GIORNALISMO. L’INFORMAZIONE DI QUALITÀ NEL NUOVO MILLENNIO

Quali notizie nell’online sono false e quali vere? Attualmente, grazie alla semplicità con cui si possono condividere contenuti in rete, chiunque può diffondere notizie non sempre verificate e verificabili. Per questo ci imbattiamo frequentemente in fake news che scambiamo per vere solamente “perché le leggiamo scritte”.

Anche durante le ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America c’è stato un numero elevato di false notizie che hanno avuto una diffusione straordinaria. Ma non è questa la vera informazione ed è proprio da questa che il giornalismo si deve discostare. Di questo si è parlato, tra le tante tematiche affrontate, durante la prima giornata del Glocalnews Festival, tenuto da VareseNews, il 16 novembre 2017.

Con la nascita dell’informazione (digitale) gratuita, quest’ultima è stata preferita talvolta al giornale cartaceo, nonostante il calo della qualità. Oggi però, spiega Luca Sofri, direttore de ilPost, forse è in atto un cambiamento: cresce infatti sempre più il numero di lettori interessati all’informazione di qualità e disposti a pagare per questa. Si può dire quindi che il modello di business dei lettori paganti stia tornando, almeno in parte. I lettori si sono infatti resi conto che la gratuità spesso è sinonimo di bassa qualità e si rafforza sempre più la nicchia di coloro che non si accontentano dell’informazione trovata in rete, gratuita, ma in certi casi fasulla.

Della ricerca di valore e qualità in ambito giornalistico ne parla anche Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna, che ci spiega come le aziende siano alla costante ricerca di nuove forme con cui colpire il lettore con la propria pubblicità. Le aziende cercano sempre più contenuti giornalistici che rispecchino i valori del brand. Questo significa superare quella forma di pubblicità con cui il giornalista recensisce prodotti, facendosi piuttosto portavoce di valori coerenti con quelli del brand.

Annalisa Monfreda ci parla quindi di quello che per lei è il giornalismo di qualità, ovvero un «giornalismo responsabile […] indipendente, cioè un giornalismo che si prende la responsabilità di quello che sta creando e sta provocando in chi legge, che si prende il compito di creare spirito critico». Un giornalismo responsabile deve anche saper tacere, in quanto la rete, come abbondantemente ripetuto, è pienissima di finti contenuti e finti scoop: non bisogna fare da megafono alle fake news, bisogna passare oltre.

Giorgia Cestariolo

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