Creo Kitchens e VR: il design si fa virtuale

Anche il mondo del design evolve con le tecnologie digitali. Noi di CIMO, che siamo sempre a caccia di eventi e nuove tendenze, siamo andati all’inaugurazione del nuovo Creo Store per scoprire qualcosa di più! 

L’atmosfera è quella di un giorno di festa, e la promessa è di “rivoluzionare il mondo delle cucine”. Si apre così l’inaugurazione del nuovo negozio monomarca firmato CREO Kitchens, brand del gruppo Lube Cucine, avvenuta mercoledì 4 ottobre in Viale Bianca Maria. Lo store mostra una selezione di 16 modelli di cucine della collezione del brand, ma fin qui nulla di rivoluzionario. Quello che colpisce, invece, è la presenza di un corner dove agli ospiti viene offerto un “tour immersivo” in una cucina capace di materializzarsi davanti ai loro occhi non appena indossata una mascherina. È la magia della realtà virtuale, che Lube Cucine è stato il primo brand di arredamento in Italia a introdurre in negozio, prima a Torino e poi a Milano.

L’EVOLUZIONE DEL DESIGN E DEI SUOI LINGUAGGI

Siamo riusciti a parlare con Fabio Mainardi, proprietario del negozio, che ci ha spiegato come siano cambiati oggi i consumatori nel mondo del design. “Ci sono troppi competitor, troppi materiali tra cui scegliere, e il consumatore è confuso”. Allo stesso tempo, si va incontro a una clientela sempre più esigente, che fa richieste sempre più particolari ma che al tempo stesso non vuole spendere cifre eccessive. Proprio per andare incontro a questa tendenza è stata presa la decisione di adottare la realtà virtuale. “Configurando la cucina con il computer, il cliente può vedere in tridimensionale i colori e le finiture”. Un’esperienza immersiva, in cui il cliente può avere un’idea delle proporzioni e degli spazi, e può vedere subito il risultato che avrà a casa sua. “Il cliente è attivo, può cambiare lui stesso i colori mentre usa il software. In questo modo è più affascinato, perché capisce che c’è una relazione tra il servizio fornito in termini di tecnologia e quello che verrà portato a casa. È un valore aggiunto che altri competitor non hanno”.

Anche la comunicazione nel design evolve. Oggi funzionano molto i social network, soprattutto Facebook, in cui si ha la possibilità di aggiungere promozioni e di raggiungere più facilmente il sito web. Instagram, invece, viene utilizzato come social network estetico, per affascinare con delle belle foto. Anche occuparsi di AdWords per essere tra i primi risultati nelle ricerche di Google è diventato oggi fondamentale. Per quanto riguarda il communication mix tradizionale, invece, funziona molto poco il cartaceo, che viene utilizzato ormai solo per sponsorizzare qualche evento, mentre danno buoni risultati i banner verticali sulle strade e il cosiddetto “ambient marketing” su tram e metropolitane. Per non parlare delle fiere, come il Salone del Mobile, che servono come vetrina per presentare i propri prodotti anche a una clientela estera.

IL SUCCESSO DELLA REALTÀ VIRTUALE

La realtà virtuale non è soltanto un modo fine a se stesso per stupire e affascinare il cliente, ma è soprattutto un potente strumento di vendita. Ne abbiamo parlato con Chiara Caffaratti, architetto e arredatrice d’interni per Lube Cucine in provincia di Torino, nonché parte della squadra che ha contribuito alla nascita del progetto. “È stato creato un team giovane di architetti, ingegneri, sviluppatori e grafici. Il mio ruolo in quanto architetto è stato far capire che il software doveva essere semplice, adattabile a tutti e veloce da usare. Questo perché l’obiettivo non è mostrare al cliente i riflessi della luce o dettagli particolari, ma come sarebbe la sua cucina”. In questo senso, dunque, l’aspetto commerciale e quello tecnico sono stati fusi insieme. E i risultati sono stati visibili: nei sei mesi dalla messa in funzione del prototipo, si è assistito a un aumento delle vendite, nonché a una riduzione del ciclo stesso di vendita. “Grazie a questo strumento, il cliente è facilitato nei tempi e il processo di vendita è reso più fluido, perché è più coinvolto ed elimina più facilmente i suoi dubbi. Il cliente può rendersi conto dei colori, degli spazi e degli abbinamenti, cosa che non succede quando il progetto è stampato su carta o visto sul monitor piatto”. Questo consente di superare anche il problema prezzo, perché a questo strumento tecnologico si associa l’immagine di un brand più affidabile, più sicuro e all’avanguardia.

Questo dimostra come la realtà virtuale stia diventando una “realtà” concreta e ricca di opportunità per i tanti settori in cui può essere utilizzata, aprendo le porte a nuove possibilità per conciliare il desiderio dei consumatori di vivere un’esperienza e di soddisfare allo stesso tempo gli obiettivi di business delle aziende.

Chiara Fontana

 

 

 

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