YOUNG WOMEN NETWORK: INTERVISTA ALL’HR ED ENGAGEMENT MANAGER CARMEN RISTUCCIA

“Achieve more together”è così che Young Women Network annuncia la sua mission sul suo sito web. YWN è un’associazione, che nasce nel 2012 da un gruppo di volontarie bocconiane, che attraverso eventi di mentoring, networking e workshop vuole stimolare l’incontro e la crescita personale delle giovani lavoratrici.

Al Job meeting del 21 marzo 2019, Carmen Ristuccia, HR e Engagement manager di Young Women Network, insieme alla collega Silvia Zanetti, tiene un workshop dal titolo Donne ed economia: ostacoli e opportunità di inclusione

La presentazione permette ai partecipanti di prendere coscienza di alcuni dati, sintetici e impattanti: 

  • Ci vogliono 202 anni secondo il World Economic Forum per colmare il Gender Pay Gap
  • In questo momento, in Italia ci sono 23 milioni di persone che lavorano, le donne sono 9.7, e questo avviene perché ci sono delle barriere all’ingresso che non permettono alle donne di lavorare. 
  • Quante donne rischiano di non poter tornare al lavoro dopo il primo figlio? 29 879 in un anno
  • Se si rientra al lavoro, è la donna che accetta di fare il part time, infatti solo l’8% degli uomini accetta un contratto lavorativo di mezza giornata, così che il penso della famiglia sia quasi completamente sulle spalle del genere femminile. 

“Il decreto legge Golfo-Mosca del 2012, che prevede che nei consigli di amministrazione delle società ci sia una minima presenza femminile, è un qualcosa che ci tutela, ma già solo che abbiamo bisogno di una quota rosa dovrebbe suscitare un campanello d’allarme, per me chi è al governo o nei CdA è perché è meritevole di esserlo, non perché è donna o uomo”, osserva Carmen Ristuccia, che dopo la presentazione è ben contenta di rispondere ad alcune domande sulla sua associazione.

QUANDO SEI ENTRATA A FAR PARTE DELL’ASSOCIAZIONE E PERCHÉ?
Sono entrata in YMN nel 2012 perché conoscevo le due socie fondatrici, Teresa Budetta e Alessandra Bernini e appoggiavo i valori per cui l’associazione era nata. Young Women Network nasce per ricoprire un gap generazionale: erano presenti associazioni a livello di università, a livello manageriale, per esempio Federmanager, ma mancavano associazioni e realtà per il range della mia età, donne laureate che uscivano dall’università e si buttavano nel mondo del lavoro, quindi dai 23 ai 35 anni, range di età che è, tra l’altro, il core dell’età del Young Women Network. Volevo essere promotrice di un cambiamento, seppur piccolo, volevo provare a dare una mano.

QUANDO SEI DIVENTATA VICE PRESIDENTE? 
Nel 2016 detengo il ruolo di Vicepresidente dell’associazione. In YWN dopo due anni la carica termina e siccome mancava la unit che si occupasse di Risorse Umane, allora ho provato a fondarla io. All’interno dell’HR cerchiamo di sviluppare quest’anima di Young Women Network, che tende ad allargare la nostra rete, più siamo più possiamo creare impatto. L’obiettivo primo è fare più recruiting possibile, con la consapevolezza che esistono realtà simili alla nostra, ma essere parte di un’associazione non preclude la partecipazione ad un’altra.

COSA PENSI SIA NECESSARIO IN ITALIA PER INCREMENTARE LA PRESENZA FEMMINILE NEL MONDO DEL LAVORO?
Tantissime cose, bisogna fare un po’ di ordine e concentrarsi su alcune priorità. Prima di entrare nel mondo del lavoro bisogna instaurare una cultura diversa in Italia, per quanto riguarda per esempio la relazione tra le discipline STEM (Science, Technology, Engineering e Math) e le ragazze che devono decidere quale percorso di studi intraprendere. Durante la mia generazione erano davvero poche quelle che decidevano di affrontare un percorso simile, durante l’attuale generazione invece le ragazze sono di più, ma il numero non è ancora sufficiente. Le giovani donne non devono crescere con limitazioni o paletti imposti dalla società rispetto alle discipline che possono studiare, devono crescere con la cultura che ogni ragazza può fare quello che vuole e può lavorare dove vuole, naturalmente se ne ha le capacità, altrimenti la strada è sbarrata a lei così come a qualsiasi uomo privo di competenze. 
Un altro punto su cui vorrei insistere, è l’importanza di farsi sentire a livello di istituzioni, farsi sentire nella propria realtà lavorativa per smantellare barriere che per anni ci sono state e sono state prese sotto gamba, per esempio il fatto che il salario del mio collega uomo, a pari livello e mansione, è più alto del mio. 
Un altro problema risiede nel fatto che la paternità e maternità siano vissute in maniera diversa e questo crea dei problemi alla donna, che quindi si trova in difficoltà nel trovare il giusto balancetra mondo personale e professionale, e che quindi deve affrontare ostacoli notevoli per superare il gap manager e diventare director. Un’idea geniale è quella promossa da Danone, che finanzia programmi creati da HR per accompagnare la donna durante il periodo della maternità, affinché non viva con il terrore che quando torni sul posto di lavoro il suo ruolo sia stato assegnato ad altri.

QUALI ATTIVITÀ PROMUOVE YOUNG WOMEN NETWORK? 
Promuoviamo attività di Networking, per creare modi di aggregazione per le socie, occasioni di incontro, di confronto e di business. La seconda attività è l’Advocacy, motivo per cui insisto sul fatto che noi possiamo essere rilevanti, ma dobbiamo farci sentire anche dalle istituzioni, come il Comune di Milano, la Provincia e il sottosegretario alle pari opportunità, Vincenzo Spadafora, con cui abbiamo avuto un incontro poco tempo fa. La terza attività è di Mentoring, per la quale abbiamo l’iniziativa dell’Inspiring Mentor, che dura sei mesi e che ha come obiettivo la formazione delle ragazze. Infine, insistiamo sul Coaching, la donna viene edotta sulle skill che nelle università e nelle aziende non si trovano, come per esempio public speaking, time management, quindi più delle hard skills, ci vengono richieste le soft skills.

PERCHÉ È ESSENZIALE LA PRESENZA DI ASSOCIAZIONI COME WYN SUL NOSTRO TERRITORIO?
Perché se si vuole portare il cambiamento si deve fare qualcosa, le associazioni ti aiutano a farti sentire, il cambiamento non arriva in maniera miracolosa dall’alto.

In sintesi, il motto che campeggia sulla pagina personale di Carmen sul sito di YWN, è emblematico della convinzione con cui sostiene le sue idee: “Well behaved women rarely make history”.

Martina Bissolo

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