’unica ragazza e mi hanno preso in giro tutto il tempo per il mio accento barese e per la mia “giovane età” mettendomi simpaticamente a disagio>>.

<<L’unica sincera cosa che mi sento di dire adesso è di seguire i propri sogni e di coltivare le proprie passioni con tutta la forza che si ha. Magari è la cosa più banale che io potessi mai dire, ma è anche la cosa più vera che penso. -conclude Lucrezia- Non ascoltate gli altri, o per lo meno filtrate le informazioni. Se avessi ascoltato qualche mio vecchio amico, adesso starei studiando medicina. Lanciatevi. Provate tutto quello che vi viene proposto. Solo così potrete capire se siete portati per qualcosa piuttosto che per un’altra. Non è importante l’età o da dove vieni. Sono i km che fai, l’esperienza a contare per davvero>>.

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