LUCIO FONTANA. IN MOSTRA COME NON L’AVETE MAI VISTO

Prima di entrare nel grande stabilimento dell’Hangar Bicocca, dove “Ambienti/Environments” è ospitata fino al 25 febbraio, il visitatore non sa bene cosa aspettarsi, ma nel momento in cui apre la porta la sua meraviglia e la sua curiosità si concretizzano.

Nel vasto e buio spazio i visitatori si muovono e puntano il viso illuminato verso l’alto. Contemplano “Struttura al neon”, una struttura fluorescente di circa 100 metri, che disegna sinuose forme sul soffitto e sullo spazio ad esso sottostante. Quest’opera era stata creata dall’artista per la IX triennale di Milano nel 1951 ed è ripresentata al pubblico per la prima volta da allora esattamente come le altre nove installazioni ambientali.

Le opere della mostra “Ambienti/Environments”, ricostruite attraverso accurate ricerche di archivio, furono realizzate da Lucio Fontana per gallerie e musei nel periodo che va dal 1949 al 1968, ma furono quasi tutte distrutte dopo l’esposizione. La mostra porta il pubblico a vivere lo spazio come un percorso sensoriale alla scoperta di luci, superfici e colori non convenzionali. È l’osservatore a decidere il suo percorso dentro e fuori gli Ambienti spaziali, in un’alternanza di assoluto buio, illuminazioni delicate, e luci che pervadono ogni forma sulla quale si imbattono.

L’arte di Lucio Fontana si sviluppa dalla contaminazione con l’architettura e con le novità della ricerca tecnico-scientifica degli anni 40, le quali creano con lo spazio un dialogo innovativo e ne modificano la percezione da parte del pubblico. È il caso del neon, descritto dall’artista come “un nuovo elemento entrato nell’estetica dell’uomo della strada” e presente in molte delle opere esposte.

Quando Jackson Pollock faceva colare il colore dal pennello, ci sembrava che il mondo così come lo conoscevamo fosse cambiato per sempre. Lo stesso vale per Fontana”: cosi parlava Damien Hirst del pittore e scultore italo-argentino. Con lo scritto teorico Manifiesto Blanco, nel 1946 Fontana sconvolge il mondo artistico in modo irrevocabile: è la nascita dello Spazialismo, un movimento scardinato dai canoni classici della bidimensionalità che concepisce l’arte come una somma di elementi psico-fisici.

“Ambienti/Environments” è un viaggio verso nuove dimensioni e un’occasione per visitare i sorprendenti spazi della fondazione Pirelli Hangar Bicocca. Un incentivo? La mostra è completamente gratuita!

Maddalena Esteri

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