CODICI E COSCIENZA: SE LA LEGGE PARLA ARABO

Il dialogo millenario tra la tradizione giuridica mediorientale e quella europea è il cuore pulsante della modernità. Un legame invisibile che oggi riscrive il concetto di giustizia e dignità umana.

Sabato 18 aprile 2026, presso l’Università Cattolica di Milano, si è aperta la seconda giornata della IX edizione del Festival internazionale della lingua e cultura araba. L’incontro inaugurale ha visto come protagonista S.E. Dott. Adel Omar Sherif, Vicepresidente della Corte costituzionale egiziana, che ha guidato il pubblico in un viaggio tra codici e coscienza.

UNO SCAMBIO SENZA CONFINI

Secondo Sherif, analizzando il rapporto tra la letteratura giuridica europea e quella araba, non emerge una divisione netta, ma un continuo scambio culturale. Un esempio lampante è il Codice Napoleonico: nonostante la sua natura discorsiva e aperta a diverse interpretazioni, rappresenta un traguardo fondamentale che ha influenzato profondamente entrambe le sponde del Mediterraneo. 

Fino al XIX secolo, la legge islamica non conosceva una legislazione centralizzata o organizzata. Questa lacuna ha generato la necessità di tradurre e reinterpretare i testi europei, permettendo di declinare i precetti religiosi in una chiave moderna e dinamica. 

OLTRE IL FORMALISMO

Il dibattito ha toccato temi essenziali per la società contemporanea: giustizia, welfare e dignità umana. Spesso i linguaggi giuridici rischiano di apparire troppo formali o distanti, ma Sherif ha sottolineato come la situazione sia cambiata radicalmente. 

Oggi ci muoviamo in un framework fluido dove il rigidismo formale si rivela insufficiente per affrontare problemi articolati. La sfida attuale è utilizzare il linguaggio della legge per parlare del futuro, garantendo la tutela della proprietà e della giustizia sociale in un mondo sempre più interconnesso.

Il messaggio di Adel Omar Sherif è chiaro: la legge non è un monolite statico, ma un organismo vivo che respira attraverso il confronto tra culture. In un’epoca segnata da sfide globali, il superamento della rigidità formale diventa l’unica via per tutelare realmente la dignità umana e la giustizia sociale.

Non si tratta solo di codici, ma di una coscienza collettiva che vede nell’incontro tra Europa e mondo arabo non una divisione, ma un achievement culturale condiviso. Il futuro della legge parla una lingua universale, dove il dialogo è lo strumento principale per scrivere le nuove regole del domani 

Simone Galvan