Venerdì 10 aprile, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, gli studenti del corso CIMO hanno preso parte ad un incontro su etica, responsabilità e impatto della comunicazione nell’era digitale.
Ad oggi il ruolo dei media nel mondo della comunicazione non si limita alla diffusione di un messaggio, ma ha il potere di dare forma alla realtà. L’incontro con Dina Piponski, ex studentessa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ora ricopre il ruolo di Media Manager per Outnow Agency, ha proposto una riflessione molto attuale e concreta sulla comunicazione responsabile.
UN SISTEMA INTERCONNESSO
Il mondo dell’advertising è un sistema interconnesso che funziona grazie alla partecipazione di diversi componenti.
– I brand, in questo caso considerati clienti, che hanno bisogno di comunicare un prodotto o servizio per diventare rilevanti per i consumatori.
– Le agenzie di pubblicità, vale a dire partner esterni che portano soluzioni innovative a livello di strategia. Esistono agenzie specializzate in diversi ambiti, come ad esempio social media, performance digitale, influencer marketing ed eventi.
– Gli editori, ovvero i punti di contatto dove avviene la pubblicità. Questi possono essere piattaforme di streaming o piattaforme social, ma anche associazioni (come l’IAA – International Advertising Association), che permettono il networking e la contaminazione tra i diversi attori del settore.
LA RESPONSABILITÀ È UNA SCELTA
La responsabilità nella comunicazione è definita dalla relatrice come un insieme di scelte concrete basate su quattro livelli:
- Cosa dire: il messaggio e la sua formulazione.
- Dove dirlo: il contesto (evitare, ad esempio, di apparire accanto a notizie di guerra).
- A chi dirlo: identificare il target per evitare di essere irrilevanti o offensivi.
- Cosa fare: l’azione concreta che il brand intraprende per generare un cambiamento reale.
Questa responsabilità è condivisa lungo tutta la filiera: dai brand che devono evitare il woke washing, alle agenzie che agiscono come consulenti, fino ai publisher che devono garantire ambienti sicuri per gli utenti.
I CASI CONCRETI
La pubblicità si colloca all’interno della nostra società, per cui è necessario che sia in costante dialogo con essa e se possibile dare il proprio contributo per renderla migliore. Durante il suo intervento, Dina Piponski ha mostrato come diversi brand abbiano scelto di andare oltre la semplice promozione per generare un impatto reale.
Un esempio emblematico è quello di AXA, leader mondiale nel settore assicurativo, che in Francia ha deciso di sacrificare parte del proprio profitto per un fine etico: modificando le clausole delle polizze sulla casa, ha incluso il ricollocamento d’emergenza per le donne vittime di violenza domestica, trasformando un contratto legale in uno strumento di protezione attiva.
Spostandosi in India, le Indian Railways hanno affrontato il problema dell’evasione dei biglietti con l’iniziativa “Lucky Yatra”: trasformando il numero del biglietto in una potenziale vincita alla lotteria, il brand ha utilizzato l’ironia e un’intuizione culturale profonda per incentivare l’acquisto legale e risolvere un problema economico.
Sul fronte della consapevolezza digitale, Intred (brand di telecomunicazioni basato a Brescia) ha invece puntato i riflettori sul cyberbullismo attraverso un esperimento sociale dal nome Cyberbulling is not a game che ha coinvolto il noto gamer Favij. Mostrando in diretta l’impatto reale e doloroso degli insulti online, la campagna ha trasformato un servizio tecnologico in un tour educativo nelle scuole per combattere la violenza verbale in rete.
Infine, il caso Mastercard dimostra come il potere dei dati possa farsi umanità: l’app Where to Settle ha incrociato informazioni su stipendi e alloggi per dare ai profughi ucraini opportunità concrete in città polacche meno affollate, offrendo loro non solo assistenza, ma una prospettiva di integrazione reale.
Questi progetti dimostrano che la comunicazione può davvero incidere positivamente sulla vita delle persone.
NON SOLO FUNZIONA, FA LA DIFFERENZA
Concludendo, Dina Piponski sottolinea che, sebbene strumenti come l’Intelligenza Artificiale siano ormai indispensabili per l’analisi dei dati, la capacità umana di “unire i puntini” e prendere decisioni strategiche resta fondamentale. Il messaggio finale agli studenti è un invito a scegliere consapevolmente tra fare cose che semplicemente “funzionano“, misurabili attraverso KPI e performance, e cose che invece “contano“, visibili tramite l’impatto sociale che portano. La differenza è data dalla responsabilità, che ciascuno può rendere concreta ogni giorno.
Aurora Salamanca
