Dai comunicati stampa al giornalismo online, dibattito sul cambiamento della comunicazione 

Come si è passati dal comunicato stampa all’utilizzo delle app che ci accompagnano ogni giorno? Come è stata accolta questa rivoluzione dalle imprese? Ce lo spiega nella sua testimonianza la nostra CIMOreporter Giuliana Vitucci!

Queste alcune delle domande del dibattito sul cambiamento della comunicazione, affrontato al Glocal News, il festival del giornalismo digitale venerdì 17 novembre al teatro Santuccio organizzato dalla testata locale VareseNews.  Hanno presenziato all’evento Daniele Chieffi, giornalista e social media manager di Eni, Luca Alagna, consulente comunicazione social Confindustria, Davide Cionfrini, responsabile ufficio stampa Unione degli industriali della provincia di Varese e Paolo Costa, responsabile ufficio stampa della Regione Lombardia. Moderatrice del dibattito la giornalista Silvia Giovanniniche ha posto diversi quesiti agli interlocutori, i quali sono intervenuti esprimendo la loro opinione su come il lavoro negli uffici stampa sia cambiato negli anni.

Pensiero comune è che l’avvento della tecnologia abbia modificato radicalmente il modo di fare giornalismo, “evolvendosi dal razionale al sentimento. Tempi più brevi e veloci con il web 2.0 che esige giornalisti “in time”, sempre sul pezzo per accontentare le richieste degli internauti di raccontarsi e ricevere notizie in tempo reale. L’elemento che attiva la trasformazione digitale non è più l’offerta, ma la domanda: comprendere l’organizzazione dell’azienda significa ad oggi soddisfarla attraverso una web analysis, ovvero un’analisi dei trend, degli interessi, dei segnali di criticità e delle esigenze del pubblico. Tutto questo permette di studiare meglio la domanda ed elaborare una risposta efficace. Ne è un esempio di questo processo la creazione di Snapchat, social app nata nel 2011 per dare un segnale di digital trasformation a un mondo che era rimasto fermo e che con la sua comunicazione in tempo reale fornisce quotidianamente “elementi di novità” ad un vasto target di persone.

Altro elemento di discussione è stata la figura del giornalista che da scribo della carta stampata si è trasformato in influencer, capace di ideare contenuti e di “bucare” variegate situazioni e piattaforme online. Professionalità e autorevolezza, serietà ed educazione sono le caratteristiche del giornalista 2.0, che si assume direttamente la responsabilità di rispondere ad ogni tipologia di interlocutore sul web, prevedendone quando possibile la sua reazione.  La discussione si è conclusa con un consiglio dei professionisti agli aspiranti giornalisti: “Il bello di questo mestiere è essere vicino alle diverse parti, ascoltarle e capirle senza per forza prendere una posizione. Mettetevi in gioco, sperimentate il mondo della comunicazione istituzionale è sta vedendo una modesta espansione perché non c’è modo migliore per vivere in maniera più ibrida se non attraverso lo storytelling.

CIMOreporter Giuliana Vitucci

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