L’AUDI È UNA STRANA SLITTA DI NATALE, A TRATTI FUTURISTICA

E se Babbo Natale da ora in poi arrivasse su una slitta speciale e sostenibile?

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VOLKSWAGEN: DALLO SCANDALO SULLE EMISSIONI ALLA CONVERSIONE CULTURALE

Tristemente noto è lo scandalo che ha travolto Volkswagen Group nel settembre del 2015, ribattezzato dalla comunità giornalistica “Dieselgate”. Una massiccia dose di crisis management, unitamente ad un uso oculato delle risorse finanziarie – destinate a coprire i costi dei processi civili e penali – hanno dato prova che, a meno di un anno dallo scandalo, il brand poggiava nuovamente su basi solide. Ma sarebbe riuscito a riconquistare la posizione di first-in-class, e, soprattutto, a ristabilire un legame fiduciario con consumatori ora rancorosi, disillusi?

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“GIFTED” – “ADV” – “SPONSORED BY”: BREVE GUIDA PER ORIENTARSI NELL’INFLUENCER MARKETING

È davvero necessario ribadire che quello dell’Influencer è un mestiere vero e proprio – tanto da avviare la discussione sulla necessità di un Sindacato ad hoc? Forse è utile ricordare che, l’influenzare, presuppone un pubblico fedele ed un legame fiduciario solido; un’incessante attività di personal branding, content creation, editing, copywriting e mille altre attività condensate in giornate lavorative senza fine.

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I BIG DEL FASHION E TIK TOK PER RAGGIUNGERE LA GEN Z

Sempre più fashion brand utilizzano i social network…e se ora ci accorgessimo che sono proprio loro il nuovo canale per fare una comunicazione e una pubblicità immediata e d’impatto?

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QUANDO UN SEMPLICE PROGRAMMA TV DIVENTA UN FENOMENO NAZIONALE

Avete mai sentito la frase “Sono Lillo!’’ in questo ultimo periodo? L’esplosione del lilla e di Lillo dopo il fenomeno LOL: anche il marketing si è adattato a questo semplice format italiano.

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#OPENTOWORK: LA LOTTA ALL’ULTIMO SANGUE DELL’ESERCITO DEGLI ULTRALAUREATI DI LINKEDIN

Diciamoci la verità: siamo stufi dei post motivazionali su LinkedIn.

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QUANDO LA TV TI MOSTRA LA REALTA’ VELATA DEI SOCIAL

Spogliamoci dalle false realtà mostrate sui social e vestiamoci di amore, nei nostri confronti. Uno splendido spot tv firmato Dove che mostra la fragilità che si nasconde dietro i filtri social.

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MY BRANDING, MY STORYTELLING

Mi chiamo Greta Farinella, frequento il secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse, e nello specifico nel profilo Media Management.

Mi ritengo una persona appassionata a quello che fa: la comunicazione è un ambito che da anni mi interessa e nel quale lavorare, per me, è un vero e proprio piacere. Mi piace pensare di riuscire a capire le persone e ad osservare con attenzione il mondo intorno a me, per questo, mi piacerebbe lavorare nell’ambito della strategy e, nello specifico, nel settore del fashion luxury, altra mia grandissima passione.

Ho svolto la mia attività altamente formativa presso Volt Milano, un partito formato da giovani europei che ha l’obiettivo di cambiare il modo di fare politica.

Non ricoprivo un ruolo specifico, ma ho lavorato in sinergia con il team comunicazione e con il team PR. Questo mi ha permesso di svolgere una gamma molto ampia di mansioni: elaborazione di strategie, creazione di contenuti, community management, costruzione del sito web e varie attività di PR. Lavorare in un ambiente giovane, smart e innovativo mi ha permesso di interfacciarmi con diverse task e sfide, e questo ha reso il mio lavoro sempre differente e stimolante.

Nello specifico, in una mia giornata tipo mi occupavo della gestione dei contatti, dei commenti social e dei vari contenuti, inoltre ho seguito la strutturazione della strategia comunicativa per la campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative di Ottobre 2021 e la creazione del sito web di Volt Milano.

La cosa più preziosa che questa esperienza lavorativa mi ha trasmesso è la responsabilità: spesso, infatti, mi veniva lasciata autonomia per svolgere i compiti e le attività che dovevano essere portate a termine. Lavorando da Volt ho implementato le mie capacità di scrittura, di osservazione e di analisi. Inoltre, ho potuto migliorare le mie doti comunicative e di organizzazione: avendo a che fare con diversi team, ho potuto sviluppare una buona capacità di coordinamento e interazione. Nonostante lo svolgimento dell’attività in modalità smart working, sono riuscita a coltivare una buona sinergia e un ottimo rapporto professionale con le persone con cui ho lavorato.

A chi volesse intraprendere un percorso simile consiglio di essere proattivi, di non avere paura di proporsi e di affrontare cose nuove, di svolgere sempre ogni lavoro al meglio, con precisione, organizzazione, attenzione al dettaglio e cura, conciliando tutto questo con la flessibilità, una qualità che non deve mai mancare per riuscire a gestire gli imprevisti che, inevitabilmente, capiteranno.

Don’t stop until you’re proud!

Greta Farinelli

NESSUN BRAND È UN’ISOLA: COME L’AUTOMOTIVE TEDESCO HA RISENTITO DELLA PERDITA DI CREDIBILITÀ DEL GRUPPO VW

Il 18 settembre del 2015, l’EPA ha notificato, con un verdetto storico, una Violazione al Gruppo Volkswagen: approssimativamente cinquecentomila modelli diesel (tra Audi e VW), venduti nel mercato statunitense tra il 2009 ed il 2015, contenevano un impianto di manipolazione delle emissioni. La mattina seguente lo scandalo – poi passato alla storia come Dieselgate – il New York Times ed il Wall Street Journal, con toni gravi, accendevano i riflettori mondiali sulle nefandezze commesse dal brand. Esattamente due giorni dopo iniziava la strategia di crisis management di Volkswagen, con la pubblica ammissione di colpevolezza e le scuse ufficiali al pubblico.

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IMEN JANE, ALESSANDRO TOMMASI, MARCO CARTASEGNA: OPINION LEADERS DI UNA GENERAZIONE PIÙ INFORMATA E SCHIERATA?

È un momento storicamente difficile per il giornalismo italiano: il fallimento della narrazione imparziale, non di rado urlata con toni sensazionalistici da tabloid, ha allontanato gli under 35 dalla carta stampata, forse irreparabilmente. Si fa presto a consegnare l’arma del delitto nelle mani della digitalizzazione: a una simultaneità caratterizzante il giornalismo digitale, la tradizione avrebbe potuto rispondere garantendo standard qualitativi di una cronaca slow, ma attendibile, chiara, linguisticamente ineccepibile.

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