QUANDO LA CULTURA FA SENTIRE LA SUA VOCE: IL CASO -60% CULTURE

È innegabile che i settori della cultura e del turismo siano stati tra quelli più colpiti dalla pandemia globale, che ci ha impedito di viaggiare con spensieratezza negli ultimi due anni. In realtà, in Belgio il settore della cultura aveva già vissuto un periodo di crisi a fine 2019, in seguito alla decisione del governo di tagliare il 60% dei fondi destinati all’arte e alla cultura. In risposta a questo provvedimento, quindi, gli artisti si sono organizzati per lanciare una campagna di protesta sui social.

-60% Culture nasce quindi con lo scopo di rappresentare visivamente e simbolicamente l’impatto che una riduzione dei finanziamenti del 60% potrebbe avere sulla cultura del Paese. Per farlo, i vari artisti hanno pubblicato sui rispettivi profili le immagini delle proprie opere censurate per il 60% di giallo, il colore ufficiale del Paese, utilizzando l’hashtag #thisisourculture.

A questa protesta hanno preso parte circa 500 artisti, tra cantanti, scrittori, direttori, attori, illustratori. L’obiettivo era quello di mostrare che ridurre del 60% i fondi destinati alla cultura significa ridurre della stessa percentuale l’arte. La campagna ha trovato un grande consenso tra gli utenti sui social, che hanno iniziato a utilizzare il simbolo del colore giallo anche sui propri account, postando foto profilo coperte per il 60%. Ma la protesta si è diffusa anche al di fuori dei social: sono state infatti realizzate anche nuove opere d’arte che sfruttavano questo valore simbolico del colore, tra quadri, illustrazioni e sculture. La campagna non si è limitata solo alle arti visive, ma ha coinvolto anche la musica e le performance degli artisti, che venivano sempre censurate per il 60%. Come se non bastasse, si è diffusa anche per le strade, colorando di giallo i cartelloni pubblicitari e organizzando manifestazioni pubbliche. La protesta è stata anche accompagnata da una petizione, che ha raccolto più di 60000 firme. Ma tutto questo ha ottenuto qualche effetto? Sembrerebbe di sì. Infatti, in seguito a tutte queste pressioni da parte degli artisti e del pubblico stesso, il governo ha deciso di aumentare i fondi destinati all’arte e alla cultura.

Siamo di fronte a un caso esemplare in cui il mondo dell’arte ha trovato il modo di far sentire la propria voce, sfruttando a pieno il potenziale dei social e dello spirito di collaborazione degli utenti, riuscendo a creare una community che si è fatta coinvolgere fortemente dalla tematica, spinta soprattutto dall’amore per la propria patria e dalla volontà di preservare la propria cultura.

Elisa Cattozzi