GHOSTING E ORBITING: COME SI CHIUDONO LE RELAZIONI NELL’ERA DELL’IPERCONNESSIONE

I social media e le chat permettono di restare in contatto con gli altri anche in assenza di un rapporto diretto, per questo motivo sempre più persone non ritengono così determinante la differenza tra il parlarsi dal vivo e il sentirsi a distanza.

Negarsi è sempre stato possibile, ma la comunicazione online ha ampliato la portata di questo fenomeno, rendendo più facile evitare di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Comunicare sul web permette di poter gestire i rapporti con gli altri come si vuole e, nel momento in cui ci si rende conto di non voler mantenere più una relazione, amicale o di amore che sia, la soluzione è a portata di smartphone: andare offline, cancellare un contatto o visualizzare senza rispondere.

Una coppia tradizionalmente rimane tale fino a quando decide unanimemente che non ci sono più i presupposti per continuare il rapporto o un elemento della coppia decide di interrompere la relazione e lo comunica all’altro. Oggi però, sempre più spesso, non funziona così: scomparire di punto in bianco e senza spiegazioni dalla vita di una persona, ma anche mantenere le porte aperte dopo il proprio allontanamento, sono atteggiamenti che rappresentano una violenza psicologica tipica della nostra generazione e vengono definiti ghosting e orbiting.

Il fenomeno di ghosting si realizza quando una persona scompare senza darti una spiegazione, deriva dalla parola inglese ‘ghost’, che ben rappresenta la sensazione di sentire ancora una presenza nella propria vita che in realtà non esiste più. In genere ciò avviene nel momento in cui un rapporto cresce fino al punto di svolta ma uno dei due non si sente all’altezza di portare avanti un’aspettativa relazionale, spesso creata da egli stesso e, piuttosto che motivare le questioni che inducono alla fine, preferisce sparire nel nulla. Il ghoster viene definita come una figura che non vuole assumersi nemmeno la responsabilità di spiegare cosa sia accaduto dentro di sé per generare una tale fuga.

Il fenomeno di orbiting, ovvero ‘orbitare’ attorno alla vita dell’altra persona, si verifica quando un elemento della coppia decide di interrompere la relazione, sparendo nel nulla, ma solo apparentemente. Il soggetto in questione mantiene un aggancio, un legame debole ed ambiguo con la persona lasciata, creando una sorta di filo sottile per ricordare all’altro di non dimenticarsi di lui. Si tratta di un atteggiamento che si tiene in vita grazie a sporadici messaggi, mai sfocianti in conversazioni serie, likes alle foto o visualizzazioni alle stories. Chi mette in atto questo atteggiamento, all’opzione di eliminare completamente il contatto, preferisce lasciare aperta la possibilità di una riconnessione futura.

Entrambi i fenomeni risultano pericolosi in modo diverso: il ghosting mette la persona lasciata nell’impossibilità di comprendere cosa sia successo, innescando in lei una serie di interrogativi che rischiano di diventare ossessivi; ‘ gravitare’ attorno alla vita della persona lasciata, come succede invece nel caso dell’orbiting, contribuisce ad alimentare una speranza illusoria non consentendo a quest’ultima di voltare pagina. Questi atteggiamenti hanno un forte impatto sui sentimenti altrui e, nel momento in cui si trattano gli altri come oggetti, inconsciamente ci si sta comportando alla stessa maniera con sé stessi. Non tutti i problemi si lasciano annullare dalle sparizioni, le responsabilità prima o poi vengono a bussare alla porta, quella del mondo reale.

Serena Malaspina