Cosa ti viene in mente quando senti parlare di gioco indie? Se non sei immerso nel settore, probabilmente potresti ritrovarti con lo sguardo un po’ perso cercando di collegare il termine a qualcosa di familiare. Se invece mastichi già il mondo dei giochi e dei videogiochi, probabilmente penserai alla definizione da dizionario: un prodotto spesso sviluppato da una singola persona o da piccoli gruppi di programmatori, senza il supporto economico di un editore. E se a questo punto vi dicessimo che alcuni di questi abbiamo avuto modo di provarli?
Oltre il Monopoly
Partiamo da un presupposto necessario. Tutti conosciamo i blockbuster del gioco da tavolo: Monopoly, Risiko, Uno. Titoli iconici, certo, ma che spesso relegano l’esperienza ludica a dinamiche stantie o a contesti sociali rigidamente codificati. E lo stesso discorso vale, in parte, per i videogiochi. Franchise celebri e amatissimi continuano a segnare la storia del medium, ma non sempre riescono ad intercettare chi si avvicina per semplice curiosità o chi non ha una passione consolidata.
Ed è proprio qui che entra in gioco il mondo indipendente. Con questo articolo vorremmo da un lato mostrarvi (con i pochi caratteri a disposizione e attraverso i giochi testati) che esiste molto, ma MOLTO di più, mentre dall’altro vorremmo dare risalto alle realtà che in Italia lavorano per diffondere la cultura ludica anche tra chi non si considera un gamer.
Entusiasmo, sperimentazione e voglia di mettersi in gioco (letteralmente)
Il 28 e 29 Marzo abbiamo avuto l’occasione di partecipare alla terza edizione di Cotoletta8bit, ospitata negli spazi della NABA di Milano. L’evento ideato da Francesco Toniolo (attualmente docente nel corso CIMO) è stato quest’anno organizzato, tra altri, anche da ex-Cimers (!) e noi studentesse di comunicazione e figure attive nel progetto di Attività Altamente Formativa TALIA, non potevamo certo perderci questa preziosa occasione.
L’evento ha proposto talk tematici e un’ampia area dedicata a GdT, GdR e videogiochi nelle loro ultime fasi di sviluppo, quindi non ancora in commercio. La vera emozione? Non solo testare giochi di grande qualità, ma scoprirne la storia, parlarne con gli autori, scambiare feedback e ricevere in cambio un contatto umano raro. Nulla è stato più gratificante che confrontarsi con chi quel gioco l’ha immaginato, costruito, migliorato e che ora può finalmente mostrato al pubblico.
Qualcuno ha detto Capibara? Capibara, capibara, capibara…
La varietà dei progetti ci ha sinceramente stupito. Abbiamo trovato di tutto: un gioco da tavolo sui Capibara, uno dedicato alle ceramiche vietresi (con tanto di storia raccontata dal signor Massimiliano), un gioco in cui si impersonificavano suore e perfino un gioco di carte sul presepe campano. Insomma, titoli ben lontani dai soliti giochi tirati fuori nelle serate con amici o durante le vacanze di Natale.
Cotoletta8bit ci ha regalato risate, momenti di convivialità e un’immersione totale in un ambiente genuino e creativo. Moltissimi giovani designers osservavano con trepidazione i giocatori interagire con i loro prototipi: una vera lezione di marketing esperienziale che nessun manuale potrà mai eguagliare!
Allo stesso modo, è stato prezioso potersi confrontare con il professor Toniolo che ci ha trasmesso la sua grande passione e la voglia di diffondere la realtà ludica anche a chi finora, come noi, è stato ai margini di questo settore. Far parte di un evento simile ci ha dato la possibilità di prendere parte ad una piccola grande realtà che ha come obiettivo quello di fare la differenza tentando di cambiare le regole del gioco della società in cui viviamo.
Speriamo che questa nostra esperienza vi abbia incuriosito almeno un po’ e vi abbia convinti a (ri)scoprire il gioco come linguaggio vivo, capace di unire creatività, cultura e instaurare legami sociali.
Marta De Angelis e Stella Arcuri
