IMEN JANE, ALESSANDRO TOMMASI, MARCO CARTASEGNA: OPINION LEADERS DI UNA GENERAZIONE PIÙ INFORMATA E SCHIERATA?

È un momento storicamente difficile per il giornalismo italiano: il fallimento della narrazione imparziale, non di rado urlata con toni sensazionalistici da tabloid, ha allontanato gli under 35 dalla carta stampata, forse irreparabilmente. Si fa presto a consegnare l’arma del delitto nelle mani della digitalizzazione: a una simultaneità caratterizzante il giornalismo digitale, la tradizione avrebbe potuto rispondere garantendo standard qualitativi di una cronaca slow, ma attendibile, chiara, linguisticamente ineccepibile.

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PERCHÉ IL SOCIAL MEDIA MARKETING NON È UN HOBBY – NÉ QUALCOSA CHE PUOI CHIEDERE DI FARE A TUO CUGINO – IN 5 SEMPLICI MOTIVI

Figura ingiustamente sottovalutata, pilastro del digital advertising: il Social Media Manager è forse l’emblema della GenZ?

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BROADCAST YOURSELF, MA CI GUADAGNIAMO NOI

Perché YouTube potrebbe essersi trasformata da piattaforma egualitaria a una sorta di monopolista antimeritocratica?

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LOL – CHI RIDE È FUORI: IL FENOMENO MEDIALE DEL MOMENTO

Se sei alla ricerca di spensieratezza e divertimento, la soluzione è solo una: LOL – Chi ride è fuori, il nuovo programma targato Prime Video che, dalla sua uscita il 1° aprile, ha riscosso un successo clamoroso, tanto che in queste settimane risulta essere il tema più chiacchierato del web.

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SOCIAL MEDIA X KIDS: LE NUOVE PIATTAFORME A MISURA DI BAMBINO

La continua crescita dei social media porta anche i più piccoli a volerli utilizzare, non rendendosi conto dei pericoli che si celano al loro interno. Ecco perché alcune tra le più grandi aziende di servizi di rete sociale si sono mosse nella direzione di creare delle piattaforme sicure, interamente dedicate ai bambini.

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HABERE NON HABERI: STORIA DI UN BARATTO 2.0

Almeno una volta nella vita è capitato a tutti di chiedersi come sarebbe tornare al baratto, se sia ancora possibile scambiare un oggetto con un altro. Ma chi ci ha provato? Marco e Raniero, per esempio.

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QUANDO LO SHOPPING SI FA PIGRO, I SOCIAL INIZIANO A GIOCARE

Che i social media abbiano siano sempre più influenti sulle scelte dei consumatori è, ormai, un fatto appurato. D’altra parte, i dati lo confermano: il 90% degli iscritti ad Instagram segue profili business e il 93% degli shopper ammette che sono influenzati dalle online review nelle loro scelte d’acquisto. La tendenza a fare shopping online non è, come è evidente, di certo in calo in questo periodo e ciò non può che rendere il consumatore sempre più suscettibile all’opinione di influencer o ai contenuti condivisi dai brand che segue sui social. Le piattaforme non se lo stanno certo facendo ripetere due volte: da Facebook a Instagram, da Snapchat a Pinterest, fino ad includere persino WhatsApp, i social network si sono mossi per introdurre nuove feature che rendano il cosiddetto “social shoppingun’esperienza sempre più fluida e integrata.

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INFLUENCER O CONTENT CREATOR? DUE FIGURE DIVERSE MA PARALLELE

Nell’era digitale è all’ordine del giorno sentire parlare di influencer content creator, classificati come le nuove professioni nate dalle piattaforme social. Il loro ruolo e la loro natura sono spesso confusi, non solo tra i pari, ma anche in un’ottica aziendale, portando così a fare scelte comunicative sbagliate. 

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IL PODCAST COME MODALITÀ DI NARRAZIONE SEMPRE PIÙ IN CRESCITA

L’industria dei podcast è sicuramente in rapida evoluzione, soprattutto grazie alla nascita di molte app e servizi vocali che ne permettono la fruizione. Ma di fronte ai diversi significati del termine “podcast” sappiamo esattamente darne una definizione univoca?

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Da SoundCloud a Instagram: il modello social trap di 6ix9ine

Il trapper newyorkese dagli iconici capelli arcobaleno, tatuaggi da gangster e le immancabili catene d’oro al collo, Tekashi 6ix9ine, è considerato da molti come il volto della Generazione Z. E questo sembra confermarlo anche il suo account Instagram che conta, tra hater e fan, oltre 24,5 milioni di followers. I critici musicali, così come i social media strategist, non possono che riconoscere l’unicità e la viralità del “fenomeno 6ix9ine”.

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