La sanità e i social media: la nuova frontiera dell’health 2.0

Nel dinamico contesto attuale del web 2.0, l’utilizzo delle piattaforme social in ambito sanitario sta gradualmente assumendo un ruolo rilevante nel complesso ecosistema del digital.

Sono infatti 11 milioni e mezzo gli italiani che utilizzano internet per cercare informazioni sulla salute secondo una ricerca condotta da GFK Eurisko nel 2016. In una rete dove è fondamentale il ruolo assunto dall’utente, attivo e generatore di contenuti, la trasmissione di informazioni di carattere sanitario attraverso l’uso delle piattaforme online comporta la possibilità di raggiungere un ventaglio più amplio di utenti, di avere maggiore consapevolezza del mezzo e di rafforzare community tra utenti.

È in questo modo che la medicina narrativa nel mondo digital assottiglia il gap tra medico e paziente, il quale dimostra la volontà di essere capito e compreso, attraverso un processo di personalizzazione della terapia e dei suoi bisogni. La presenza sempre più massiccia di informazioni sanitarie sul web, che rappresenta una delle fonti principalmente impiegate dai cittadini, dopo il medico di famiglia e lo specialista, amplifica il numero di utenti attivi sulle piattaforme online. Ma quanto il paziente può fidarsi di informazioni di carattere sanitario provenienti dal web?  Quanto la personalità online del medico è valutata come veritiera, realistica e affidabile?

Non sono solo mere immaginazioni: esistono case farmaceutiche che si connettono direttamente con il paziente, istituzioni sanitarie iscritte e attive nell’utilizzo dei social network, medici che aiutano i pazienti in terapie e cure online. Giusto per citare un esempio: Roberto Maroni, dopo una recente visita nella Silicon Valley, prevede la costruzione di un nuovo centro di ricerca Ibm applicato alla sanità, a Milano, dal valore di circa 150 milioni di dollari. L’idea del presidente lombardo è quello di portare nel capoluogo la piattaforma di Ibm Watson Heath, al fine di far convergere i big data alla sanità, offrendo ai ricercatori e ai medici un ventaglio infinito di strumenti per la cura e la diagnosi dei pazienti, anche grazie all’intelligenza artificiale. Inizia dunque a diventare tangibile l’utopia di creare una “città della Salute”.

La fiducia del paziente nei confronti del medico prende le sembianze di un rapporto emozionale, basato su un patto fiduciario intangibile: la fiducia nell’utilizzo dei social media, intesi come ponte di collegamento tra utente e specialista, tra esperto e paziente.

Francesca Selvini

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