LA SOCIAL STREET COME FENOMENO DI INTERAZIONE SOCIALE

Una tematica molto attuale è come il mondo fisico possa essere amplificato dall’online attraverso l’integrazione della rete con il quotidiano. Ce lo ha dimostrato Daniele Dodaro durante una delle piacevoli lezioni del corso di Psicologia Sociale della Comunicazione nei gruppi e nelle organizzazioni tenuto dal professor Carlo Galimberti.

L’esperienza di Daniele Dodaro riguarda il fenomeno innovativo e sempre più diffuso delle social street che a Milano sono circa una settantina. La social street, progetto realizzato per la prima volta a Bologna nel 2013, implica la creazione di un gruppo privato nel quale gli abitanti dello stesso quartiere hanno l’opportunità di interagire e fare conoscenza. Dodaro ci ha raccontato la sua personale esperienza di social street con la quale ha coinvolto i suoi vicini di casa, fino ad includere tutti (o quasi) coloro che abitano nella zona a nord di Loreto, in seguito rinominata NoLo.

Nelle social street si fanno principalmente tre cose: ci si scambia informazioni, si fa conoscenza e infine ci si aiuta. Avviene dunque un passaggio dal mondo virtuale del gruppo Facebook all’incontro fisico tra le persone, che sono così invogliate a conoscersi, uscire di casa e interagire. Questo comporta anche l’organizzazione di attività di vario genere che spaziano dalla colazione comune, alla corsa, alla visione di film, all’organizzazione di festival musicali e così via. In questo modo sono stimolate a stare in compagnia anche quelle persone che sono solite stare in casa, magari proprio per mancanza di qualcuno con cui uscire.

Ciò che consente al gruppo di funzionare sono anche alcune regole di base che sono essenzialmente tre. In primis la gratuità: lo scambio di informazioni e di conoscenza che è organizzato tramite le social street è totalmente gratuito, in quanto lo scopo del progetto non è quello di arricchirsi ma piuttosto la condivisione. Inoltre nelle social street non si parla di politica e non si fa pubblicità.

Il fenomeno ha avuto molto successo ed è stato raccontato anche dai media e dalla stampa. Si tratta infatti di un’iniziativa coinvolgente e a fin di bene, che può essere replicata in maniera semplice e a un costo molto basso. Inoltre consente di creare una comunità attiva e collettiva, in un’ottica che parte dall’online per avere ripercussioni positive nel mondo reale.

Giorgia Cestariolo

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