MUSIC CONSUMER INSIGHT: LA MUSICA OGGI

In Italia, uno dei settori in costante crescita e in continua evoluzione è quello musicale. Gli utenti spendono infatti 15,1 ore a settimana per ascoltare musica, anche se non si può non sottolineare che, negli anni, il consumo sia cambiato in maniera radicale.

La radio continua a essere il mezzo più utilizzato per l’ascolto, soprattutto nei tragitti in macchina o come sottofondo ad attività domestiche e lavorative; si stanno però affacciando al panorama numerosi servizi in streaming, gratuiti o a pagamento, che stanno rosicchiando una fetta consistente di ascolti alle forme più tradizionali di fruizione. A virare su questi servizi in streaming è la fascia più giovane della popolazione (16-24 anni) con una percentuale di utenti che utilizza un servizio streaming a pagamento pari al 52⁒.

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A subire un’importante trasformazione non è stato solo il metodo d’ascolto, ma anche i generi più ascoltati e le varie tipologie di utenti. Nel settore musicale italiano contemporaneo è possibile individuare 4 categorie di fruitori: gli appassionati, gli attivi, i casuali e i passivi. Fanno parte degli appassionati soprattutto le donne, dai 16 ai 34 anni, che ascoltano un po’ tutti i generi (in particolare Dance, Hip-Hop, R&B, Funk e musica classica) tramite audio streaming e YouTube; la categoria degli attivi, che comprende uomini e donne dai 16 ai 44 anni, vede un consumo intenso su YouTube e sui social media, con una preferenza per il Pop italiano e straniero, il Rock, l’Hip-Hop e il cantautorato. Della terza categoria, ovvero quella dei casuali, fanno parte utenti di entrambi i sessi e di tutte le età che sono rimasti fedeli alla radio e che non hanno un genere privilegiato; l’ultima categoria è infine quella degli utenti passivi, cioè uomini dai 35 anni in su che ascoltano Pop italiano esclusivamente alla radio e che non hanno dimestichezza con i social media o con i nuovi servizi streaming.

Per quanto riguarda i generi, possiamo trovare una forte discrepanza tra quelli più ascoltati a livello globale e quelli ascoltati dagli utenti italiani: nel mondo, infatti, al primo posto c’è l’ascolto di musica Pop, seguita dal genere Rock e dalla Dance; in Italia, invece, sebbene rimangano invariati primo e secondo posto, la musica Dance sparisce e al suo posto ci sono alte percentuali di ascolto del Pop italiano (58⁒) e del cantautorato (50⁒). È interessante notare che a età diverse corrispondono generi specifici: mentre la fascia 16-24 ascolta musica Pop e sempre più spesso Rap e Trap (considerate i generi del futuro), gli utenti che vanno dai 25 ai 34 anni prediligono la musica Pop, a differenza della fascia 35-44 il cui genere più ascoltato è il Rock.

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Cosa ci riserverà il futuro? Nessuno può dirlo, ma qualche considerazione si può già fare. Innanzitutto aumenteranno i servizi di streaming gratuiti o a pagamento a discapito della radio, così come la fascia più giovane della popolazione, con il conseguente aumento del consumo della musica Hip-Hop, Rap e Trap. Il settore musicale sarà sempre più redditizio, non a caso la prima richiesta che viene fatta agli smart speaker è: “mi metti un po’ di musica?”.

Nicole Terbonati

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