Da SoundCloud a Instagram: il modello social trap di 6ix9ine

Il trapper newyorkese dagli iconici capelli arcobaleno, tatuaggi da gangster e le immancabili catene d’oro al collo, Tekashi 6ix9ine, è considerato da molti come il volto della Generazione Z. E questo sembra confermarlo anche il suo account Instagram che conta, tra hater e fan, oltre 24,5 milioni di followers. I critici musicali, così come i social media strategist, non possono che riconoscere l’unicità e la viralità del “fenomeno 6ix9ine”.

Una volta fattosi notare fra i tanti rappers su SoundCloud, Tekashi ha saputo mantenere alta l’attenzione del proprio pubblico sfruttando le logiche non solo della piattaforma musicale ma anche di social media come Instagram, YouTube, Twitter o TikTok. Non a caso molti attribuiscono il suo successo non tanto all’originalità o alla qualità della sua musica, ma piuttosto alle sue abilità da comunicatore, come viene sostenuto anche in un articolo del Rollingstone.

Così il giovane, orfano di padre, una volta costretto a dividere il letto con la madre a Brooklyn ha dato una svolta alla sua vita costruendosi un nome ma, soprattutto, un’immagine – Instagram docet – che non possono farlo passare inosservato. Per un approccio più biografico alla storia sull’interessante vita dell’artista, consiglio il podcast Infamous: The Tekashi 6ix9ine Story.

Di seguito ho selezionato tre tra le originali strategie messe in atto da Tekashi nelle sue apparizioni sui social:

  • A qualcuno piace gangster

Fedina penale sporca a parte, l’artista si approccia ai social media pubblicando i video delle sparatorie a cui partecipa e trasmettendo dirette da ubriaco in cui insulta i passanti (e, talvolta, sostenitori) che incrocia per strada. Le foto in cui ostenta il lusso mostrando gioielli, auto e piscine contribuiscono a identificar immediatamente Hernandez come un trapper o, più specificatamente, come un SoundCloud rapper, alla stregua di XXXTentacion. I continui insulti al suo pubblico, trattandosi poi delle stesse persone che lasciano migliaia di commenti di hate sotto ogni post, e il tono di voce aggressivo delle sue dichiarazioni, sottolineano l’interesse dell’artista nell’essere associato all’immaginario dei gangster rap.

  • Trolla che ti passa

Trollare chiunque capiti a tiro, che come il Garzanti ricorda significa “partecipare” soltanto per disturbare, creare confusione e provocare litigi, è alla base della strategia comunicativa di Tekashi. Sebbene questo approccio abbia già portato alla fama altri rapper in passato, non fra gli ultimi il re dei dissing 50Cent, la sua applicazione da parte del trapper nel contesto del digitale ha tutta un’altra portata. 6ix9ine, infatti, non si limita ad insultare gli altri artisti, come ha già fatto con ChiekKeef, YG e the Game, ma attacca chiunque, senza risparmiare nemmeno i suoi stessi fan. In fondo, ciò che gli interessa non è piacere quanto invece attirare l’attenzione al punto da convincere chi scrolla svogliatamente le piattaforme a dedicargli il proprio tempo ed esprimere una propria opinione, anche se negativa.

  • Un unico, infinito, thread iper-integrato

Un altro punto forte del rapper è l’agilità con cui switcha da un social network all’altro, dando l’impressione di trovarsi in un’unica conversazione continua. Come viene spiegato nell’articolo di NME, la dinamica prevede video su YouTube in risposta a Tweet, che a loro volta si riferiscono a litigi avvenuti via Instagram, e che diventano poi virali su TikTok. In tutto ció, i suoi follower non possono far altro che tentare di seguirlo freneticamente da una piattaforma all’altra per ricostruire le ultime autoesaltate novitá sulla vita di Tekashi.

Come queste dinamiche dimostrano, oltre che i dati relativi agli stream delle sue hit sulle varie piattaforme dedicate, Daniel Hernandez è riuscito a diventare estremamente virale nel mondo della trap grazie al suo originale modo di comunicare se stesso. Capendo, e sfruttando, le logiche degli algoritmi alla base dei social media gli è stato infatti possibile emergere, senza l’aiuto di alcuna major discografica, in un ambiente musicale che risulta ad oggi sovraffollato.

Per quanto molti suoi comportamenti siano discutibili, l’approccio di 6ix9ine che lo porta a sollevare controversie in ogni conversazione è innegabilmente derivato da una tattica ben precisa. Il fenomeno creatosi attorno alla sua persona sottolinea, ancora una volta, come una buona strategia di self branding possa portare in vetta alle classifiche anche chi sembrava non ne avesse alcuna speranza.

Giulia van den Winkel