LA PUBBLICITÀ NON SI FERMA: COME I BRAND RISPONDONO ALLA CRISI DA CORONAVIRUS

La tempesta scatenata dal Coronavirus ha fatto registrare alla maggior parte delle aziende un blocco delle vendite. Si tratta di una situazione di stallo in cui la comunicazione non è mai stata così fondamentale per i brand, considerando anche che l’aumento vertiginoso del tempo trascorso in casa corrisponde ad una crescita esponenziale del tempo speso davanti agli schermi e in particolare sui social media.

Ora più che mai è necessario essere presenti e rafforzare la propria brand identity puntando sui valori per ripartire più forti una volta fuori dalla crisi, naturalmente riadattando le proprie strategie di fronte al forte cambiamento del sentiment dei consumatori.
La catena di fast-food KFC si è trovata costretta a sospendere la campagna, lanciata da poco in UK, che prevedeva lo slogan “Finger Lickin’ Good”: Il messaggio incentrato sul piacere di leccarsi le dita mangiando il pollo è stato ritenuto decisamente inadatto a questo periodo in cui è necessario più che mai essere attenti alle norme igieniche.
Riadattare i propri contenuti è d’obbligo, senza però smettere mai di comunicare e adottando una strategia di real-time marketing. Infatti è proprio dalle aziende maggiormente colpite dalla crisi che provengono i messaggi più originali che in questi giorni sono dilagati sui social. Solo per citarne alcuni, Road House invita a stare “per un po’ di tempo meno road e più house”; il famoso tour operator We Road consiglia metodi alternativi per viaggiare con la fantasia; la marca di birra danese Ceres ricorda che è
importante lavarsi le mani e consiglia di farlo “come se prendendo la birra dal frigo avessimo toccato un limone marcio”.


Come dimostrano questi casi, i brand hanno deciso di non rinunciare al proprio tone of voice, anche se ironico. È stata una scelta di tanti, infatti, quella di puntare sulla diffusione di messaggi leggeri e divertenti in un momento in cui le bacheche degli utenti sono piene di notizie poco rassicuranti. Anche Taffo, agenzia di pompe funebri che si è sempre
contraddistinta per una comunicazione irriverente, ha invitato a rispettare le regole senza rinunciare al solito black humor: “o state tutti in casa o staremo tutti in cassa”.

Alcuni brand per l’occasione hanno rivisitato i propri tratti distintivi, come nel caso di McDonald’s che si è adeguato alle misure di distanza sociale per fermare il contagio, separando addirittura gli archi dorati del suo logo.

Gilette invece ha trasformato la storica call to action #shavelikeabomber in #restoacasalikeabomber invitando gli utenti a seguire la diretta realizzata in collaborazione con l’ex calciatore italiano Christian Vieri con l’obiettivo di raccogliere 100.000 euro da destinare alla protezione civile.

Martina Panarello