FILM E SERIE TV: SPECCHIO DI UNA NORMALITÀ PRE E POST COVID

Alzi la mano chi durante il lockdown, sentendosi estremamente annoiato, ha passato le proprie giornate facendo un gesto semplice come aprire l’app di Netflix.

Fondamentali durante il periodo di quarantena, Tv e piattaforme digitali hanno accompagnato la nostra routine permettendoci di evadere dalla realtà e concedendoci un attimo di respiro in uno dei momenti più bui della nostra vita. In questo periodo, infatti, si è registrato un aumento delle sottoscrizioni di abbonamenti Netflix (secondo il quotidiano La Stampa +16 milioni di abbonati nel primo trimestre!)  e di ore giornaliere passate davanti al televisore.

È arrivato poi il momento di uscire di casa e provare a trascorrere un’estate un po’ diversa dal solito, armati di mascherine e gel igienizzante. Ma si sa, quando l’estate finisce vediamo il ritorno inesorabile della triade più potente dell’anno: copertina, the caldo e Netflix. Ed è così che ci immergiamo nuovamente nell’universo dei film e delle serie tv.

Ma quest’anno c’è qualcosa di diverso nella fruizione di questi contenuti mediali, qualcosa che spezza la tradizione lineare a cui eravamo abituati, come se avessimo occhi nuovi. Quante volte ormai ci capita di osservare scene che pullulano di persone e sentire una voce dentro di noi che dice <<Non bisogna creare assembramenti>>? Assembramenti, una parola che fino ad un anno fa non avremmo mai utilizzato. Lo stesso accade quando vediamo scene con persone molto vicine tra loro e vorremmo urlargli di indossare la mascherina, ma anche quando due attori si stringono la mano al posto di fare il celebre saluto con il gomito che tutti noi conosciamo. La visione di abbracci e baci crea dentro di noi una sensazione di stranezza accompagnata da una buona dose di nostalgia. Allo stesso modo, vedere scene in cui giovani si divertono in locali e discoteche, ballando l’uno abbracciato all’altro, ci fa sentire quasi invidiosi. Ed è qui che emerge la forza del cinema, l’arte che più di tutte è in grado di mostrarci una realtà alternativa a quella che stiamo vivendo e che, in questo caso, ci riporta a quei momenti che ormai sembrano così lontani. Film e serie tv sono perciò lo specchio di quella normalità che caratterizzava le nostre vite prima del Covid, quella normalità a cui prima non facevamo caso, ma che in questo momento ci manca così tanto.

A farci sentire meno soli ci pensa la terza stagione di The Conners, in onda su ABC. In questa nuova stagione, appena sfornata, vediamo rappresentata la nuova forma di normalità a cui ormai ci stiamo (tristemente) abituando: gli attori indossano letteralmente la mascherina. E no, le puntate non vertono sulla pandemia globale, semplicemente gli autori della serie tv hanno deciso di adattare le narrazioni alla situazione che stiamo vivendo, mostrando i protagonisti con indosso la mascherina nei momenti in cui il distanziamento sociale non è possibile. C’è chi parla di mossa di marketing e chi, semplicemente, riconosce la versatilità della serie tv nell’ adattarsi a ciò che accade nel mondo reale.

Per l’ennesima volta l’universo filmico e seriale ci sorprende e si mostra capace di intercettare quanto più stimoli possibili dall’esterno, riconoscendo che il concetto di normalità è particolarmente fragile.

Melissa Casula